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Algorithmic economy, dall’AI generativa alla quantum leap

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Viviamo l’epoca delle big breakthrough della tecnologia, di grandi scoperte in campo tecnologico che sono l’effetto di uno sviluppo del digitale che non segue più logiche lineari ma esponenziali e che sta riconfigurando i mercati attraverso l’interconnessione, il dialogo uomo-macchina e lo scambio continuo tra intelligenza naturale e intelligenza artificiale.

Prima tra tutte è l’intelligenza artificiale che, attraverso le reti neurali artificiali e l’applicazione di tecniche computazionali all’analisi e alla sintesi del linguaggio naturale, evolve oggi come AI generativa. Si tratta di una tipologia di intelligenza artificiale che è in grado di imitare i sistemi di apprendimento umani, che mostra capacità di dialogare con la componente umana e di fare leva su modelli addestrati per creare associazioni tra i dati stessi e restituire output originali.

L’AI generativa definisce se stessa come una classe di sistemi e algoritmi di intelligenza artificiale progettati per generare contenuti, come testo, immagini, audio o persino video, che siano coerenti e creativi. Questi sistemi sono in grado di produrre nuovi dati che non sono derivati esplicitamente dai dati su cui sono stati addestrati (GPT 3.5).

Gli impieghi dell’AI generativa vanno oltre la semplice creazione di contenuti, o la manipolazione di immagini e video. Un recente studio ha già identificato ben 350 applicazioni di business dell’AI generativa che sono trasversali alle diverse industry, con enormi effetti trasformativi e vantaggi in termini di produttività e di generazione di valore.

I sistemi di AI generativa possono infatti intervenire nella gestione automatizzata della supply chain, a supporto delle negoziazioni con i fornitori, e nella ottimizzazione dell’inventory management. Attraverso i chatbot e la loro capacità di avviare conversazioni personalizzate con i clienti, le imprese possono inoltre migliorare i sistemi di customer service, accrescendo la soddisfazione dei clienti finali.

L’AI generativa potenzia le attività di ricerca e sviluppo, accelerando le nuove scoperte soprattutto nel settore chimico e farmaceutico dove può svolgere un’importante attività di supporto alle imprese nella creazione di nuove formulazioni di prodotto. Ma non solo, l’AI generativa apre l’industria a possibilità inedite di design creativo e di testing di prodotti e di brand.

Secondo Bloomberg, il valore di mercato dell’AI generativa a livello mondiale è in crescita esponenziale e potrebbe raggiungere gli 1,3 trilioni di dollari nei prossimi 10 anni, dai soli 40 mld di dollari nel 2022.

Per quanto riguarda il nostro Paese, Microsoft e The European House Ambrosetti immaginano, in un recente studio, che se si arrivasse a un’adozione in Italia dell’AI generativa al 78% si potrebbe creare un valore aggiunto di 312 mld di euro, pari a circa un sesto del Pil.

Si tratta di impatti straordinari di mercato che potrebbero essere moltiplicati dalle quantum technology, ovvero tecnologie che si basano sull’incremento esponenziale del potere computazionale dei computer classici, attraverso i qubit. I computer quantici possono svolgere delle operazioni in tempi esponenzialmente più veloci, in forme più precise, e con un minor consumo di energia rispetto ai computer tradizionali.

Nel 2022 sono stati già investiti oltre 2 mld di dollari a livello mondiale in startup che operano nelle quantum technology – includendo il sensing, le communication e il computing. Ma è solo un punto di partenza, perché McKinsey stima che il mercato delle quantum technology potrebbe raggiungere i 106 mld di dollari entro il 2040.

Le tecnologie del quantum consentiranno di ottimizzare le strategie di investimento delle imprese, di migliorare la crittografia dei dati e di rivoluzionare i sistemi di comunicazione.  Non solo: i computer quantici e la loro possibilità di analizzare serie di dati su larga scala e di eseguire simulazioni complesse, che vanno oltre le capacità umane e quelle dei computer classici, possono rappresentare una straordinaria leva di potenziamento delle possibilità di innovazione e di scoperta in vari settori nevralgici per la crescita e per il miglioramento della salute delle persone, come le scienze della vita o la diagnostica.

Attraverso l’evoluzione tecnologica delle digital breaktrough, come l’AI generativa e il quantum, la crescita di valore in futuro sarà guidata dalle imprese che sapranno generare algorithmic competitive advantage, basati quindi su risorse e competenze interne capaci di azionare il potere dei dati e degli insight generati dalle nuove tecnologie algoritmiche. E tutto ciò avverrà con processi di cambiamento accelerati ed esponenziali.

Questo potrà avere effetti trasformativi rilevanti nell’economia. Cambierà moltissimo il modo in cui le imprese opereranno, e sarà necessario non soltanto dotarsi di adeguate infrastrutture e piattaforme tecnologiche, ma anche di laboratori di ricerca e strutture per gestire lo sviluppo di queste tecnologie e il trasferimento dei risultati della ricerca al mercato, che dovrà penetrare in maniera trasversale i settori economici e le organizzazioni, siano esse private o pubbliche.
La ricerca in questi settori e il loro utilizzo industriale dovranno essere al centro delle politiche economiche del Paese, volte da un lato a disseminare conoscenza circa le potenzialità di questi sistemi, ma dall’altro anche a prevedere adeguati piani di sviluppo delle infrastrutture che possano accompagnare l’adozione di tali tecnologie da parte delle imprese.

Cambieranno anche le competenze: emergeranno nuove professionalità che occorreranno per gestire efficientemente e consapevolmente il potere degli algoritmi, facendolo anche in maniera creativa, etica e sostenibile. Un ruolo altrettanto cruciale, pertanto, è quello della formazione delle professioni di domani, per anticipare le necessità del mercato ed arrivare preparati alle sfide tecnologiche future.

Il quantum leap verso la società degli algoritmi non è stato ancora realizzato, ma tecnologie, investimenti e progetti sono già sul tavolo e stanno rapidamente conquistando spazi e aree di applicazione. Come sempre, l’innovazione sorprenderà tutti noi con un volto completamente diverso da quello che avevamo provato a indovinare: cerchiamo di essere pronti a coglierne le opportunità e a fronteggiarne le sfide.

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