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I dubbi dell’Antitrust sull’accordo Enel X – Volkswagen

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Pur essendo due big nei rispettivi settori, Enel X e Volkswagen pensavano che la joint venture creata per realizzare una catena di stazioni di ricarica per auto elettriche sarebbe filata liscia. Il mercato è praticamente in formazione con molti operatori nascenti che stanno investendo i soldi del Pnrr. La produzione di elettricità e di auto, anche a trazione verde, poi, sono due business che corrono paralleli e che difficilmente possono darsi una mano in funzione anticoncorrenziale. Invece l’Antitrust italiano, a cui il fratello maggiore europeo ha delegato la pratica, ha preferito guardare all’operazione con più calma, aprendo una istruttoria, per vederci meglio.

All’Autorità, come si legge nel provvedimento, pubblicato in questi giorni, interessano soprattutto le possibili conseguenze prospettiche dell’operazione sui mercati della vendita di energia e di auto elettriche dove si stanno affacciando gli sconti in natura sottoforma di pacchetti ricarica. A soffrire per l’arrivo del nuovo big potrebbe essere il nascente mercato dei fornitori di servizi di ricarica, una sorta di equivalente delle pompe bianche, nella benzina, o dei venditori di ricariche telefoniche nel mondo dei cellulari che potrebbero soffrire l’arrivo di aziende fortemente strutturate.

L’accordo fra Enel e Vw, annunciato a luglio, prevede la costruzione di una nuova società, controllata pariteticamente, per la gestione in Italia di una rete di stazioni di ricarica a elevata potenza, vale a dire superiore ai 100 kW (high power charge o Hpc), in grado di assicurare un rifornimento ultrarapido. Saranno punti di rifornimento aperti a tutti i possibili clienti. Non come la catena di distribuzione di Tesla, che ad oggi fa il pieno solo ai possessori delle auto prodotte da Elon Musk.

In numeri della società sono stati mantenuti riservati, ma le stime per il settore incominciano a circolare. In Italia a fine decennio il rifornimento elettrico arriverà ad assorbire un circa il 10% della produzione nazionale, e il 28% di questo sarà fatto nelle colonnine pubbliche. Mentre per quello che riguarda la Joint Venture, Enel X e Volskwagen prevedono di arrivare, nel 2026, a gestire il 25/30% dei circa 3.200 punti di ricarica che si stimano saranno in funzione a quella data. Insomma, quello costituito da Enel e Volskwagen sarà un big del rifornimento elettrico.

È vero, hanno scritto gli uomini dell’Autorità per la concorrenza e il mercato, che Volkswagen fabbrica auto e quindi l’ingresso nel mercato della ricarica non dovrebbe suscitare particolari problemi. Ma l’Antitrust ha dubbi sulle reali intenzioni del gruppo tedesco che, presentando l’operazione, ha parlato di “disinteresse” verso della nuova attività, quasi fosse un business fatto controvoglia: “residuano dei dubbi in merito al fatto che il gruppo VW possa effettivamente considerarsi disinteressato a sviluppare una propria presenza nel settore in assenza dell’operazione”.

Il gruppo automobilistico, ricorda nel provvedimento l’Autorità, ha acquisito “in Italia il co-controllo di Ionity”, una joint venture che è cointeressata da BMW, Daimler, Ford, Porsche, Hyundai e Kia e che ha circa il 45% del mercato italiano. Di qui l’esigenza di una analisi più approfondita per valutare “se l’operazione abbia l’effetto di creare o rafforzare una posizione dominante nel mercato”. A scapito degli operatori che si stanno affermando sia come reseller di energia ai clienti finali sia con loro catene di ricarica come Duferco energia, beCharge, del gruppo Eni, e Evway e altri.

L’Antitrust, invece, non vede pericoli per il mercato della vendita di elettricità, che sarà la voce di maggior costo, perché Enel e Vw hanno spiegato che gli acquisti di “carburante” della joint venture avverranno con gare e a prezzi di mercato. La forza del gruppo Enel nel settore italiano, quindi, non dovrebbe pesare troppo, considerato che in Italia sono presenti anche altre utility elettriche orami consolidate. Rischi di restrizioni di mercato, invece, gli uomini del presidente Roberto Rustichelli, li intravedono nella vendita delle auto elettriche.

L’Autorità ricorda che si stanno affermando in Europa degli sconti in natura sotto forma di pacchetti di elettricità che i venditori regalano agli acquirenti di auto elettriche, un po’ come avviene nelle piattaforme online con l’offerta dei servizi in prova gratuita per un certo periodo. La forza di Enel e soprattutto di Volskwagen, che controlla una quota inferiore al 15% delle vendite di auto green, fa dire all’autorità che si potrebbero avere effetti restrittivi sul mercato “dalla costituzione, in capo ad un importante produttore di auto elettriche quale il Gruppo VW, di una posizione dominante sul mercato della costruzione e gestione dei punti di ricarica”.

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