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LightingSEA, fare il pieno con l’acqua di mare

Con acqua e sale si può illuminare un giardino, produrre energia, far funzionare una casa moderna a Led, fare il pieno a una moto green.
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Con acqua e sale si può illuminare un giardino, produrre energia, far funzionare una casa moderna a Led, fare il pieno a una moto green. La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di novembre 2022.

Il pieno del serbatoio? Si fa con acqua di mare. L’autonomia è minima, la potenza scarsa, “ma se avessi risorse per lavorare su produzione e accumulo di energia elettrica con acqua e sale, avremmo carburante illimitato, green e a costo quasi zero” spiega Stanislao Montagna, napoletano, perito tecnico con studi in ingegneria meccanica ancora in corso, laurea in Economia aziendale.

Ha inventato un dispositivo, il LightingSEA, che a leggere gli atti del brevetto presentato nel giugno del 2022 al ministero dello Sviluppo economico, sarebbe in grado di produrre e accumulare energia elettrica usando acqua di mare. Non è esattamente la scoperta del Sacro Graal, perché il procedimento di ionizzazione di un elettrolita composto da acqua salata che converte il magnesio al suo interno in elettricità è qualcosa che conosciamo da secoli. Il LightingSEA di Montagna, però, “consente non solo di moltiplicare la tensione generata dall’acqua e sale, ma anche di accumularla sprigionandola quando serve” argomenta Montagna, mostrandoci il funzionamento del dispositivo. Con il LightingSEA si produce energia sufficiente ad alimentare case con illuminazione a Led a bassissimo consumo, lampioni da giardino e persino quelli pubblica. In tempi di crisi del gas e costi insostenibili di qualunque fonte energetica, ridurre una parte dei nostri consumi, anche domestici, pagandoli quasi zero, è una scoperta che può diventare appetibile anche in termini economici.

“Ho fatto ricerche sulla tipologia di materiali da usare nel processo di produzione e accumulo dell’energia da elettrolisi, ed ho scoperto che leghe di fibra di carbonio, più leghe di altri metalli hanno una grandissima resistenza a contatto con l’acqua. Parliamo di materiali facilmente reperibili sul mercato e non di silicio, carbonio e altri prodotti necessari per realizzare componenti elettronici molto costosi. Questo rende il mio dispositivo, il LightingSEA, diverso da tanti altri tentativi di produzione di energia elettrica con l’acqua salata”, racconta Montagna.

“Illuminare un appartamento, un giardino o una strada, è già un passo importante per ridurre i costi dell’energia delle famiglie” assicura Montagna. Ma se il costo dell’energia nel mondo d’oggi tornerà ad essere quello pre-guerra in Ucraina, una volta venute meno le ragioni geopolitiche dell’impennata dei prezzi, resta l’importanza di riuscire a portare energia elettrica anche in quegli angoli sperduti del nostro mondo dove ancora non c’è. Si stima che ci siano quasi un miliardo di persone che vivono nel buio, senza accesso o difficoltà enormi di accesso all’elettricità. “LightingSEA – spiega Montagna – dispone di una batteria in grado di produrre e accumulare energia elettrica che si autoricarica utilizzando soltanto 200cc di acqua di mare. Può produrre fino a 7/10 volt per più di 100 ore consecutive senza interruzione ed illuminare Led o alimentare piccoli dispositivi elettronici. Con questo dispositivo possiamo evitare l’uso di pile e batterie al litio in commercio che hanno forti ricadute ambientali.

Quello che cerco io è qualcuno che possa verificare la serietà dei miei studi e finanziare l’uso su più ampia scala di LightingSEA per alimentare la stragrande maggioranza delle apparecchiature elettroniche”. Qualche investitore, soprattutto dall’estero, s’è già fatto avanti per capire se e come e quando finanziare LightingSEA.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di novembre 2022. Ci si può abbonare al magazine di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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