Mediolanum e gli altri, fuga da Mediobanca mentre Mps aspetta la Consob

alberto nagel mediobanca

Mediobanca è un po’ più sola, Mps si avvicina sempre di più. Il primo luglio il titolo dell’istituto guidato da Alberto Nagel (nella foto in evidenza) è crollato del 4,2% dopo l’addio di Banca Mediolanum, socio storico che ha rinunciato a una quota del 3,5%, tramite un accelerated bookbuilding riservato a investitori istituzionali curato da Morgan Stanley che è valso 548 mln di euro di controvalore. Oggi il titolo Mediobanca viaggia in ribasso a -0,75%.

Mediolanum, ormai ex socio storico di piazzetta Cuccia, è così fuori dall’estate sempre più calda del risiko bancario italiano, con l’ops del Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca sempre più vicina.

Per ora al veicolo della famiglia Doris, Finprog Italia, rimane lo 0,96% delle quote di Piazzetta Cuccia. Che intanto vede il suo patto di consultazione assottigliarsi.

Hanno venduto altri componenti del patto di consultazione (l’accordo tra alcuni azionisti che decidono di coordinarsi nelle decisioni rilevanti, che è sceso da oltre l’11% a circa il 7% dopo l’addio di Mediolanum). Si tratta di Beniamino Gavio (460.943 azioni) e la società Aurelia, parte del gruppo Gavio, (150mila azioni). Sul mercato sono state messe in vendita anche azioni di Vittoria Assicurazioni e Pittini. Uscita anche la famiglia Acutis.

Tra gli altri nomi del patto ci sono Monge, Ferrero, Lucchini, Pecci, Seragnoli, Minozzi. Resta ora da capire se altre partecipazioni seguiranno la scelta di Mediolanum.

Vendere ora significa capitalizzare prima che Mediobanca arrivi alla resa dei conti dell’ops di Monte dei Paschi di Siena, che ora presenta uno sconto sulle azioni del 5,5% e che è fortemente sostenuta dal Governo (il Mef è primo azionista di Siena con l’11,7% del capitale) a partire dal ministro Matteo Salvini. Oltretutto, da inizio anno (grazie al lancio dell’operazione Mps) il titolo Mediobanca è salito di oltre il 30%.

Intanto dopo il disco verde Bce all’offerta pubblica di scambio, Mps dovrebbe incassare anche quello della Consob. Le tempistiche dell’ops sembrano oscillare tra la metà di luglio (probabile il 14) e l’inizio di settembre.

Per Mediobanca, convinta che l’operazione di Mps sia “priva di razionale industriale e finanziario” e che abbia molto più senso quella di piazzetta Cuccia su Banca Generali, il momento è sempre più delicato, anche sul fronte della governance. A inizio settimana il Consiglio di amministrazione dell’istituto ha deciso di modificare la composizione del Comitato Parti Correlate, rimuovendo il ruolo di presidente a Sandro Panizza (in quota Delfin) e inserendo un nuovo membro, il consigliere indipendente Vittorio Pignatti Morano, che assume anche la presidenza del comitato. Una mossa strategica per rafforzare l’efficacia operativa del comitato, anche in vista “di eventuali accordi con Banca Generali”, ha riferito una fonte all’Adnkronos, ma che secondo alcuni avrebbe potuto complicare i rapporti tra azionariato e management della banca.

Poste Italiane Dic 25

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