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No green pass, le manifestazioni sono un flop (per fortuna)

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Si temevano blocchi e disordini per le manifestazioni no green pass, ci sono stati solo pochi disagi, limitati al ritardo di qualche treno. Lo schieramento delle forze dell’ordine, insieme all’avvertimento fermo arrivato dal Viminale, hanno evidentemente scoraggiato la foga no vax che, secondo gli appelli corsi sulle chat Telegram, avrebbe dovuto sostenere un pericoloso assalto alle stazioni italiane. Nella sostanza, per fortuna, è stato un flop.

I numeri dei manifestanti, gruppi sparsi e limitati a qualche decina di persone, sono la fotografia di una protesta che, almeno in questa fase e con queste modalità, può dirsi fallita.

C’è un insegnamento che si può trarre dalla giornata di oggi. Quando i rischi non vengono sottovalutati e quando la difesa dell’ordine pubblico si muove con coerenza, gli obiettivi sensibili e la libera circolazione delle persone possono essere preservati. La tolleranza zero annunciata dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, “Non saranno tollerati atti di violenza e non saranno tollerate interruzioni di pubblico servizio”, è servita a chiarire le intenzioni dello Stato, determinato a garantire la legalità.

Restano gli slogan, più o meno timidamente, scanditi. Contro la ‘dittatura sanitaria’, contro ‘la negazione dei diritti costituzionali’, contro il ‘terrorismo mediatico dei giornalisti che non raccontano la verità’, contro il green pass ‘una cosa da nazisti’. Vanno ricordati anche oggi, per non perdere di vista la portata del problema.

Intorno al green pass, uno strumento per provare a muoverci, lavorare e vivere in sicurezza, e al vaccino, l’unico strumento possibile per contenere una pandemia, continua a consumarsi uno scontro politico, economico, sociale e culturale che non può che indebolire tutti.

Per questo, servono decisioni che, con un altro strumento essenziale, le leggi, impogano prima il green pass obbligatorio, ovunque serva, e poi l’obbligo vaccinale.

Se, giustamente, si è fatto il necessario per evitare che venissero bloccate le stazioni, è arrivato il momento di fare il necessario per evitare di bloccare il Paese.

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