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Lo spettro dello spread, tra scudo Bce ed elezioni anticipate

Mario Draghi
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Nel giorno in cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella conferma che non ci sono i presupposti per trovare un’altra maggioranza, con le elezioni anticipate fissate per il 25 settembre (data poi confermata da Mario Draghi in Cdm) la Bce scrive due pagine importanti del futuro economico europeo: rialza i tassi come non succedeva dal 2011, ma soprattutto stabilisce le regole dello scudo anti-spread.

Regole che non sembrano tranquillizzare gli analisti sul futuro dei titoli italiani. La situazione politica li porta infatti a prevedere uno spread indirizzato verso i 300 punti.

Il Tpi, il Transmission Protection Instrument, deciso da Francoforte, è un nuovo meccanismo di acquisto di bond realizzato per evitare un allargamento eccessivo degli spread tra i Paesi dell’eurozona. Come quello tra Btp e Bund tedeschi, per fare un esempio.

Il meccanismo scatterà a discrezione della Bce, con una portata di acquisti che, secondo la presidente Lagarde, “dipenderà dalla gravità dei rischi per la trasmissione della politica monetaria, senza limiti ex-ante”. Per attivarlo si dovranno rispettare dei criteri, naturalmente, tra cui la sostenibilità del debito, il rispetto delle regole Ue sul bilancio e l’aderenza al percorso intrapreso con i recovery fund nazionali.

Il nuovo strumento anti-spread è considerato un possibile sostegno al nostro Paese in caso di aumento delle pressioni del mercato. E Piazza Affari in parte ringrazia, dopo un inizio di giornata molto negativo. Milano ha aperto in forte ribasso, affossata dalla crisi di governo. Il Ftse Mib cedeva il 2,36% a 220.849 punti, mentre lo spread Btp-Bund ha superato i 240 punti.

Dopo l’annuncio della Bce il Ftse Mib chiude a -0,71% a 21.196,59 punti. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si è fermato a 237 punti rispetto ai 221 di ieri, e dopo avere toccato un picco di 248.

Sul listino principale di Piazza Affari i titoli peggiori sono quelli finanziari, a partire da Poste Italiane (-4,88)%, Tim (-4,55%) e Leonardo (-3,92%), nonostante la chiusura di un accordo da 71 milioni di euro con il ministero della Difesa del Regno Unito. Male anche Saipem (-3,92%) e i bancari. Banco Bpm perde il 4,04%, Unicredit il 3,37%, Intesa SanPaolo il 2,77%.

Perdite leggermente più contenute per Eni (-1,56%) ed Enel (-1,45%). In territorio positivo, invece, i titoli del settore sanitario, Diasorin (+4,70%), Amplifon (+2,96%) e Recordati (+1,92%), in scia con il comparto americano e visto anche  l’aumento dei contagi Covid. Segni più, infine, anche per Campari (+2,47%), Prysmian (+2,24%) e Ferrari (+1,97%).

Ma per molti analisti lo scudo della Bce non è abbastanza per rassicurare sul futuro dello Spread Btp-Bund. “Il rischio è che, alla luce dei recenti avvenimenti politici in Italia, i mercati finanziari vadano a testare la risolutezza della BCE a contenere l’allargamento degli spread. Una prima soglia di attenzione è fissata a 250 punti”, secondo Fabrizio Santin, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management.

Dave Chappell, fixed income senior portfolio manager di Columbia Threadneedle Investments, fa notare che “la presidente Lagarde si è guardata bene dal rivelare se un inasprimento delle condizioni finanziarie, guidato da politiche interne autodistruttive, avrebbe giustificato l’attuazione del nuovo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria (Tpi). In questa fase, visto che non c’è stato ancora alcun contagio nei rialzi di spread in altri paesi periferici, non lo riteniamo probabile”.

Davanti alla discezionalità decisa dalla Lagarde sul Tpi, Pasquale Diana, Head of Macro Research di AcomeA SGR chiede: “L’allargamento dello spread che stiamo vedendo è giustificato o meno? È abbastanza pronunciato per attivare il Tpi? È chiaro che la Bce non può e non vuole dare risposte a questa domanda adesso. Ma – leggendo nel dettaglio il comunicato, e assumendo che l’Italia rientri nei parametri – la Bce dice che userà il Tpi solo in caso di movimenti ingiustificati che mettono a rischio la trasmissione monetaria, e prenderà questa decisione in maniera del tutto discrezionale. La Lagarde aggiunge che spera di non dover usare il Tpi, e che gli investimenti flessibili nel Pepp rimangono la prima linea di difesa contro movimenti giudicati eccessivi e ingiustificati”.

Insomma, mentre l’Italia si appresta ad affrontare un agosto in piena campagna elettorale, tra crisi energetica, guerra e crisi delle materie prime i mercati e l’Europa stanno a guardare.

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