Melegatti, storico marchio dolciario veronese famoso per il Pandoro, è entrato a far parte di Valeo Foods, multinazionale irlandese leader nel settore alimentare, in particolare per quanto riguarda i prodotti da forno. Il gruppo, che fa capo a Bain capital, ha portato a termine l’acquisizione attraverso un’altra importante azienda dolciaria che fa parte del suo portafoglio: la lombarda Balconi, acquisita nel 2015.
Nel maggio 2024, Valeo Foods aveva portato a termine un’altra importante operazione nel settore dolciario italiano, ossia l’acquisizione di Dal Colle. Altre due acquisizioni del gruppo sono state quella di Val d’Enza nel 2017 e di Idp Pattini nel 2023.
La nascita di Melegatti e l’inizio della crisi
Melegatti, storico marchio del settore dolciario ‘Made in Italy’ è nato a Verona nel 1894, dall’iniziativa del pasticcere Domenico Melegatti che prendendo spunto dal ‘levà’, un impasto di pane con uvetta, mandorle e pinoli che i contadini veneti preparavano in occasione delle festività natalizie, inventa il Pandoro.
Leggenda vuole che il nome di questo dolce, diventato un’icona delle festività natalizie con uno stuolo di affezionatissimi che ogni anno lo contrappongono goliardicamente al panettone, derivi da un garzone che guardando una fetta illuminata dal sole avrebbe esclamato: “xe un pan de oro”. Una storia che avrebbe potuto essere benissimo una novella della sesta giornata del ‘Decameron’, dedicata ai ‘motti di spirito’.
La scelta di focalizzarsi sul Pandoro, un prodotto fortemente stagionale, è di per sé una strategia rischiosa ma che inizialmente non ha gravi ripercussioni. I primi problemi arrivano nel 2016, quando l’azienda è minacciata da nuovi concorrenti che stanno diversificando la loro produzione con successo, come ad esempio Bauli. Melegatti decide di rafforzare la produzione di merendine, per questo investe 10 milioni di euro nella costruzione di uno stabilimento per la produzione di croissant su un’area di 21 mila metri quadri a San Martino Buon Albergo.
Le scelte pubblicitarie
Oltre a questo, concorrono alla crisi anche scelte rivelatesi fallimentari dal punto di vista pubblicitario. Come la decisione di affidare il ruolo di testimonial, dal 2015 al 2016, a Valerio Scanu, cantante ex concorrente di ‘Amici di Maria De Filippi’ e vincitore del Festival di Sanremo nel 2010 ma sparito ben presto dal radar del grande pubblico.
A ciò si aggiungono spot e manifesti che presentano una comunicazione considerata antiquata e non in linea con la sensibilità del tempo, fortemente orientata a tematiche sociali e civili, come i diritti della comunità Lgbtqia+. Risale al 2015 un manifesto per promuovere i suoi croissant che risulta un vero e proprio “scivolone” dal punto di vista comunicativo, in cui campeggia il claim: “Ama il prossimo tuo come te stesso, basta che sia figo e dell’altro sesso!”, le polemiche esplodono, l’azienda prova a dissociarsi dall’agenzia di comunicazione che lo ha prodotto, ma il danno d’immagine ormai è fatto.
Il fallimento e l’acquisizione da parte della famiglia Spezzapria
Nel novembre del 2017 l’azienda tenta di riprendersi grazie a un fondo maltese di 6 milioni di euro, che le permette di riprende la produzione riuscendo a pagare i suoi dipendenti e ponendo fine agli scioperi, iniziati il 4 novembre, davanti al municipio di San Giovanni Lupatoto, dove si trova il suo storico stabilimento.
Tuttavia il 29 maggio 2018 arriva la sentenza di fallimento dal Tribunale di Verona e dopo pochi mesi ad aggiudicarsela per 13,5 milioni di euro è la famiglia vicentina Spezzapria che riapre lo stabilimento di San Giovanni Lupatoto e ne guida la produzione fino alla cessione a Valeo Foods, ufficializzata nella giornata di martedì 2 luglio 2025.
“Dopo il successo del rilancio dello storico marchio sul mercato italiano, affidiamo il futuro all’esperienza e alla competenza del Gruppo Valeo Foods”, ha dichiarato il presidente Roberto Spezzapria al Sole 24 Ore. “Siamo certi che Balconi saprà guidare il marchio verso una nuova fase di crescita internazionale, rafforzandone ulteriormente il valore e onorando le sue profonde radici nella cultura italiana”.
Il futuro di Melegatti
Una delle poche cose che appaiono certe, dopo l’annuncio dell’acquisizione, è che Melegatti continuerà a essere radicata nella città di Romeo e Giulietta, dove gli stabilimenti di San Giovanni Lupatoto e San Martino Buon Albergo dovrebbero proseguire la loro attività.
“L’intera operazione è stata condivisa con il sindacato e le Rsu”, ha spiegato Massimiliano Zanaglia della Cisl. “Sarà una transizione senza soluzione di continuità e include i contratti in essere, i macchinari e l’intera forza lavoro: il ruolo chiave è quello della capacità produttiva, che andrà a confluire in un polo dei prodotti da forno più ampio”.
