I green bond possono cambiare l’ambiente e la finanza

Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Enel 2022

L’Ue corre spedita. Oggi la Commissione ha emesso per la prima volta sul mercato obbligazionario Green bond a lungo termine. Un primo pacchetto da 12 miliardi di euro e con scadenza a 15 anni, che servirà a finanziare il Next Generation Eu. Il programma complessivo prevede emissioni di titoli ‘verdi’ per 250 miliardi, un terzo del valore totale del NGEU. Tutti i proventi andranno a finanziare i progetti destinati alla transizione ecologica, quindi all’efficienza energetica, lotta ai cambiamenti climatici ed energia pulita.

Da metà giugno Bruxelles sta collocando titoli a breve, medio e lungo termine sul mercato anche attraverso aste pubbliche. Sono stati raccolti oltre 45 miliardi e la domanda che si è registrata è decisamente superiore all’offerta. Oggi il debutto sul mercato finanziario anche dei bond ecologici che è avvenuto attraverso un sindacato di banche: Bank of America Corporation, Credit Agricole, la tedesca Deutsche Bank, la nipponica Nomura e la canadese Td Securities. Gli ordini hanno toccato già un record: ne sono arrivati per 135 miliardi. E’ un fatto epocale quello che sta accadendo e che farà dell’Unione Europea per gli anni a venire un emittente ‘seriale’ di titoli con una raccolta sul mercato quanto più ‘differenziata e flessibile’.

Tra obbligazioni verdi e quelle ‘normali’, Bruxelles conta di raccogliere sul mercato almeno 150 miliardi di euro l’anno per finanziare fino al 2026 il Fondo per la Ripresa da dividere tra gli Stati. Un’operazione che da più parti si spera diventi strutturale e non ancorata solo alla necessità di finanziare i Piani nazionali per fronteggiare crisi economica e sanitaria. Il dibattito in Europa è aperto e si collega al blocco di riforme proposte dalla Commissione, il cosiddetto ‘Fit for 55’, per combattere i cambiamenti climatici. Si tratta di iniziative politiche e legislative che hanno l’obiettivo di ridurre entro il 2030 le emissioni alteranti del 55% rispetto ai livelli del 1990, per poi raggiungere la ‘carbon neutralityentro il 2050. Dunque, il Green Deal europeo avrà bisogno di sempre nuovi finanziamenti anche per i progetti ambiziosi da portare a termine in meno di dieci anni. Si stima che ogni anno serviranno tra i 250 e i 260 miliardi aggiuntivi. I titoli obbligazionari ‘verdi’ – quando termineranno gli aiuti previsti dal Recovery Fond – potrebbero rappresentare una fonte di finanziamento essenziale.

Questa estate la Commissione ha presentato l’‘European green bond standard’ che non va confuso con i titoli collegati al NGEU e che dovrà seguire il normale negoziato tra Consiglio e Parlamento di Strasburgo. Lo scopo è sempre quello di incentivare il finanziamento di tutti i progetti che hanno un impatto positivo per l’ambiente. Ma si tratta anche di stabilire regole precise per una finanza sostenibile, innanzitutto definendo quali sono le attività economiche che possono essere definite tali. E’ previsto un regolamento che introduce standard rigorosi per chiunque voglia emettere obbligazioni verdi sul mercato, anche a tutela di chi investe. Il progetto è complesso, ma l’importante è riuscire ad orientare importanti flussi di capitali verso tutti quegli ambiti che sono funzionali al raggiungimento delle finalità del Green Deal europeo. La frontiera è assolutamente aperta. Si calcola che sul mercato globale le obbligazioni verdi hanno raggiunto un anno fa un valore complessivo di circa 1000 miliardi di dollari e la domanda è in continua crescita. Il futuro della finanza, se si vuole, potrà colorarsi di verde.

Leggi anche

BITPANDA
INFRATEL

Ultim'ora

Fortune Italia
ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.

Fortune Italia