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Women 20, 18 Paesi del G20 sottopagano le donne

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La parità di genere è ancora lontana. Lo dimostrano i numeri e lo dicono due donne al vertice delle rispettive istituzioni, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberto Casellati, e la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, in apertura Summit del Women20, engagement group del G20 dedicato alla parità di genere.

“In un mondo in grande cambiamento, in questa società post pandemica, il tema della parità di genere diventa sempre più fondamentale. Oggi abbiamo l’opportunità di dare slancio alla ripresa economica e sociale del paese, includendo la prospettiva di parità”, è la premessa di Casellati. “In 18 paesi del G20 – ha continuato – le donne continuano ad essere pagate oltre il 15% in meno degli uomini e solo il 55% delle donne è coinvolto nel mercato del lavoro rispetto al 71% degli uomini, ci sono ancora troppi pregiudizi culturali che impediscono al mondo femminile di esprimere il talento e i meriti. Il lavoro che il vertice porta avanti “rappresenta un contributo fondamentale con l’individuazione delle tre priorità strategiche: lavoro, imprenditorialità femminile e digitale”. Ma non c’è solo il gender gap. “Importanti sono, inoltre, i focus che il W20 ha deciso di dedicare alla violenza sulle donne e bambine, e sulla sostenibilità. Abbiamo bisogno di un’autentica svolta culturale e di politiche attive che cambino radicalmente l’accezione della donna ed il rapporto tra i sessi”.

Successivamente, la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, in un videomessaggio rilancia: “È triste sapere che al G20 io potrei essere l’unica donna. Abbiamo bisogno delle migliori idee al livello politico per dare le giuste opportunità a tutte le donne. Dobbiamo investire di più nell’istruzione, infatti più di 11 milioni di bambini possono essere costretti all’abbandono scolastico. Al G7 ho annunciato che la CE aumenterà di un terzo i fondi stabili per l’istruzione, raggiungendo i 100 milioni”.

Un altro tema su cui porre l’accento, secondo la presidente della Commissione Ue, è l’occupazione femminile. “Non è vero – sostiene – che dobbiamo scegliere tra la carriera e la famiglia. Conosco gli ostacoli, ma dobbiamo pretendere un accesso equo al mondo del lavoro e poter allo stesso tempo crescere i nostri bambini. Per raggiungere la parità entro il 2030, abbiamo bisogno dei pagamenti dei congedi parentali, di consolidare l’assistenza per l’infanzia e per gli anziani. Questi sono gli investimenti che dobbiamo fare per una ripresa solida e sostenibile. Con il contributo del W20 riusciremo a gettare la base per rappresentare gli uomini e le donne in maniera equa sia nel lavoro sia nella famiglia”.

In questo scenario, guarda all’impegno condiviso Laura Sabbadini, Chair del Women20, durante la giornata di apertura del Summit W20, intervenuta dopo la Head of Delegation del W20 Italy, Elvira Marasco, e la Sherpa del W20, Martina Rogato. “L’unione delle donne deve essere ottenuta al di là delle differenze e l’unità deve servire anche per migliorare le condizioni delle donne più vulnerabili, più sfruttate, private di diritti e multidiscriminate”. Il G20 “può fare la differenza – prosegue Sabbadini – indicando la strada dell’empowerment femminile e dando spinta ai governi verso l’uguaglianza di genere. Il W20 chiede ai governi di varare un piano entro tre anni per il cambiamento culturale contro gli stereotipi di genere, partendo dai bambini e dall’educazione, fino alla formazione”. La presidenza italiana del G20, prosegue, “sta facendo un lavoro importante. È stata varata la road map per l’uguaglianza di genere. È ormai dimostrato che la crescita dell’occupazione femminile fa aumentare il PIL e anche la produttività. Contribuiamo a ridisegnare una nuova visione del mondo, puntando sulla strategia educativa e sul cambiamento culturale a tutti i livelli, con la valorizzazione delle competenze femminili in tutti i campi. È una vera scommessa – continua la Chair del W20 – ma le donne possono vincerla, se saranno unite e solidali, e se si uniranno agli uomini che hanno compreso il valore delle loro proposte. I governi devono investire di più sulla cura. Le infrastrutture sociali devono avere la stessa importanza di quelle economiche, dai servizi educativi per l’infanzia ai servizi per gli anziani non autosufficienti per i disabili e per tutte le persone che ne hanno bisogno. Il lavoro di cura non retribuito deve essere redistribuito nella coppia, tramite i congedi di paternità e altre facilitazioni, e deve essere redistribuito nella società tramite i servizi. Bisogna una volta per tutte investire nell’economia della cura”.

A seguire, è intervenuto il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, sostenendo: “Il tema della parità di genere va affrontato sotto ogni punto di vista. Io ho imparato a organizzare il processo di selezione per evitare discriminazione, nominando 2 donne su 3 posizioni. Questo pregiudizio si riversa nelle parole, ma soprattutto nell’economia. Noi gestiremo 62 mld del Pnrr – dichiara il Ministro – e creeremo uno stimolo per il riequilibrio del settore delle costruzioni, a predominanza maschile. Per combattere questa tendenza abbiamo deciso di dare incentivi speciali. Servono poche decisioni che cambino radicalmente il sistema”.

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