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Cgia: il caro-energia penalizza le pmi

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Le piccole imprese italiane pagano l’energia il doppio delle grandi. E se si parla di gas il divario è ancora più pesante. Lo sostiene l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, secondo cui per l’energia elettrica, le pmi pagano mediamente 151,4 euro ogni 1.000 kWh consumati (Iva esclusa) contro i 77 euro ogni 1.000 kWh delle grandi.

Per quanto riguarda il gas, invece, se il costo medio per le piccole imprese è di 59 euro ogni 1.000 kWh (Iva esclusa), alle grandi aziende viene applicata una tariffa media di 21,2 euro ogni 1.000 kWh. Insomma, le prime pagano il 178 % in più delle seconde. Per questo, sentenzia la Cgia, l’Italia non è un Paese per pmi.

“In nessun altro paese dell’Eurozona – affermano – c’è un disallineamento delle tariffe energetiche così elevato tra queste due classi dimensionali. E il peso di tale disallineamento sul sistema produttivo nazionale risulta evidente se si considera che il 99,5% circa delle aziende è di piccola dimensione (meno di 50 addetti) e dà lavoro, al netto del pubblico impiego, al 65% degli italiani”.

Focalizzando l’attenzione solo sulle piccole imprese, dal confronto con le omologhe realtà produttive europee, emerge che in Italia i costi energetici sono tra i più elevati. Tra tutti i paesi dell’area euro, infatti, solo in Germania il costo della bolletta della luce è superiore al nostro del 16,7%o. Rispetto alla media europea, invece, i nostri piccoli imprenditori pagano mediamente il 12,1 % o in più .

Se ci si riferisce al costo del gas, invece, tra i Paesi dell’Area euro le pmi italiane sono al terzo posto (dopo Finlandia e Portogallo) per la tariffa più elevata.

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