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Famiglia, pensioni, bonus, energia, fisco: la manovra del Governo Meloni passa alla Camera

Meloni Fortune

Famiglia, pensioni, reddito di cittadinanza, energia. I maxi capitoli della manovra 2023 cambiano dopo il concitato esame parlamentare. L’impostazione data dal governo? Favorire le famiglie numerose e mamme (anche al momento della pensione come nel caso di Opzione donna), ridurre la portata del reddito, avvicinare il più possibile i beneficiari al mondo del lavoro,  alzare le pensioni minime come contraltare alla mancata rivalutazione piena degli assegni medio-alti. Questo è quanto rivendicano le forze di maggioranza che alla fine approveranno la Legge di Bilancio, sicuramente con un voto di fiducia per evitare di arrivare al 31 dicembre e scongiurare l’esercizio provvisorio.

La fiducia alla Camera

Al momento la Legge di Bilancio, dopo mille traversie, errori, polemiche e qualche omissione, sanata in corso d’opera, ha superato lo scoglio della Camera dei Deputati col voto di fiducia.  Il via libera dell’Aula al testo è stato approvato con 197 voti a favore, 129 contrari e due astenuti. Ora la manovra passa al Senato, che la esaminerà dal 27 dicembre. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le principali novità e le direttrici di marcia del documento contabile che riassume però la direzione politica che la maggioranza vuole imprimere al Paese a pochi mesi dalla vittoria elettorale.

Ecco le principali novità della Legge di Bilancio

Povertà e Rdc. Per i lavoratori ‘occupabili’ il reddito di cittadinanza sarà corrisposto nell’arco del 2023 per 7 mensilità. Gli altri (nuclei con minori, anziani o disabili) continueranno a riceverlo fino a fine anno in attesa di una riforma complessiva. Il reddito decade dopo il primo no ad un’offerta di lavoro, anche non ‘congrua’. Per i giovani tra 18 e 29 anni che hanno finito la scuola l’erogazione è subordinata all’iscrizione o alla frequenza di corsi formativi. La quota dell’assegno destinata all’affitto sarà pagata direttamente ai proprietari. Per chi è in povertà assoluta viene istituito il reddito alimentare: pacchi antispreco con l’invenduto di negozi e supermercati saranno distribuiti ai più bisognosi.

Pensioni e Opzione donna. Cambia la rivalutazione automatica degli assegni, con un aumento dall’80 all’85% dell’indicizzazione per quelli tra 4 e 5 volte il minimo (circa 2.000-2.500 euro), e una riduzione degli scaglioni per le pensioni più alte. Opzione donna sale a 60 anni (riducibili di un anno per figlio fino ad un massimo di due) e per tre sole categorie: caregiver, licenziate o invalide. Le pensioni minime arrivano a 600 euro ma solo per gli over75 e solo per il 2023. Resta il divieto per la Pubblica amministrazione di conferire incarichi remunerati di qualunque tipo ai pensionati.

Assegno unico e congedi parentali. Il congedo parentale sale dal 30 all’80% e potrà essere usato anche dai papà: potrà essere utilizzato “in alternativa tra i genitori per la durata massima di un mese fino al sesto anno di vita del bambino”. Per le famiglie numerose aumenta l’assegno familiare: dal primo gennaio la maggiorazione mensile forfettaria per i nuclei familiari con quattro o più figli è incrementata a 150 euro (il 50% in più rispetto ai cento euro inizialmente previsti dal testo base della legge di bilancio).

Tutti i bonus che restano. La novità più attesa riguarda il Superbonus. Per i condomini arriva la proroga fino al 31 dicembre 2022 dei termini per presentare la Cila per poter beneficiare del superbonus al 110%, purché le delibere assembleari siano state approvate entro il 18 novembre. Legata alle ristrutturazioni arriva la proroga della detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici green. Il tetto viene portato a 8.000 euro (dai 5mila previsti per il prossimo anno a legislazione vigente) rispetto ai 10.000 di quest’anno. Il bonus psicologo diventa permanente e sale da 600 a 1.500 euro, con tetto Isee a 50.000 euro. Le risorse però non sono molte: 5 milioni di euro l’anno prossimo e 8 nel 2024.

Energia e altro sui costi dell’energia. La tassa sugli extraprofitti, con un’aliquota al 50% sul reddito 2022 che eccede per almeno il 10% la media del 2018-21, sarà applicata solo alle società con almeno il 75% dei ricavi derivanti dall’energia. A favore delle imprese morose arriva lo stop ai distacchi: l’Autorità per l’energia potrà sospendere fino al 31 gennaio 2023 le interruzioni di gas per le aziende con arretrati sui pagamenti causati in questi mesi dal caro-bollette.

Banche, Fondazioni e tetto ai compensi. Arriva il tetto di 240mila euro annui per gli stipendi dei manager delle banche salvate con l’intervento dello Stato. Allo stesso tempo, con uno stanziamento di 6 milioni l’anno dal 2023 al 2027, viene concesso un credito d’imposta ad hoc per favorire le fusioni tra Fondazioni bancarie in difficoltà.

Pos o non Pos? La norma al centro delle polemiche, con cui si introduceva un tetto di 60 euro entro il quale i commercianti avrebbero potuto rifiutare transazioni col Pos senza incorrere in sanzioni, non passa. Ma i costi delle transazioni elettroniche a carico degli esercenti restano al centro dell’attenzione: per mitigare quelli fino a 30 euro arriva un tavolo permanente tra le categorie interessate. Se non si arriverà ad una soluzione, scatterà per le banche e per i prestatori dei servizi di pagamenti un “contributo straordinario” a favore dei negozianti.

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