Prima l’energia per alimentare l’intelligenza artificiale, poi l’investimento da 15 mld di dollari e i cervelli per costruirla: in una decina di giorni Mark Zuckerberg ha rimesso Meta in carreggiata, cercando di accaparrarsi le armi necessarie (secondo lui) per competere sull’AI con chi è più avanti (OpenAI, Microsoft, Google), difendendosi allo stesso tempo dall’offensiva antitrust Usa.
La prima mossa di Meta: Scale AI
Le ultime notizie: Zuck (definito da alcune testate “frustrato” per il ritardo di Meta) ha investito quasi 15 mld di dollari nella startup Scale AI (per una quota del 49%) e ha assunto il suo capo, Alexandr Wang. Il classe 1997 diventerà il capo della squadra al lavoro sulla super intelligenza artificiale voluta dal Ceo di Meta.
È su questa mossa che si incardina la strategia di Zuckerberg per evitare l’antitrust.
Stavolta il creatore di Facebook investe e si tiene sotto il 50%, ma non compra, come fatto per Instagram e Whatsapp rispettivamente 13 e 11 anni fa. Non lo fa perché quella strategia oggi mette a rischio smembramento l’intero Gruppo, a processo per monopolio con la Federal Trade Commission.
Con Scale AI, Meta porta nella sua orbita uno dei maggiori specialisti nella creazione di quella che viene definita ‘infrastruttura dati’ dell’AI. La startup si occupa di etichettare e annotare dati, sia con l’AI sia attraverso il lavoro di annotatori umani.
Non solo Meta: gli investimenti dei giganti accelerano
Quello su Scale AI è un approccio innovativo, anche se per Meta è senza precedenti, considerata la cifra, seconda solo a quella spesa per Whatsapp. Anche Google e Microsoft hanno ‘assunto’ le figure più in vista del settore proprio acquisendo le loro startup (rispettivamente Character.AI e Inflection.AI).
Già nell’anno fiscale 2024 per la prima volta la spesa in conto capitale totale tra Meta, Apple, Alphabet e Amazon ha superato i 150 mld di dollari, ha scritto la newsletter Semafor. Se si considera nel dato 2024 anche Microsoft (il cui anno fiscale però si conclude prima di tutti gli altri) si va ben oltre i 200 mld. Per quanto riguarda le stime sull’intelligenza artificiale, secondo un report Ubs la spesa mondiale per l’AI nel 2025 raggiungerà i 360 miliardi USD nel 2025 con i big 4 (Meta, Microsoft, Alphabet, Amazon) che avranno il 58% della torta.
La seconda mossa: un team per raggiungere l’Agi
Oltre a investire, Zuckerberg vuole assumere: per costruire quella famosa super intelligenza artificiale sta vagliando personalmente i curriculum di 50 esperti mondiali, secondo quanto riportato, con l’obiettivo di formare una squadra in grado di rivaleggiare con quelle delle altre protagoniste dell’AI e raggiungere finalmente l’Agi, artificial general intelligence, un livello tecnologico definitivamente superiore alle capacità umane.
Raggiungerlo non sarà facile, considerando che finora tutti i modelli più avanzati degli altri player (i reasoning) non si stanno neanche avvicinando all’obiettivo, secondo i ricercatori Apple. E rispetto ai competitor, l’ultimo modello di Llama, targato Meta, ha deluso: recuperare sarà un altro compito di Wang.
In Silicon Valley l’obiettivo di accaparrarsi i cervelli migliori è sempre duplice: è molto probabile che alcuni di quei profili vengano proprio dai concorrenti di Meta. È successo anche per altri e in Europa, come ha scritto Fortune Italia qui. E la stessa Scale AI smetterà di collaborare con gli altri giganti.
La terza mossa: il nucleare
Quello sul nucleare è il primo annuncio in ordine di tempo considerato in questo articolo, ma diventerà operativo solo a giugno 2027. Qualche giorno fa Meta ha firmato un accordo ventennale con l’azienda Constellation Energy per acquistare la produzione di energia di una centrale nucleare in Illinois per alimentare la sua intelligenza artificiale. Joe Dominguez, amministratore delegato di Constellation, ha affermato che “l’accordo con Meta contribuirà a coprire i costi di rinnovo della licenza, degli aggiornamenti e della manutenzione del Clinton Clean Energy Center di Clinton, nell’Illinois”. “Si tratta di miliardi di dollari di capitale che vengono sottoscritti per far funzionare un impianto per altri 20 anni”, ha aggiunto l’Ad.
L’azienda di Zuckerberg sta iniziando a ricorrere all’energia nucleare per ottenere le enormi quantità di elettricità di cui ha bisogno per alimentare le sue ambizioni di intelligenza artificiale, e già a fine 2024 ha attivato un request for proposal che ha avuto molte adesioni: ci sono una cinquantina di proposte sotto esame, ha detto il Gruppo, che tra le Big Tech è comunque tra gli ultimi a stringere accordi simili a quelli già siglati da Microsoft, Amazon e Google.

