I futures azionari statunitensi sono scesi dopo che i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran sono iniziati in modo difficile domenica, mentre il presidente Donald Trump ha rapidamente rilanciato con minacce di riprendere il conflitto.
I futures legati al Dow Jones Industrial Average hanno perso 156 punti, pari a -0,30%. I futures dell’S&P 500 sono scesi dello 0,46%, mentre quelli del Nasdaq hanno ceduto lo 0,52%. Nel frattempo, i prezzi del petrolio hanno invertito i guadagni iniziali dopo che i mediatori Qatar e Pakistan hanno riferito “progressi incoraggianti”, con la creazione di una linea di comunicazione sullo Stretto di Hormuz e di una “cellula di de-conflitto” per porre fine ai combattimenti in Libano.
I futures del petrolio USA sono rimasti invariati a 76,58 dollari al barile, mentre il Brent è sceso dell’1,45% a 79,36 dollari. L’oro ha perso l’1,15% scendendo a 4.196,10 dollari l’oncia.
Tensioni diplomatiche e segnali contrastanti
In precedenza, in Svizzera, il vicepresidente JD Vance aveva dichiarato che entrambe le parti avevano già compiuto “grandi progressi”, definendo la posizione americana una “mano tesa” verso il popolo iraniano.
Tuttavia, dopo che sabato l’Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz a seguito degli attacchi israeliani contro posizioni di Hezbollah in Libano, Trump ha dichiarato a Fox News di aver parlato con funzionari iraniani avvertendoli:
“Lo chiudete e non avrete più un Paese. Non riuscirete nemmeno a tornare nel vostro f—ing Paese”.
Ha inoltre affermato che gli Stati Uniti potrebbero prendere il controllo dello stretto, aggiungendo: “Li farei saltare in aria. Se non raggiungono un accordo, riscuoteremo pedaggi.”
Accordi contestati e nuova escalation
Lo scorso fine settimana, Trump e funzionari iraniani avevano confermato un memorandum d’intesa che prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale americano e l’avvio di 60 giorni di negoziati su questioni come il programma nucleare di Teheran e le sanzioni.
Ma domenica il presidente ha dichiarato che, allo scadere dei 60 giorni, “posso fare quello che voglio”.
Sebbene l’Iran abbia sospeso i colloqui dopo le dichiarazioni di Trump, la delegazione è rimasta in Svizzera per continuare le trattative. Tuttavia, la situazione in Libano rimane un nodo centrale. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che manterrà le forze militari nel sud del Libano “finché sarà necessario per proteggere la nostra popolazione”.
Hormuz, petrolio e controllo delle rotte marittime
Finché la situazione in Libano non si stabilizzerà, i negoziati sul programma nucleare iraniano passeranno in secondo piano. Anche la disputa sullo Stretto di Hormuz continuerà a pesare.
Dopo l’annuncio iraniano di chiusura, il Comando Centrale USA ha dichiarato che il transito sicuro nello stretto resta garantito e che il traffico è in aumento. Ha inoltre affermato che le forze americane continuano a operare nell’area per garantire la libertà di navigazione, sottolineando che il Centro Informazioni Marittime Congiunto ha confermato la sicurezza di una rotta meridionale lungo la costa dell’Oman.
Sebbene gli Stati Uniti abbiano posto fine al blocco navale sull’Iran nell’ambito del memorandum d’intesa, il Comando Centrale ha aggiunto che le forze americane restano “presenti e vigili” per garantire il rispetto degli accordi. Da parte sua, la nuova Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico ha avvertito che le navi dovranno seguire una rotta stabilita dal regime lungo la costa iraniana, vietando alternative.
Inoltre, nonostante l’accordo che sospende per 60 giorni i pedaggi, l’autorità iraniana sta richiedendo una copertura assicurativa che potrebbe in futuro avere un costo. “Al momento questa assicurazione è fornita gratuitamente all’armatore, con tutte le spese a carico della Repubblica Islamica dell’Iran”, ha dichiarato Teheran. “L’autorità si riserva il diritto di introdurre tariffe assicurative in futuro, che saranno determinate dall’assicuratore competente. Gli armatori saranno quindi tenuti ad acquistare e rinnovare la copertura.”
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.
