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Materie prime, una crisi mai vista

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Quello che sta accadendo nel mercato delle materie prime non ha precedenti. Una concatenazione di eventi che influisce su tutto, dal petrolio al grano. La versione completa di questo articolo di Paul B. Tillotson* è disponibile sul numero di Fortune Italia di aprile 2022.

I venti contrari scatenati dall’invasione russa dell’Ucraina che colpiscono la supply chain delle commodity si stanno trasformando in un ciclone. Appena dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989, ero a Osaka, in Giappone, per il mio primo ‘vero’ lavoro in una trading company. Mai avrei previsto che, 32 anni dopo, con una pandemia globale ancora in corso da oltre due anni, avrei avuto a che fare con le conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina sui mercati delle materie prime.

“Stiamo vivendo qualcosa di assolutamente mai visto prima sui mercati delle commodity”, mi confida Ivan Vorobev, Ship broker di IFCHOR North America. E aggiunge: “Con la Russia isolata, i mercati delle materie prime sono in piena ‘modalità panico’. Il nichel è salito del 250% in un giorno. I prezzi dell’alluminio stanno aumentando. La Russia è uno dei più grandi produttori di grano e fertilizzanti e senza di essa le aspettative per il mais e l’urea aumentano sostanzialmente. L’urea l’anno scorso in questo stesso periodo costava 250 dollari per tonnellata e ora è a circa 905 per tonnellata. Gli armatori hanno grandi difficoltà a interpretare le attuali dinamiche di mercato. I prezzi del petrolio sembrano rallentare la propria corsa, ma con la situazione della guerra non si registrava un prezzo del Brent così alto da molto tempo. In definitiva i prezzi delle materie prime sono in aumento e con il carburante vicino ai massimi storici, i costi di trasporto e di logistica sono molto molto alti e di difficile gestione”.

La supply chain globale delle commodity è stata danneggiata dagli effetti della pandemia per due anni e ora duramente colpita dall’impatto dell’invasione russa dell’Ucraina e dalle relative sanzioni. La rapida salita dei prezzi delle materie prime del 2021, che ha fatto segnare numerosi record storici, non era niente rispetto allo sconvolgimento che si è verificato nei mercati dopo l’invasione russa, con il London Metals Exchange che ha bloccato le quotazioni del nichel, i prezzi del petrolio alle stelle e il grano aumentato di oltre il 60% rispetto a un anno fa.

I problemi della catena di approvvigionamento, che ci si aspettava migliorassero con l’attenuarsi della pandemia, ora vengono di contro enormemente amplificati dalla guerra russo-ucraina e dalle relative sanzioni, e continueranno a tormentare l’economia mondiale molto più a lungo anche se la situazione in Ucraina si risolvesse nel giro di pochi mesi. Il danno è già stato fatto, all’Ucraina così come alle relazioni commerciali e bancarie in tutto il mondo. Rispetto agli shock petroliferi degli anni ‘70, l’impatto sarà probabilmente più ampio e profondo a causa di una serie di fattori.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di aprile 2022. Ci si può abbonare al magazine di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

* Paul B. Tillotson è Managing partner di Trident Commodities Trading Inc.

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