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I social più amati dagli italiani, la tv via web e i lettori in crescita

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Cambia il podio dei social più amati dai connazionali, cresce la tv via Internet ed esplode, letteralmente, la spesa per i dispositivi digitali. A ‘fotografare’ il rapporto tra italiani e media è il nuovo rapporto del Censis sulla comunicazione. Che cristallizza l’utilizzo di Internet, smartphone e social network quanto a numeri. A cambiare sono, per così dire, i rapporti di forza tra i diversi social media. In questo quadro a colpire è la ‘resilienza’ della tv, che cambia pelle e cresce sul web, ma anche l’aumento dei lettori, storicamente nel nostro Paese una sparuta minoranza. Male invece (anzi molto male, ma questa non è una sorpresa) la carta stampata.

In generale, poi, preoccupa l’impatto dell’intelligenza artificiale: secondo il 68,3% degli utenti aumenteranno le notizie non verificabili e non sapremo più distinguere il vero dal falso.

La spesa per i dispositivi digitali

Iniziamo da qualche numero interessante: la spesa per l’acquisto di telefoni e simili ha segnato anno dopo anno un vero e proprio boom, moltiplicando il valore per più di otto volte in quindici anni: +727,9% nell’intero periodo, per un ammontare che supera gli 8,7 miliardi di euro. Se poi la spesa quella dedicata all’acquisto di computer, audiovisivi e accessori ha conosciuto un rialzo rilevantissimo (+215,8%), i servizi di telefonia e traffico dati hanno conosciuto un assestamento verso il basso per effetto di un radicale riequilibrio tariffario (-26,9%, per un valore prossimo a 13,6 miliardi di euro sborsati dalle famiglie italiane nell’ultimo anno).

Internet e social (col dominio di Youtube e Instagram)

Tra il 2022 e il 2023 si consolida l’impiego di Internet da parte degli italiani (89,1%), con una sovrapposizione quasi perfetta con quanti utilizzano gli smartphone (l’88,2%) e molto prossima per i  social network: 82%. Quanto a quelli che l’analisi considera social (e che includono anche le piattaforme video), c’è chi sale e chi arranca. Il 93% dei giovani (14-29 anni) utilizza WhatsApp, il 79,3% YouTube, il 72,9% Instagram, il 56,5% TikTok.

In lieve flessione invece tra gli under 30, oltre a Facebook (passato dal 51,4% del 2022 al 50,3%), anche Spotify (dal 51,8% al 49,6%) e Twitter (dal 20,1% al 17,2%). Colpisce poi la discesa di Telegram (passato dal 37,2% del 2022 al 26,3%) e Snapchat (dal 23,3% all’11,4%).

Tra web e smart tv

Nel 2023 a guardare la televisione è il 95,9% degli italiani (+0,8%). Stabile il numero di telespettatori della tv tradizionale (il digitale terrestre: +0,9% rispetto al 2022), in lieve crescita la tv satellitare (+2,1%), bene la tv via internet (web tv e smart tv passano al 56,1% di utenza, ovvero oltre la metà della popolazione, con un +3,3% in un anno), con un vero è proprio boom della mobile tv, passata dall’1% di spettatori nel 2007 al 33,6% di oggi (parliamo di più di un terzo degli italiani).

La carta stampata piange, ma crescono i lettori di libri

Si accentua ulteriormente la crisi della stampa: i quotidiani venduti in edicola, che nel 2007 erano letti dal 67% degli italiani, si sono ridotti al 22% nel 2023 (con una differenza pari a -3,4% in un anno e a -45% in 15 anni). In calo anche i lettori dei settimanali (-1,7%) e dei mensili (-2,8%). E persino quelli che leggono quotidiani online, ovvero il 30,5% degli italiani (-2,5% in un anno), mentre sono stabili quanti utilizzano i siti web d’informazione (il 58,1% come già nel 2022, cresciuti del 21,6% dal 2011).

A sopresa nel 2023 si arresta l’emorragia di lettori di libri: gli italiani che leggono volumi su carta sono il 45,8% del totale, un prezioso +3,1% rispetto allo scorso anno (-13,6% rispetto al 2007). La ripresa non riguarda i lettori di e-book: il dato resta stabile al 12,7% (-0,6%). In generale, la spesa per libri e giornali ha subito un vero e proprio crollo: complessivamente -38,2% in 15 anni.

La radio meglio in auto e via smartphone

I radioascoltatori sono il 78,9% degli italiani, con una lieve flessione da un anno all’altro (-1,1%). Ma se la radio ascoltata in casa attraverso l’apparecchio tradizionale subisce un piccolo calo, passando al 45,6% di utenza (-2,4% rispetto al 2022), l’autoradio si attesta al 69,1%, confermandosi su livelli prepandemici. Per quanto concerne l’ascolto delle trasmissioni radiofoniche via internet con il pc (18,2% degli utenti) e con lo smartphone (24,1%), si registra una crescita importante nel lungo periodo (rispettivamente +10,6% e + 20,5% dal 2007 ad oggi), ma un calo nel breve (rispettivamente -2,2% e -5,0% tra il 2022 e il 2023).

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