La sfida principale per le pmi italiane è l’accesso all’innovazione del quantum computing senza sostenere costi proibitivi, evitando il rischio di un crescente ‘quantum divide’ rispetto alle grandi imprese già attive nella sperimentazione.
Il quantum computing non è più una tecnologia confinata ai laboratori delle Big Tech, ma sta entrando in una fase di concreta ‘utilità quantistica’ con potenziali impatti anche sul sistema produttivo italiano. Le sue capacità di calcolo, basate su logiche diverse rispetto ai computer tradizionali, permettono di affrontare problemi complessi in tempi molto ridotti, con applicazioni che spaziano dalla logistica alla manifattura fino alla cybersecurity.
Per le piccole e medie industrie italiane la sfida principale è l’accesso a questa innovazione senza sostenere costi proibitivi, evitando il rischio di un crescente ‘quantum divide’ rispetto alle grandi imprese già attive nella sperimentazione. Molte realtà, infatti, percepiscono ancora il quantum computing come distante dalla propria operatività quotidiana, anche per la mancanza di competenze interne. In questo scenario il modello Quantum-as-a-Service (QaaS) rappresenta un punto di svolta: consente di utilizzare la potenza di calcolo quantistica via cloud, pagando solo l’effettivo utilizzo e senza investimenti infrastrutturali dedicati.
Questo rende la tecnologia più accessibile anche alle imprese di minori dimensioni. Un ruolo chiave lo giocano i partner tecnologici e gli integratori IT. Tra questi Bs Company, azienda associata a Confapi Calabria, che accompagna le imprese nei processi di innovazione digitale. Secondo il Ceo Massimo Montecchi, “il quantum computing rappresenta una trasformazione che le Pmi non possono ignorare”.
“Il cloud – aggiunge – sta democratizzando l’accesso a queste tecnologie, rendendo possibile una sperimentazione concreta anche per le piccole imprese”. Le applicazioni più immediate riguardano l’ottimizzazione dei processi e la simulazione: dalla gestione delle flotte logistiche allo sviluppo di nuovi materiali nel manifatturiero, con possibili riduzioni di tempi, costi ed emissioni. Accanto alle opportunità emergono anche criticità importanti, soprattutto sul fronte della sicurezza dei dati. L’avanzamento dei sistemi quantistici rende necessaria una progressiva adozione della crittografia post-quantistica (Pqc) per proteggere infrastrutture e informazioni sensibili. Come ci spiega Montecchi “per le Pmi la sfida non sarà diventare esperti di fisica quantistica, ma sviluppare competenze capaci di tradurre i bisogni aziendali in soluzioni tecnologiche. Formazione, partnership e supporto di aziende specializzate saranno elementi decisivi. Il quantum computing non è ancora una tecnologia di uso quotidiano, ma una direttrice strategica che influenzerà la competitività industriale dei prossimi anni”.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di giugno 2026 (numero 5, anno 9)
