Trasporto merci, mancano 17mila autisti

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Effetto pandemia sul mondo dell’autotrasporto e più in generale della logistica, all’improvviso sotto i riflettori, nel cono di luce che ne ha messo in evidenza – se non era bastata l’esplosione dell’e-commerce – la strategicità per la vita quotidiana di tutti e per il buon funzionamento dell’economia del Paese. Effetto Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza su trasporti e logistica, con ben 62 miliardi di investimenti, sia in hardware – nuove infrastrutture e connessioni, ammodernamento delle reti e dei nodi esistenti, ferrovie, porti, interporti e aeroporti – che per il software, dalla digitalizzazione alla semplificazione e sburocratizzazione delle procedure.

Non sarà questo il motivo principale, sta di fatto che all’assemblea annuale di Anita, l’Associazione del trasporto merci e della logistica aderente a Confindustria, hanno preso parte non solo il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ma anche la vice ministra Teresa Bellanova, che ha la delega al settore. Un’attenzione e una partecipazione istituzionale come mai si era vista negli ultimi anni, complici le due transizioni – qualcuno le chiama rivoluzioni – che attendono questo mondo, quella digitale e quella ambientale.

“Oggi vogliamo riflettere insieme a voi sui cambiamenti in atto nella mobilità delle merci, soprattutto di quelli con effetti dirompenti o persino rivoluzionari, e su come da essi si possa evolvere verso un nuovo modello di filiera logistica efficiente e collaborativa”, così in apertura il presidente di Anita, Thomas Baumgartner. L’evoluzione del settore attraverso, appunto, le transizioni ecologica e digitale, il ruolo che può giocare il Pnrr, la necessità di un approccio collaborativo tra i diversi attori della filiera, a cominciare dalla manifattura, e di politiche che incidano sulla competitività delle imprese per andare oltre le inefficienze, sono stati i temi al centro dell’assemblea dal titolo “RiEvoluzione”.

Baumgartner ha evidenziato le criticità che affliggono il settore, dal consistente aumento dei prezzi di LNG, gasolio e AdBlue che penalizza chi ha scelto di acquistare veicoli ad alimentazione alternativa, alle strozzature nelle infrastrutture stradali (“Non possiamo mettere risorse solo sui binari”, ha ammonito), nelle ferrovie e nei terminal di trasbordo, nei porti fino alla carenza di autisti e di altre figure professionali: “Rischiano di mettere in ginocchio il sistema produttivo e distributivo nel suo complesso”, ha messo in guardia.

Da qui le richieste al Ministro e al Governo, in particolare sulla cronica mancanza di autisti, almeno 17mila in Italia. Per Anita non è sufficiente garantire un contributo di 1.000 euro ai giovani neopatentati: “serve un ventaglio di azioni, investendo in primis nella formazione pubblica con la creazione di percorsi formativi ad hoc negli Istituti tecnici e snellendo l’Iter per il conseguimento e il mantenimento della Carta di Qualificazione Conducente”. L’Associazione chiede poi una stretta vigilanza sull’aumento dei prezzi e il riconoscimento di un credito d’imposta per l’acquisto di LNG per non rallentare il processo virtuoso di rinnovo del parco mezzi, particolarmente vetusto e inquinante: il 28% dei veicoli circolanti è in classe Euro 0, I e II e arriva al 48% se si contano gli Euro III ed Euro IV. “Occorre voltare pagina, la mobilità delle merci non deve più essere la Serie B della mobilità, mero fattore di costo, va posta al centro della crescita economica”, ha rivendicato Baumgartner.

Criticità a cui il Governo e il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili stanno mettendo mano. “Il Pnrr stanzia 62 miliardi e ne stiamo completando l’assegnazione. Ma non c’è solo il Pnrr: nella Legge di Bilancio, che è complementare e va oltre il 2026 – ha sottolineato il ministro Enrico Giovannini –, ci sono altri quasi 36 miliardi che useremo per infrastrutturare 11 porti, 11 aeroporti e 9 centri intermodali. Ho appena firmato decreti che assegnano 100 milioni al rinnovo dei mezzi per l’autotrasporto, 200 milioni per treni moderni al Sud e 300 milioni per i bus. Con la piattaforma logistica nazionale, che abbiamo inserito nel Decreto Infrastrutture, compiremo un salto tecnologico che farà risparmiare tempo e incidenti, grazie ad app di nuova generazione e al documento unico doganale”.

Da parte sua la vice ministra Bellanova ha annunciato la convocazione di un tavolo ad hoc in cui affrontare le criticità del settore, sciogliere insieme i nodi e rimuovere i colli di bottiglia, tavolo che avrà un approccio integrato e collaborativo e coinvolgerà l’intero universo delle imprese, sia grandi che piccole. “Occorre tenere insieme i tre pilastri della sostenibilità, ambientale, economica e sociale – ha insistito Bellanova – perché alla fine del processo di transizione il saldo occupazionale deve essere in attivo, in attivo rilevante. Assumiamo fino in fondo la sfida intermodale: a questo fine abbiamo reso strutturali fino al 2026 gli incentivi marebonus e ferrobonus per trasferire i carichi dalla strada al mare e alla ferrovia e assegnato 250 milioni per la digitalizzazione del sistema logistico, che si aggiungono ai 240 milioni del Fondo autotrasporto per il rimborso dei pedaggi, le spese non documentate, gli investimenti e la formazione”.

Dopo aver posto l’accento sulle semplificazioni normative e burocratiche, Bellanova si è soffermata sulla carenza di autisti e figure professionali per la logistica: “Testimoniano il fallimento delle politiche attive del lavoro degli anni passati: dobbiamo creare le condizioni per sostenere i lavori più disagiati. Ne parleremo al tavolo che sarà convocato prima di Natale, a cui chiameremo anche il Ministero dell’Istruzione”. Mentre il ministro Giovannini, insieme al suggerimento di aumentare i salari agli autisti, aveva convenuto con il Presidente Baumgartner che occorre fare orientamento nelle scuole e spiegare come l’autotrasporto non sia più quello del passato, come il cruscotto di un Tir sia ora un computer.

In chiusura il presidente di Anita è tornato di nuovo sulla necessità di sostenere con incentivi pubblici lo shift modale tra strada, ferrovia e mare per renderlo competitivo e di investire in ogni tecnologia disponibile per Tir, furgoni e carburanti con l’obiettivo di avere mettere su strada mezzi sempre più puliti ed ecologicamente sostenibili.

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