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Per Brunetta senza smart working il Pil vola a +6,2-6,3%

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Il ritorno in presenza in ufficio può portare il Pil a crescere fino al 6,2-6,3%. Ne è convinto il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che da tempo ha mostrato tutte il suo scetticismo contro quello che ha definito il “lavoro a domicilio all’italiana”. Una posizione critica verso lo smart working che ha suscitato molte critiche dal momento che non ci sono dati o quantificazioni sulla produttività della macchina amministrativa in questi mesi di lavoro da remoto, né soprattutto esiste una stima dei settori in cui ha funzionato e quelli che invece si sono inceppati.

A favore di un ritorno in ufficio degli statali, Brunetta ha spesso addotto come motivazione proprio quella di una ripresa degli affari, grazie alla pausa pranzo, per bar e ristoranti, tra i più colpiti dalle chiusure della pandemia. Ed ecco che adesso il ministro della Pubblica amministrazione arriva anche a quantificare quella crescita, spostando l’asticella del Pil oltre il 6% già previsto annche nella Nadef.

A suo giudizio, il green pass e il ritorno al lavoro in presenza nella Pa “significa che intere parti delle nostre città ricominciano a vivere” e a consumare, “vuol dire reddito” quindi “molto probabilmente nell’ultimo trimestre di questo 2021 avremo un boom” e “molto probabilmente il tasso di crescita non sarà del 6% ma di più, 6,2-6,3”. Brunetta prevede anche “un effetto di trascinamento di questo anno sul prossimo” ed è per questo che ritiene “molto probabile che il 2022 partendo da questa eredità positiva dia una sorpresa positiva di crescita attorno al 5%, non al 4,5%”.

Intervenendo al Forum in masseria, in corso a Manduria in provincia di Taranto, il ministro ha sottolineato come grazie al green pass, che ha defininito una misura economica e non di politica sanitaria, da venerdì ci sarà “un ritorno alla normalità o a una nuova normalità” e questo farà sì “che tante parti delle nostre città ricominceranno a vivere. Pensiamo, per esempio, a Roma, all’Eur, mezza vuota perché i pubblici dipendenti non frequentavano più i ministeri. Le città metropolitane, invece, adesso ricominciano a vivere in pienezza. Questo vuol dire consumi, efficienza e produttivita. Consumi vuol dire reddito. Ecco perché nell’ultimo trimestre 2021 ci aspettiamo un boom oltre il 6 per cento. Aspettiamo per grande distribuzione, ristoranti, terziario urbano, un boom dentro il boom”.

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