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Case green, Bruxelles ridimensiona impatto norme Ue sul patrimonio edilizio italiano

edilizia

Il ministro dell’ambiente italiano Gilberto Picchetto è soddisfatto per il dossier Ue sulle case green.

A Bruxelles arrivano stime che ridimensionano molto l’impatto potenziale sul patrimonio immobiliare  nazionale della futura direttiva sulla performance energetica degli edifici. Alle cifre diffuse nei giorni scorsi dalle organizzazioni di settore – secondo cui con l’approvazione delle nuove norme in discussione a Bruxelles su 12,2 milioni di edifici 9 milioni risulterebbero non in regola – fonti europee hanno risposto oggi stimando in un massimo di 3,7 milioni gli immobili italiani che dovrebbero essere ristrutturati entro il 2033 per mettersi in regola.

Le discrepanze dipendono dalle versioni della direttiva che vengono prese in considerazione.  Secondo la procedura legislativa Ue, il testo definitivo sarà frutto del compromesso che si troverà al termine del negoziato tra le posizioni delle tre istituzioni Ue (Commissione, Consiglio ed Europarlamento). L’Europarlamento è la più ambiziosa delle tre istituzioni.

Secondo un emendamento di compromesso che dovrebbe essere messo ai voti il 9 febbraio, le classi energetiche da raggiungere entro il 2030 e il 2033 sarebbero rispettivamente la E e la D. Ma nel corso dell’iter legislativo questi parametri potranno ancora cambiare.

Ed anche per questo Picchetto ha sentito l’esigenza di intervenire nel dibattito per sottolineare che in ogni caso “sarà il governo italiano e nessun altro a decidere tempi e modi per rendere sostenibile il patrimonio immobiliare del nostro Paese”.

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