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Niente autorità antiriciclaggio Ue per Roma, vince Francoforte. Ecco cos’è l’Amla

Niente da fare per Roma, va a Francoforte la nuova sede dell’Amla, l’autorità dell’Ue dedicata all’antiriciclaggio. Lo hanno deciso ieri il Consiglio e il Parlamento europeo con una votazione i cui esiti sono stati comunicati dalla presidenza belga.

Ha vinto, tra le nove candidate, l’unica ‘non Capitale’, Francoforte sul Meno. Esulta uno degli sponsor più convinti della soluzione tedesca, il ministro delle finanze Christian Lindner, convinto che il centro finanziario di Fracoforte, già sede della Bce e dell’autorità europea di vigilanza assicurativa (Eiopa), uscirà ancora più “rafforzato” dal ruolo di controllo sull’antiriciclaggio.

Ecco il risultato delle votazioni:

  • Francoforte: 28
  • Madrid: 16
  • Parigi: 6
  • Roma: 4
  • Nessun voto per le altre Capitali: Vienna, Vilnius, Riga, Dublino e Bruxelles.

Cosa è l’Amla

L’Amla è la nuova autorità antiriciclaggio dell’Ue. Avrà quindi sede a Francoforte e inizierà le operazioni a metà del 2025. Ospiterà più di 400 dipendenti.

La nuova autorità è il fulcro della riforma del quadro antiriciclaggio dell’Ue. L’Amla avrà poteri di vigilanza diretta e indiretta sui soggetti obbligati e il potere di imporre sanzioni e misure.

L’Amla (che nasce dalle regole del 2021 presentate dalla Commissione per stringere i vincoli sul riciclaggio di denaro e il ‘terrorist financing’) dovrà quindi prendere in mano la vigilanza AML/CFT (Anti-Money Laundering/Combating the Financing of Terrorism) nell’Ue e rafforzerà la cooperazione tra le Unità di informazione finanziaria (UIF).

Il processo che ha portato alla selezione della sede è durato mesi, e si è concluso con il complicato sistema di voto finale: il consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo in un incontro interistituzionale dove i rappresentanti (ogni co-legislatore aveva 27 voti a disposizione) hanno selezionato la nuova sede Amla.

Il pacchetto di norme contro il riciclaggio

L’accordo sull’ubicazione della sede è stato l’ultimo elemento necessario per concludere i negoziati sul pacchetto di quattro proposte legislative della Commissione per rafforzare le norme dell’UE contro il riciclaggio di denaro. Il 18 gennaio 2024 il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico sulle proposte del primo regolamento AML/CFT e della sesta direttiva AML/CFT.

In precedenza, nel dicembre 2023, i colegislatori avevano raggiunto un accordo sul regolamento dell’Agenzia, mentre a giugno 2022 hanno concordato un regolamento sulla tracciabilità dei fondi e sui trasferimenti di criptovalute. Questi testi stabiliscono un codice unico di norme antiriciclaggio e fungono da base per il coordinamento dei lavori tra la nuova Amla e le autorità nazionali competenti.

I criteri per la definizione della sede dell’agenzia sono stati impostati a giugno 2023, mentre l’apertura delle candidature è avvenuta a settembre, con la deadline del 10 novembre.

La candidatura di Roma

Quella di Roma, ancora scottata dalla batosta dell’Expo 2030 (andato a Riad), è stata una sconfitta, per quanto non una débacle: si è classificata quarta tra i nove candidati.

La decisione di proporre Roma per ospitare l’Amla era stata presa da Palazzo Chigi su proposta del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha poi presentato la candidatura romana in Europa.

La sede individuata per l’agenzia, nel caso la Commissione avesse scelto Roma, sarebbero state le torri dell’Eur di Cesare Ligini, complesso al momento in corso di riqualificazione. L’offerta dell’Italia per la candidatura all’Amla prevedeva 20 milioni per parte dei costi di affitto per 8 anni, quasi 7 milioni per i costi di allestimento e 2,5 milioni per la sistemazione e l’arredamento dei locali provvisori all’Eur.

Amla, corsa a 9 per ospitare l’antiriciclaggio Ue: Roma contro Francoforte e Bruxelles

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