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Comuni Ricicloni premiati all’EcoForum di Legambiente

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L’Italia dei comuni Ricicloni si è data appuntamento all’Ecoforum di Legambiente, una due giorni dedicata ai “Cantieri dell’economia circolare”. L’evento ha ospitato la ventinovesima edizione della premiazione dei Comuni che hanno raggiunto l’obiettivo  di 75kg annui per abitante, avviati a smaltimento. Sono 590 i comuni ‘rifiuti free’, contro i 598 dello scorso anno. Il 2022 vede svettare il Nord con il 66,3%, seguito da un Sud inarrestabile, che continua a crescere e si attesta al 28.3% del totale dei comuni ricicloni. Il Centro resta indietro, con solo il 5,4%. L’obiettivo comune deve però essere quello di far crescere l’impatto generale della raccolta differenziata e delle buone pratiche, nella totalità dei 8100 comuni italiani.

La Classifica 2022
Quattro i capoluoghi di provincia più meritevoli: Trento, Pordenone, Treviso e Belluno. Oltre a questi, rientrano nelle classifiche dei Comuni Rifiuti Free per Comuni oltre i 30mila abitanti: Carpi (MO), Castelfranco Emilia (MO), Misilmeri (PA), Bra (CN) e i comuni veneti di Montebelluna (TV), Castelfranco Veneto (TV), Conegliano (TV), Mira (VE) e San Donà di Piave (VE).Rispetto alle Regioni, per percentuale Comuni Rifiuti Free, in vetta alla classifica il Veneto (26,8%), segue il Trentino-Alto Adige (20,9%), Friuli-Venezia Giulia (18,1%) e la  Campania (14,7%). Fanalino di coda invece per la Liguria con lo 0,4%. Per quanto concerne la speciale classifica “Cento di questi Consorzi”, per quelli sopra i 100.000 abitanti in vetta proprio il Veneto con il Consiglio di Bacino Priula e il Consiglio di Bacino Sinistra Piave, seguito dall’Emilia-Romagna con Aimag Spa. Per i consorzi sotto i 100.00 abitanti occupa le prime tre posizioni della classifica il Trentino-Alto Adige con Amambiente Spa, Asia Azienda Speciale per l’Igiene Ambientale e Comunità della Val di Non.

Gli effetti della pandemia
Il Covid ha inciso non poco sui dati, a causa dell’obbligo a conferire nell’indifferenziato tutti i rifiuti prodotti dai contagiati, portando da un lato alla diminuzione della percentuale di raccolta differenziata, dall’altro all’aumento della produzione pro-capite di rifiuto da avviare a smaltimento (compreso tra 1 e 5 Kg/pro-capite/anno, con qualche punta intorno ai 10 Kg/pro-capite/anno). Effetti che non hanno però fermato la costante crescita del Sud Italia, che conta 167 Comuni Rifiuti Free (+5 rispetto allo scorso anno), merito anche dei dati offerti quest’anno alla classifica da ARPA Campania. Il primato resta però del Nord Italia (391 comuni), anche se segna una decrescita rispetto al numero dello scorso anno (-32 comuni). Il Centro resta marginale: 32 comuni (-6 rispetto lo scorso anno).

Il record sfiorato
 Valdobbiadene è passato da 73,8 kg/ab/anno a 77,7 kg/ab/anno di rifiuto indifferenziato, è uscito dalle classifiche, impedendo a Treviso di raggiungere il recordRifiuti Free come Provincia. Tra i fattori da considerare nell’analisi della classifica, la grande assenza in termini di partecipazione da parte dei Comuni della Sardegna (-38 comuni Rifiuti Free rispetto all’edizione 2021) e del Veneto che, seppur in testa alla classifica per percentuale di Comuni Rifiuti Free, vede diminuire il numero dei migliori da 162 a 151 spesso un lieve incremento del rifiuto indifferenziato pro-capite che ha determinato la loro uscita dalle graduatorie.

L’economia circolare ed il sondaggio Ipsos
Nel corso della due giorni legambientina è stato inoltre presentato il nuovo sondaggio Ipsos dal titolo “L’Italia e l’economia circolare” a cura di CONOU, Legambiente, Editoriale Nuova Ecologia presentato oggi all’Ecoforum. In un contesto dominato da incertezze economiche, sanitarie e geopolitiche, quasi il 70% dei cittadini intervistati ritiene che lo sviluppo dell’economia circolare e l’energia da fonti rinnovabili possono contrastare l’aumento delle bollette. Positivo anche il giudizio sui green jobs, i lavori collegati alla sostenibilità, per il 48% degli intervistati aumenteranno in futuro.  I cittadini hanno poi le idee chiare anche su dove dovrebbero concentrarsi gli investimenti per aumentare la circolarità: i conoscitori (il 41%) mettono nelle prime 5 posizioni alcune azioni particolarmente drastiche come la chiusura di impianti a rischio e delle aziende inquinanti. E sulla pandemia, il 71% delle persone concorda sul fatto che la ripresa post- pandemia è un momento unico per costruire società più resistenti agli shock futuri. In sintesi, la crisi pandemica ha insegnato che cambiare si può, specie se la società civile diventa più attenta, se la burocrazia aiuta e se ci sono risorse adeguate.

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