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Gabriele Benedetto: “Per potenziare i pagamenti digitali bisogna creare un caso d’uso”

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“I dati sono utilissimi per creare sempre il servizio successivo. L’innovazione è cultura”. Lo ha affermato Gabriele Benedetto, amministratore delegato di Telepass, ospite di “Educazione finanziaria: partire dalle basi” un podcast di Fortune Italia, in collaborazione con Bitpanda.

Telepass, oltre al noto servizio di pagamento del pedaggio autostradale, offre altri servizi con Telepass Pay: strisce blu, bollo, mezzi pubblici, servizi di food and drink. Con 7 milioni di clienti e oltre 10 milioni di dispositivi in circolazione su più di 163.500 chilometri di reti autostradali nei 14 Paesi europei nei quali opera, Telepass è la più vecchia fintech italiana. “Abbiamo una storia preziosa alle spalle – spiega l’AD di Telepass, Gabriele Benedetto – Per i pagamenti digitali è molto importante creare un caso d’uso che il cliente possa apprezzare e il caso d’uso è il fattore più importante nel guidare la digitalizzazione dei pagamenti. Con Telepass Pay abbiamo portato questa esperienza all’ennesima potenza. Pensiamo al pagamento delle strisce blu o al parcheggio in aeroporto, o ancora l’area C di Milano”.

L’utilizzo dei servizi, secondo Benedetto, è alla base della fidelizzazione del cliente di Telepass che dispone di un’alfabetizzazione finanziaria base. “Grazie agli use case stiamo costruendo servizi sempre più a misura del cliente – spiega l’AD – quali, ad esempio, il lavaggio dell’auto, il rifornimento, la ricarica elettrica, lo skipass: tutto per semplificare la vita del nostro utente. Colleghiamo 7 milioni di conti correnti e a fine mese preleviamo dal conto dei nostri clienti quello che abbiamo speso e versato, ogni giorno, a chi eroga il servizio e quindi gestiamo anche un rischio di credito”.

Quanto è importante l’esperienza d’uso per far crescere l’utilizzo dei pagamenti digitali? “La modalità d’uso è tutto – afferma Benedetto – Pensiamo al nostro servizio di lavaggio auto. Abbiamo la leadership del mercato delle strisce blu, il pagamento che viene fatto con l’app al posto del parcometro. A Milano, per esempio, tra le 8 e le 10 del mattino facciamo 270 transazioni al secondo: tutte persone che ci dicono dov’è parcheggiata l’auto e quanto tempo resta ferma. A loro possiamo offrire il servizio di lavaggio auto a domicilio e dire ‘nel giro di 2 ore posso farti trovare l’auto pulita’. Credo che questo sia un esempio di come abbiamo preso una startup che aveva difficoltà di crescita e l’abbiamo portata a un caso di successo, perché abbiamo migliorato l’esperienza d’uso”.

Dove ci porta il futuro? “A valorizzare sempre più i dati che raccogliamo dai nostri clienti per generare le nuove occasioni di pagamento. Tutti ambiscono ad avere i dati legati alla mobilità. Noi li abbiamo e non intendiamo monetizzare vendendoli all’esterno perché il nostro guadagno è solo legato all’abbonamento che i nostri clienti pagano ogni mese”.

Ascolta “Gabriele Benedetto: Tutte le strade portano… alla digitalizzazione” su Spreaker.

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