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BIC 2024, ecco le 22 aziende ‘Best in Media Communication’

È stato il cinema Barberini di Roma a ospitare la quinta edizione del Best in Media Communication, l’evento ideato da Fortune Italia ed Eikon Strategic Consulting che certifica l’autorevolezza della comunicazione di aziende, enti e organizzazioni. Sono 22 le aziende che quest’anno si sono aggiudicate il prestigioso attestato Bic. Nata nel 2018, la certificazione – risultato di un rigoroso percorso di audit – è la prima attestazione dei risultati dell’azione di comunicazione di aziende, enti e pubblica amministrazione, che si fonda su criteri scientifici e oggettivi.

Le 22 aziende certificate 

Sono cinque le new entry, certificate quest’anno per la prima volta: Alfasigma, Alia Servizi Ambientali, Banco BPM, Deloitte ed Eli Lilly. A ricevere la certificazione per il terzo anno di fila sono state Acquedotto Pugliese, Edison, Ferrovie dello Stato, Philip Morris Italia e Simest. Sono al quarto anno di BIC invece Inwit, Iren, Italgas e Terna. Otto aziende, infine, hanno visto confermata la certificazione per il quinto anno consecutivo: si tratta di Axa, Generali Italia, MSD, Acea, Open Fiber, Poste Italiane, Sace e Takeda. 

A introdurre l’evento è stato Emanuele Bevilacqua di Fortune Italia. “Come esseri umani stiamo vivendo dei tempi memorabili, di grande cambiamento, ma anche di caos e paura per la crisi climatica e le tensioni geopolitiche. La popolazione mondiale ha da poco raggiunto gli 8 miliardi; di questi, 5 miliardi sono connessi fra loro. Siamo forse la più grande agorà mai esistita al mondo. Ma di tutte queste conversazioni, non riusciamo a cogliere che qualche frammento. Per cogliere appieno le potenzialità offerte dalla tecnologia – conclude Bevilacqua – dobbiamo recuperare una grande qualità umana che non sappiamo più usare come dovremmo: l’attenzione. Mantenere l’attenzione anche col digitale: è questa la sfida da vincere”. 

Emanuele Bevilacqua, Fortune Italia – Credits Margherita Mirabella 

“Bic è stato ideato per celebrare il valore della comunicazione – dichiara Leonardo Donato, Ceo di We Inform, società editrice di Fortune Italia – È il termometro di come le aziende si promuovono: misura con metodi analitici la correttezza e l’efficacia delle loro azioni con i media”. Sono tre gli elementi attraverso cui è stata misurata la performance comunicativa: reputation, media impact assessment e giudizio di giornalisti e addetti ai lavori. “In questo modo – conclude Donato – è possibile certificare che un team di comunicazione rispetta determinate regole e le applica coerentemente, ottenendo risultati validi. Bic certifica i professionisti del settore”. 

“Misurare non è contare”, sottolinea Cristina Cenci, Senior Partner di Eikon Strategic Consulting. “Nella comunicazione purtroppo fa ancora fatica a imporsi la cultura della misurazione scientifica. Ci si limita a contare: il numero di articoli, eventi, interviste. In questi cinque anni, con Bic abbiamo mostrato invece cosa significa misurare: valutare l’impatto della comunicazione nei media con una metrica articolata e multidimensionale”. 

Cristina Cenci e Paola Aragno di Eikon – Credits Margherita Mirabella 

Bic Convention 2024

La conduzione della serata è stata affidata ad Anna Pettinelli, opinionista e conduttrice radiofonica. Nel corso della convention, c’è stato spazio per lo speech del filosofo e saggista Gino Roncaglia, autore del libro ‘L’Architetto e l’oracolo – forme del sapere digitale da Wikipedia a ChatGPT’, che ha ricostruito l’evoluzione del pensiero che ha portato alla genesi dell’intelligenza artificiale, fino ad arrivare a esemplificare il funzionamento di un sistema di AI generativa. “Sono settanta anni che si riflette sull’AI – ricorda Roncaglia – La prima riflessione sull’intelligenza delle macchine risale al 1950 e appartiene ad Alan Turing, per il quale una macchina è intelligente se è in grado di usare la logica e il linguaggio come un essere umano”. I modelli di AI, spiega il filosofo, “sono in grado di produrre testi un token dopo l’altro, una parola dopo l’altra, come un oracolo. Il modello infatti non ripete ciò che trova nel corpus di addestramento, ma produce testo originale in maniera predittiva, fornendo un output che sia il più possibile rispondente al contesto”. 

Gino Roncaglia – Credits Margherita Mirabella 

Gli ‘Special Prize’

Dopo la consegna delle certificazioni alle 22 aziende premiate da BIC, è il momento degli Special Prize, attribuiti da una giuria indipendente a quattro campagne di comunicazione delle società certificate. A comporre il comitato scientifico che ha giudicato le campagne i professori Francesca Comunello, Gennaro Iasevoli, Simonetta Pattuglia (presidente del comitato), Luca Pirolo e Stefania Romenti. 

Per la categoria ‘creatività’, ad aggiudicarsi il premio è stata Takeda, col progetto “Destinazione posso. Il mio viaggio con l’angiodema ereditario”, per aver “saputo raccontare l’esperienza della malattia attraverso la potente metafora del viaggio”, spiega la professoressa Comunello. “Una scelta narrativa che rappresenta perfettamente il percorso di scoperta e conoscenza dei pazienti, la riconquista della propria vita e le nuove possibilità aperte dalle innovazioni nella terapia”. 

Il premio per la categoria ‘chiarezza del messaggio’ è andato a Ferrovie dello Stato con “Mi riscatto per il futuro”, un progetto dalla “forte valenza nella diffusione della cultura della responsabilità sociale, perché è volto a reinserire gli ex detenuti nel tutto sociale e civile della comunità”.  

La categoria ‘originalità’ ha visto invece trionfare MSD col progetto del cortometraggio ‘Riscrivere’, per la “capacità di comunicare un messaggio di grande rilevanza sanitaria in modo originale ed empatico”. Il cortometraggio promosso da MSD Italia mira a informare e sensibilizzare il pubblico sul Papillomavirus. 

Infine, per la categoria ‘multicanalità’, il premio è andato a Generali Italia, col progetto “Generali che non ti aspetti”, che “mira a posizionare Generali come una Tech company, per attrarre talenti delle generazioni Y e Z con un background STEM”. 

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