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In un Regno Unito a bassa crescita del Pil, i salari crescono il doppio di quelli europei

Il nuovo governo laburista del Regno Unito è uscito dalla sua schiacciante vittoria elettorale promettendo di riportare il Paese ai suoi vertici economici. Gli ultimi dati sulla crescita dei salari dei lavoratori gli offriranno una buona piattaforma per mantenere questa promessa.

Secondo i dati dell’Indeed Hiring Lab, nel Regno Unito i salari sono aumentati del 7% fino a giugno. Si tratta del doppio rispetto a quello dell’Eurozona, dove i salari sono aumentati del 3,7%, e più che doppio rispetto alla crescita degli Stati Uniti, che ha raggiunto il 3,1%.

I risultati divergono dal contesto economico più ampio delle tre economie. Secondo le ultime previsioni del FMI, quest’anno il Regno Unito crescerà più lentamente dell’Eurozona e degli Stati Uniti.

Una spiegazione potrebbe essere l’aumento del National Living Wage, il salario minimo legale che i datori di lavoro devono pagare al personale di età superiore ai 21 anni.

Il governo britannico ha il compito di mantenere il salario nazionale di sussistenza a due terzi del salario mediano del Regno Unito, in linea con le raccomandazioni del suo comitato consultivo, la Low Pay Commission. Questo obiettivo contribuisce a salvaguardare i lavoratori dalla povertà relativa.

Per tenere il passo con l’inflazione e la crescita dei salari del settore privato, il National Living Wage è aumentato del 9,8% ad aprile, il terzo aumento più consistente da quando è stato introdotto nel 2016. L’aumento del salario minimo nazionale è stato ancora più consistente per i giovani tra i 16 e i 20 anni.

Il governo laburista di Tony Blair ha introdotto il salario minimo nazionale nel 1999. Da allora il minimo britannico è cresciuto del 70%. Il salario mediano, invece, è cresciuto solo del 20% circa nello stesso periodo, il che suggerisce una riduzione della disuguaglianza salariale nel Regno Unito.

La Low Pay Commission ha stimato che nell’aprile dello scorso anno circa 1,6 milioni di persone avevano una retribuzione pari o inferiore al salario minimo, per cui gli aumenti della base potrebbero avere un effetto eccessivo sulla crescita.

Il National Living Wage ha contribuito alla rapida crescita dei salari nel Regno Unito lo scorso anno, ma non è la spiegazione completa.

“La forte crescita dei salari in tutte le fasce di retribuzione suggerisce che l’aumento del 9,8% del National Living Wage nel Regno Unito, avvenuto il 1° aprile, non è l’unico fattore alla base dell’aumento dei salari, ma sta avendo un impatto duraturo sugli stipendi più bassi, oltre che sulla domanda di lavoro specifica del settore”, ha dichiarato Pawel Adrjan, responsabile della ricerca EMEA dell’Hiring Lab di Indeed.

“Con l’intenzione dei laburisti di eliminare le fasce di età nella struttura del salario minimo nazionale del Regno Unito, le professioni meno retribuite potrebbero ricevere un’ulteriore spinta”.

I laburisti affermano inoltre che permetteranno alla Commissione per i bassi salari di estendere le proprie competenze al costo della vita, aprendo la strada ad aumenti ancora più significativi del salario nazionale di sussistenza in futuro.

Il mal di testa causato dall’inflazione

Se da un lato i lavoratori acclameranno un aumento in busta paga, dall’altro potrebbe essere l’ultimo grattacapo per i politici, desiderosi di ridurre i tassi di interesse.

La Banca d’Inghilterra ha mantenuto il tasso di base al 5,25% per quasi un anno per combattere l’aumento dei prezzi.

L’indice dei prezzi al consumo (CPI) ha raggiunto l’obiettivo della banca del 2% a maggio. Tuttavia, la banca centrale si aspetta che l’inflazione salirà di nuovo nel terzo trimestre, il che la induce a trattenersi dal tagliare i tassi.

Nel frattempo, il Paese sta perdendo terreno rispetto all’Eurozona, dove la Banca Centrale Europea (BCE) è stata la prima grande banca centrale a tagliare i tassi di interesse a giugno.

Qualsiasi accenno di crescita salariale nel Regno Unito potrebbe indurre i responsabili della Banca d’Inghilterra a ridimensionare le loro già caute ambizioni in materia di tassi d’interesse.

Questa storia è stata pubblicata originariamente su Fortune.com

(L’immagine in evidenza è di GETTY IMAGES).

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