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Fintech, da San Marino ai Paesi emergenti: round da 15 mln per BKN301

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Il punto di partenza: la piccola San Marino. L’obiettivo: crescere in Europa dell’Est, Africa e Medio Oriente. Lo strumento per raggiungerlo: una raccolta che in un anno ha raggiunto i 20 mln di euro, con l’ultimo round di Serie A da 15 mln appena annunciato. Dalla sua, la fintech BKN301 ha anche una valutazione totale ora a 63 mln di euro, e nomi importanti tra azionisti e board. Cosa sta convincendo gli investitori? Secondo lo stesso Stiven Muccioli, founder e Ceo di BKN301 contattato da Fortune Italia, “la nostra idea di portare le potenzialità del fintech occidentale nei Paesi emergenti”.

BKN301 è operativa da marzo 2021, nata dall’acquisizione degli assets di [email protected], precedente Istituto di Pagamento della Repubblica di San Marino. Oggi, comunicano dalla società, opera come unico istituto di pagamento del Paese, offrendo servizi innovativi di monetica di issuing, acquiring e collegati.

Gli investitori

Il closing del round di investimento di Serie A da 15 milioni di euro arriva a pochi mesi dall’annuncio della chiusura di un primo round seed. Il capitale raccolto sarà impiegato per l’ulteriore sviluppo dell’infrastruttura tecnologica della piattaforma di open banking e per continuare a crescere nei mercati emergenti come Africa, Medio Oriente ed Europa dell’Est.

Secondo Muccioli, il nome stesso dei nuovi investitori testimonia la validità del progetto basato sui “fast growing markets”. I Paesi ad alto potenziale di sviluppo, caratterizzati da un basso livello di bancarizzazione, “possono trarre grandi benefici dall’adozione delle nuove tecnologie del settore bancario come pagamenti digitali, servizi innovativi abilitati dalla blockchain, criptovalute e asset digitali”. Secondo la startup, i mercati emergenti sono un’opportunità perché hanno una popolazione con età media bassa, rapida crescita demografica, elevata penetrazione del mobile e importante alfabetizzazione sulle tecnologie collegate ai sistemi di pagamento. Ma hanno anche un’offerta ridotta in termini di soluzioni bancarie e finanziarie innovative.

L’aumento di capitale è guidato dal fondo svizzero Abalone Group e vede l’ingresso nell’azionariato di BKN301 di PayU, fornitore di servizi di pagamento online che opera in oltre 50 mercati emergenti e parte di Prosus (AEX:PRX), uno dei maggiori investitori tecnologici al mondo.

Entra anche Azimut Digitech Fund, fondo di venture capital di Azimut Libera Impresa nato nell’ambito di una partnership con GELLIFY. Poi c’è CRIF, azienda globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information, analytics, servizi di outsourcing, soluzioni digitali per lo sviluppo del business e l’open banking, attiva anche nei mercati internazionali ad alta crescita.

Tra gli investitori anche GNB Swiss Investments AG, società di investimento di Zurigo. Entrano anche Federico Ghizzoni, Presidente della banca d’affari Rothschild & Co. Italia S.p.A., Fabio Nalucci, CEO & Founder di GELLIFY e Gregorio Napoleone, Co-founder e Managing Partner del fondo di PE Stirling Square Capital Partners di Londra.

Nell’operazione hanno agito come advisor legali di BKN301 gli studi Orrick e BNM, mentre gli studi Gianni & Origoni sede di Bologna nell’ambito della practice area GOP4Venture e Allen & Overy hanno agito come advisor per gli investitori.

Cosa fa BKN301

La startup di San Marino arrivava al round con un board composto dai tre founder Stiven Muccioli, imprenditore digital e fintech, già fondatore di Ventis e del fondo di Venture Capital SM Capital, Federico Zambelli Hosmer, CBO, ex General Manager di PayPal Italia, e Luca Bertozzi, direttore finanziario, ex CFO di Ventis.

Ora al board si aggiungono Elisa Zafferani (Presidente), per Banca di San Marino S.p.A., Emanuele Cesarini, Consigliere di Banca Agricola Commerciale S.p.A., Pietro Andrea Calandruccio per Abalone Group, Michele Giordani per Azimut Libera Impresa SGR S.p.A., Enrico Lodi, Managing Director di CRIF S.p.A. e Antonio M. Perdichizzi, Managing Director nel Corporate and Investment Banking di Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A.

BKN301 abilita terze parti all’offerta di servizi finanziari, di pagamento e di emissione di token. La società ha l’obiettivo di diventare l’operatore open-market e cross-border di riferimento nel settore dell’open banking e dei pagamenti digitali. Secondo la startup, i suoi servizi permettono alle realtà bancarie e finanziarie di accelerare la trasformazione digitale, e alle corporate, di qualunque settore e dimensione, di ampliare il proprio raggio di azione ai servizi finanziari, estendendo la propria offerta.

Dopo l’ultimo round, racconta Muccioli a Fortune Italia, “l’obiettivo è continuare a crescere in questi mercati ma anche a livello domestico, fornendo sempre più servizi alle banche e alle società che operano nel mondo della blockchain”.

Il focus rimane però sui Paesi emergenti: “Da quando siamo partiti, abbiamo sempre avuto ben chiaro l’obiettivo di concentrarci sui paesi in Africa, Medio Oriente ed Europa Orientale, mercati dove il livello di bancarizzazione è ancora molto basso, ma dove c’è grande diffusione di dispositivi mobile e una popolazione in media più giovane e aperta alle nuove tecnologie. L’Italia e, ancora di più, l’Europa Occidentale rappresentano sicuramente un’area dove il fintech ha espresso le sue enormi potenzialità e dove ha già portato benefici a istituzioni finanziarie e consumatori. Al momento, per noi l’Europa occidentale non rappresenta un target primario, se non per accompagnare quelle realtà internazionali che operano nel mondo dei digital asset e della blockchain che stanno valutando di aprire una sede a San Marino, attratti da una normativa che è tra le più avanzate a livello mondiale”.

Nel cammino di una fintech, la collaborazione con altri attori è fondamentale, visto che il business vive anche grazie al paradigma che sta rivoluzionando il mondo bancario, cioè l’open finance. Muccioli racconta che “stiamo lavorando moltissimo a nuovi accordi nelle diverse geografie e soprattutto in Egitto e nel Golfo Persico, in cui abbiamo l’obiettivo di espanderci ulteriormente. Abbiamo chiuso diversi contratti importanti, per esempio in Egitto con Cashflow e Banque Misr, e in pipeline ne abbiamo altri che superano gli 11 miliardi di euro di transato”.

 

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