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Ambiente, il ruolo degli imballaggi: intervista a Luca Ruini (Conai)

Luca Ruini
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Il ruolo degli imballaggi nella tutela dell’ambiente, gli obiettivi per il futuro e l’opportunità rappresentata dal Pnrr: intervista al presidente di Conai, Luca Ruini. La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di giugno 2022 .

Nel 2020 sono state più di 9 milioni e mezzo le tonnellate di imballaggi riciclate sul totale delle 13 milioni immesse al consumo. Sommando ai numeri del riciclo quelli del recupero energetico, il totale di imballaggi sottratti alla discarica, quasi 11 milioni di tonnellate, cresce e si avvicina all’84% (83,7%). Nonostante il calo della produzione nel 2020 (-4% rispetto al 2019), per il venir meno dei pack destinati ai settori commerciali e industriali, l’emergenza sanitaria non ha frenato questo settore dell’economia circolare. Anzi, grazie alla crescita della raccolta differenziata urbana, è stato avviato a riciclo il 73% dei pack immessi sul mercato (+3,3% rispetto al 2019). A gestire il sistema è il Consorzio nazionale imballaggi, Conai, un consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi, che persegue gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali previsti dalla legislazione europea e recepiti dalla normativa italiana. Al sistema consortile aderiscono quasi 800mila imprese.

Secondo gli ultimi dati Eurostat disponibili, l’Italia è seconda in assoluto nel riciclo procapite degli imballaggi, dietro al Lussemburgo e davanti alla Germania. Negli ultimi ventiquattro anni il Paese ha avviato a riciclo un totale di oltre 170 milioni di tonnellate di imballaggi. Con numeri importanti e ottimi risultati, che mettono l’Italia in una posizione di leadership in Europa, il Consorzio festeggia così i suoi primi 25 anni di vita.

Abbiamo chiesto al presidente Luca Ruini di raccontarci il ruolo del riciclo nella tutela dell’ambiente, gli obiettivi per il futuro e l’opportunità rappresentata dal Pnrr.

L’Italia è ai primi posti in Europa per riciclo degli imballaggi. Come si è arrivati a questo traguardo e qual è stato il ruolo di Conai in questo processo?

Alla base di un successo come questo c’è una combinazione di attori e fattori: non è lavorando da soli che si ottengono risultati simili. In Europa, fra i Paesi con il maggior numero di abitanti, siamo addirittura primi per riciclo procapite di imballaggi. Conai tutela il pianeta in un’ottica di responsabilità condivisa tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione: è garante per l’Italia del raggiungimento degli obiettivi di riciclo imposti dall’Europa. Il sistema consortile ha segnato il passaggio da uno schema lineare, basato sulla discarica, a un modello davvero circolare: riutilizzo, riciclo e recupero devono sempre essere le tre alternative allo smaltimento nelle discariche, che restano vere cicatrici sul nostro territorio. La chiave di volta è rappresentata dal fatto che Conai, insieme ai Consorzi di filiera, garantisce sempre il ritiro dei rifiuti di imballaggio e il loro avvio a riciclo, a qualsiasi condizione di mercato: quindi anche quando il mercato non avrebbe interesse a farlo e, da un punto di vista essenzialmente economico, ai Comuni converrebbe avviare tutto con l’indifferenziato.

In 25 anni di storia Conai ha garantito il ritiro di un numero sempre crescente di rifiuti da imballaggio e il loro riciclo. Oggi il sistema consortile gestisce poco più della metà degli imballaggi avviati a riciclo. Quali sono le conseguenze che queste scelte hanno avuto sull’ambiente e sull’economia del nostro Paese?

Credo ci sia stato anche un cambiamento di tipo culturale. Oggi è sotto gli occhi di tutti: la tutela del pianeta è diventata un tema sempre più discusso, e termini come ‘economia circolare’ e ‘sostenibilità ambientale’ non sono più estranei alla nostra quotidianità. La sensibilizzazione dei cittadini e il supporto alle realtà locali fanno parte da sempre della vocazione del Consorzio. Il ruolo di sussidiarietà al mercato del sistema consortile, poi, gli ha permesso di supportare quella che oggi chiamiamo transizione ecologica in modo incredibilmente efficace: quando il mercato soffre, Conai interviene e garantisce ai Comuni i fondi necessari a coprire i maggiori oneri delle loro raccolte differenziate; quando il mercato non ha più bisogno, Conai sa ritrarsi. Non credo sia un caso se l’Italia ha raggiunto, con diversi anni di anticipo, gli obiettivi europei di riciclo degli imballaggi al 2025: è uno dei risultati di cui il Paese può essere più orgoglioso.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di giugno 2022. Ci si può abbonare al magazine di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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