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Superbonus 110%: ecco quanto costa allo Stato

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Enel 2022

Nel suo intervento alla plenaria del Parlamento europeo, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha criticato, tra le altre cose, il Superbonus 110%.

“Il nostro governo è nato come governo ecologico, fa del clima e della transizione digitale i suoi pilastri più importanti. Ma non siamo d’accordo su tutto, sul Superbonus 110% non lo siamo, perché il costo di efficientamento è più che triplicato e il prezzo degli investimenti per attuare le ristrutturazioni sono triplicati, perché toglie la trattativa sul prezzo”, ha detto Draghi nel suo intervento.

Se prima si trattava di una misura che le casse dello Stato era in grado finanziare, adesso sembra sia diventata una soluzione sempre meno sostenibile.

Secondo gli ultimi dati Enea al 30 aprile, gli investimenti totali superano i 27 mld di euro, con oltre 155mila asseverazioni depositate in tutta Italia, suddivise fra edifici condominiali, edifici unifamiliari, unità immobiliari funzionalmente indipendenti e castelli aperti al pubblico.

La regione che ha richiesto più interventi è stata la Lombardia, con 23.733 dichiarazioni depositate e una spesa prevista di oltre di € 4,5 mln. Segue il Veneto con circa 2,7 mln di euro di investimenti e 19.720 asseverazioni. Al terzo posto il Lazio, che conta 13.902 asseverazioni al 30 aprile e più di € 2,5 mln di investimenti.

Le parole del premier hanno messo in allarme i Cinquestelle. “Mario Draghi nel suo intervento a Strasburgo durante la plenaria del Parlamento europeo ha dichiarato di non essere d’accordo sul Superbonus; sinceramente lo avevamo già dedotto dai continui blocchi e dalle modifiche apportate alla misura nei mesi scorsi che di fatto hanno rischiato di renderla inutilizzabile”, ha dichiarato il deputato del M5S, Riccardo Fraccaro. “Vorrei ricordare al nostro presidente del Consiglio che il Superbonus è espressione della volontà parlamentare di tutte le forze politiche, e per questo, anche se il suo giudizio personale è negativo, non può boicottare una misura che peraltro in più occasioni ha ricevuto lodi dalla stessa Unione europea“.

I Cinque stelle hanno inoltre sottolineato che il bonus “nel 2021 ha contribuito in maniera decisiva a quel +6,6% del Pil di cui ha giovato in primis proprio il premier. Un’incidenza, quella del Superbonus al 110%, confermata da decine di analisi e di studi, che hanno portato commissari europei come Timmermans e Simson a evidenziarne la portata innovativa”.

Il discorso di Draghi è stato invece accolto favorevolmente da Maurizio Lupi: “Sul Superbonus Draghi ha ragione non al 100, ma al 110 per cento. Non c’è più nessuno che tratti sui prezzi o chieda più preventivi, l’incentivo si è trasformato in una sorta di piè di lista pagato dallo Stato. Tutti noi, compresi i più poveri, stiamo pagando la ristrutturazione de appartamenti e villette ai proprietari di casa creando ulteriore debito pubblico e una degenerazione del mercato”, ha affermato il presidente di Noi con l’Italia.

Un altro dei motivi che sta spingendo il premier ad abbandonare il provvedimento è la cessione dei crediti. La cosiddetta quarta cessione, inserita nel Decreto Energia, non ha raggiunto, infatti, gli obiettivi prefissati e avrà bisogno di nuove modifiche che la semplifichino.

Per adesso però l’incentivo rimane e quello per le villette ha anche ottenuto una proroga. “Le cose vanno avanti in Parlamento, il governo ha fatto quel che poteva e il nostro ministro dell’Ambiente è molto bravo” ha detto Draghi.

Il 15 aprile scorso il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, ha emesso un decreto che prevede la costituzione di un comitato di monitoraggio nell’ambito del settore edile, con cui veniva definito un sistema di verifica della congruità dell’incidenza della manodopera impiegata nella realizzazione di lavori edili pubblici e privati.

Il comitato di monitoraggio dovrà effettuare verifiche per individuare eventuali frodi e sanzionare chi ha usufruito del bonus senza averne diritto. Come si legge nella nota stampa del Governo, il comitato monitorerà i lavori edili iniziati dal primo novembre 2021 in poi “anche al fine di individuare eventuali interventi integrativi e correttivi sulla base delle evidenze applicative rilevate”.

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