Il primo ristorante Nft al mondo ha già raccolto 14 mln di dollari

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ferrovie 2022

Gli Nft stanno conquistando il mondo dell’arte digitale. Ma è possibile che riscano a farsi strada anche nella ristorazione? Ne parla Tristan Bove in un articolo su Fortune.com, raccontando la storia di Gary Vaynerchuk, fondatore del servizio di prenotazioni Resy, che prevede di aprire il “primo ristorante NFT al mondo” a New York nel 2023. Il Flyfish Club, ispirato ai frutti di mare, sarà l’unico dining riservato ai soli soci la cui appartenenza potrà essere verificata solo utilizzando un non fungble token.

David Rodolitz, CEO del gigante dell’ospitalità VCR Group, che sta gestendo il progetto, ha dichiarato a Fortune che il concetto di un ristorante in cui l’autorizzazione all’accesso è verificata attraverso la tecnologia blockchain rappresenta una significativa evoluzione. Finora, VCR Group ha venduto quasi 1.500 token e raccolto un totale di 14 milioni di dollari.

Le tariffe iniziali per l’iscrizione al Flyfish Club in occasione del lancio pubblico del 7 gennaio erano di circa 2,5 Ethereum, o di circa 8.200 dollari per l’accesso illimitato a una sala da pranzo di oltre 10.000 piedi quadrati, a un ristorante, un cocktail bar e uno spazio all’aperto in una location che non è stata ancora comunicata. Un abbonamento premium di 4,25 Ethereum (poco meno di 14.000 dollari) darà ai commensali l’accesso a numerosi servizi extra, tra cui l’elegante ristorante giapponese omakase di Flyfish.

 

I membri del club che si recano al ristorante non dovranno però dimenticare a casa i loro portafogli. Sebbene gli abbonamenti possano essere acquistati solo tramite Ethereum, il conto per le consumazioni di cibo e al bar saranno pagati in dollari.

Anche se possedere il diritto di accedere semplicemente a un ristorante in cui dovrai comunque pagare per mangiare e bere può sembrare strano, i proprietari mirano a capovolgere il concetto di abbonamento.

Tokenizzandola, l’appartenenza diventa una risorsa: la persona ne è proprietaria. Potrebbere usare l’Nft per entrare nel dining, come previsto, ma potrebbe anche affittarlo quando è fuori città, o addirittura venderlo”, ha detto Rodolitz.

Rodolitz ritiene che trasformare gli abbonamenti in Nft  sia una tendenza che molti altri club vorranno seguire. “Attirerà l’nteresse di molte persone, ma è tutta una questione di esecuzione”, ha detto. “L’ospitalità e il servizio sono molto impegnativi, i margini sono molto stretti”.

L’articolo originale è su Fortune.com

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