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Scoppia un altro caso Dazn, verso l’addio alla ‘concurrency’

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La notizia non è ancora ufficiale, ma l’indiscrezione è bastata a gettare nel panico milioni di appassionati di calcio. Dazn sarebbe pronta a dichiarare lo stop alla “concurrency”, insomma a cancellare la possibilità di vedere contemporaneamente lo stesso contenuto sue due utenze collegate a uno stesso abbonamento. La notizia, anticipata dal Sole24Ore, non ha avuto ancora nessuna conferma dalla piattaforma di trasmissione in streaming, che però non ha nemmeno smentito.

In particolare verrebbe bloccato l’accesso a due device che si trovano a distanza l’uno dall’altro mentre se ci si trova collegati alla stessa rete fissa si potrà continuare.

Una novità che interesserebbe soprattutto quanti hanno deciso di abbonarsi per seguire la serie A di calcio, che da quest’anno è appunto appannaggio di Dazn. La decisione dovrebbe combattere fenomeni di ‘pirateria’, dopo che nei primi mesi è stato notato un incremento del 20% delle doppie utenze a distanza, e al tempo stesso di piattaforme per la condivisione di stessi abbonamenti.

Non è peraltro stato un rapporto facile quello tra la piattafoma e i tifosi dall’inizio del campionato, basta ricordare le lamentele per la qualità del video offerto oltre che i sovraccarichi che hanno in alcuni casi letteralmente impedito agli abbonati la viasione della partita della loro squadra del cuore.

Contro la decisione, seppur non ancora ufficiale, sono già scese in campo le associazioni dei consumatori. Il Codacons ha annunciato un esposto ad Agicom e Antitrust e protesta anche l’Udicon che parla di “smacco agli abbonati”.

Ma il caso arriva anche in Parlamento. Fratelli d’Italia ha infatti annunciato un’interrogazione parlamentare. “Le indiscrezioni circa le modifiche contrattuali che unilateralmente Dazn intenderebbe applicare rappresentano se confermate l’ennesima violazione dei diritti dei consumatori della cui difesa anche il governo non può sottrarsi. Assisteremmo peraltro contestualmente a una palese violazione delle regole anche di concorrenza da un lato e a una palese compromissione dei diritti degli abbonati”, spiega la deputata Augusta Montaruli.

 

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