Nucleare, il ministro Pichetto: “Proposta pronta, legge in Cdm a inizio 2025”

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Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ne è sempre più convinto: all’Italia il nucleare (specialmente quello dei piccoli reattori modulari) serve, e per questo deve avere quanto prima un nuovo quadro normativo. Quadro che sarebbe già pronto, ha rivelato durante l’incontro con i giornalisti di fine anno nella sede del ministero dell’Ambiente. “Il disegno di legge quadro sul nucleare ce l’ho pronto nel cassetto”, ha rivelato. Ma quando verrà presentato? “Nel primo o nel secondo Consiglio dei ministri del 2025″, secondo il ministro.

Pichetto dice che una volta presentata la legge delega le decisioni sulle tempistiche passeranno al Parlamento.

La norma sul nucleare “deve avere tutta una serie di provvedimenti attuativi e anche una parte di spiegazione di ciò che facciamo. Perché – chiarisce – non facciamo nessuna centrale”.

In sostanza per ora si crea un quadro giuridico, e nel momento in cui ci saranno gli strumenti chi dovrà decidere, deciderà. Pur essendo ottimista, i piccoli reattori modulari, questi small reactor che sono i primi che dovrebbero arrivare, non arrivano prima del 2030”.

Le prossime tappe del nucleare

Solo con l’anno nuovo si capiranno quindi le tappe di un percorso che per il nucleare non si preannuncia facile e che potrebbe vedere anche il passaggio da una consultazione pubblica.

D’altronde l’Italia ha abbandonato l’atomo proprio con due referendum, e il fatto che secondo il ministro le tecnologie su cui si dovrebbe puntare ora siano diverse da quelle di un tempo potrebbe non essere sufficiente a evitare lo scoglio referendario.

La legge delega e la piattaforma per il nucleare sostenibile

Sta di fatto che Pichetto si è assicurato di avere entro l’anno un quadro scritto per il ritorno alla produzione di nucleare, incentrata sui reattori di piccola taglia e più avanzati, come gli Smr e gli Amr.

La legge delega nel cassetto del ministro è un ‘collegato’ alla manovra – come risulta dalla Nadef – al quale ha lavorato, su incarico del Mase, il professore e giurista del Cnel Giovanni Guzzetta.

Non è l’unico tassello che manca: probabilmente solo dopo l’arrivo della legge in Cdm verrà presentata la strategia scaturita dal lavoro di quella Piattaforma sul nucleare sostenibile nata ormai più di un anno fa (Pichetto la lanciò nel settembre 2023).

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Il lavoro degli esperti di fusione e fissione nucleare riuniti dal Mase è tecnicamente finito, e ora sta al ministero decidere quando pubblicarla. Secondo Francesca Salvemini, capo segreteria tecnica del Mase e responsabile della piattaforma intervenuta durante gli ‘stati generali’ organizzati dall’Associazione italiana nucleare, i sette gruppi che compongono la piattaforma già nel Pniec avevano individuato una quota minima dell’11% di energia nucleare nel fabbisogno energetico al 2050.

Il lavoro da fare sarà enorme anche perché attualmente manca un’authority in grado di gestire un processo industriale del genere: il ruolo andrà all’Isin, l’ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare, che avrà sicuramente di maggiori risorse rispetto a quelle attuali.

Va inoltre chiarito quale sarà la volontà politica del Governo. La premier Giorgia Meloni punta principalmente sul sogno della fusione nucleare, che ha tempi lunghissimi, accontentandosi per molti anni del mix rinnovabili-fossili. Ma il progetto principale in Europa, Iter, ha già subito diversi ritardi.

Gilberto Pichetto Fratin crede nella staffetta con la fissione e nella capacità dei mini reattori di sostituire quel base-load energetico (completato dalle rinnovabili) che oggi viene garantito dal gas.

Fusione nucleare, il ruolo dell’Italia e le prospettive della tecnologia

Cosa fare con le scorie

In Italia va ancora risolta la grana del Deposito per le scorie nucleari, e secondo il ministro “le scorie, le nostre scorie, che sono del nucleare prima e seconda generazione, sono combustibili per la nuova generazione, di conseguenza si tratta di trovare un accordo tra Paesi, su chi le utilizzerà”. Se le utilizza l’Italia “dobbiamo solo pagare l’affitto per averle tenute”, dice il ministro. Se le utilizzano altri Paesi, “voglio capire quanto ci danno”.

Poi “c’è il tema di quelli che sono i rifiuti civili e sanitari. Noi in questo momento abbiamo circa 100 ‘capannoni’, la sfida è quella di arrivare a individuare un luogo, un sito per un deposito dei rifiuti a bassa e media intensità”. Rifiuti che “abbiamo in ogni angolo del paese”, spiega.

La newco per il nucleare

Intanto entro fine anno – secondo gli auspici del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso – si attende anche la newco Enel-Leonardo-Ansaldo che si occuperà di studiare la fattibilità degli impianti e si concentrerà sulla fase di ricerca.

Il mix energetico

Pichetto è profondamente convinto della necessità di nucleare italiano anche guardando i dati sul mix energetico. Nonostante l’attuale progressione nella crescita di nuova potenza rinnovabile permetterà di raggiungere “l’obiettivo di 80 GW al 2030”, non va dimenticato che questo “non è il punto di arrivo, perché ci vuole un mix di energia. Tutte le previsioni ci dicono che nei prossimi 20 anni ci sarà più che un raddoppio della domanda di energia”.

Poste Italiane Dic 25

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