Sorpresa Pier Silvio: “La politica non la escludo, perché no?”

pier silvio berlusconi, ceo mediaset mfe

Il Berlusconi che non ti aspetti. L’occasione la offrono i nuovi palinsesti Mediaset, l’ad Pier Silvio Berlusconi, come da tradizione, si lascia andare a riflessioni di più ampio respiro, non solo gli ascolti e i nuovi programmi da lanciare, ma anche il governo e la possibile discesa in campo.

“Io ho 56 anni, mio padre è entrato in politica a 58…Oggi non ne ho nessuna intenzione. Ma guardando al futuro non lo escludo: una sfida completamente, perché no?”. Perché no, se lo chiedono in molti.

Sulle orme del padre, l’imprenditore prestato alla politica, Pier Silvio Berlusconi, ha fatto di Rete 4 il contenitore dell’approfondimento politico e di attualità, e anche Canale 5, a partire da settembre, ospiterà, in seconda serata, spazi di riflessione e inchiesta (con Bianca Berlinguer, che resta anche al timone di “È sempre Cartabianca”, e con due new entry del calibro di Federico Rampini, con Risiko, e Tommaso Labate, con Realpolitik).

La politica dunque guadagna spazi, tra game show, reality e telenovelas. È solo un caso? Pier Silvio Berlusconi è sempre stato il figlio schivo per eccellenza, uomo di televisione e di prodotto, refrattario alle interviste, tanto “mediatico” per vocazione professionale quanto “antimediatico” per inclinazione personale, sempre scarno nelle esternazioni, riservatissimo nel quotidiano (zero salotti, zero convivi, alla centralissima Milano preferisce la periferica Liguria).

Insomma, un carattere diverso da quello paterno e, forse proprio per questo, così legato all’uomo e al mito che è stato Silvio Berlusconi. Si sa, non è facile stare vicino ai Grandi, soprattutto quando sono quattro volte presidente del Consiglio, quando s’inventano la tv privata rompendo il monopolio pubblico, quando rivoluzionano i canoni della politica e si contornano di innumerevoli amici insieme a non pochi, potenti, nemici.

Eppure da questo papà così ingombrante Pier Silvio Berlusconi ha appreso il gusto per l’innovazione e la sfida, si percepisce ogni volta che, con cadenza annuale, l’ad di Media for Europe si lascia andare a quei commenti che sono visibilissime tracce di una visione del Paese e del mondo. Lo ius scholae? “Non mi sembra che sia tra le cinque priorità del Paese”. Il governo Meloni? “È uno dei migliori in Europa, per non dire oltre. Non è questione di destra o di sinistra, ma di concretezza e consapevolezza. Il nostro primo ministro si comporta come è più opportuno per l’Italia. C’è la propaganda, la necessità di tenere calmi gli elettori, poi ci sono gli interessi concreti del Paese. Penso che Meloni stia facendo il massimo e questo spero che valga per il rapporto con il presidente Trump”. Forza Italia? “Deve essere una forza liberale e moderata, che guarda al centrodestra con una spinta progressista sui diritti di tutti”. Antonio Tajani? “Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, ma non è detto che non si possa fare meglio. Bisogna guardare avanti. Lui, Maurizio Gasparri, Rita Dalla Chiesa sono bravissimi ma ci vuole altro, è un fatto di apertura, di visione del futuro”. Il prossimo sindaco di Milano? “Io non vivo a Milano e non vivo Milano…Ma se perdiamo dopo Sala, siamo messi veramente male”. Il tax credit? “Come Mediaset non ci arriva niente, zero, pochissimi finanziamenti irrilevanti. Ha avuto ragione Giorgia Meloni, va rifatta la legge dalla A alla Z. Ci vogliono criteri precisi quando bisogna assegnare i finanziamenti pubblici. Il vero problema è che i soldi vanno alle multinazionali che hanno comprato i produttori indipendenti italiani, mentre Rai e Mediaset sono escluse”.

In questo discorso che proietta il numero uno di Media for Europe verso traguardi inesplorati, Pier Silvio Berlusconi mostra di condividere con il padre il gusto per la novità, per il motto americano “think out of the box”, pensare fuori dall’ordinario e dai paradigmi dominanti per essere in grado di realizzare il cambiamento.

È per questo che il manager manifesta pubblicamente, con parole chiare, il desiderio di nuovi leader e nuove figure, più al passo con la contemporaneità, e poi aggiunge di apprezzare oltremodo il rapporto con le persone: “Sento che mi travolge, mi piace quando mi fermano, mi abbracciano, mi salutano. Quando prendo il traghetto per le Cinque terre le signore mi chiedono le cose. Mi piace lo scambio e mi fermo a parlare con tutti. Mi viene da pensare: cosa posso fare io per loro? Tengo a far coincidere questo con la politica, ma so che la politica è tante altre cose, è compromesso”.

A proposito di schiettezza, Pier Silvio Berlusconi non usa giri di parole quando, per esempio, boccia il lavoro degli autori che hanno prodotto due reality da scordare, “La Talpa” e “The Couple”: “Sono due dei programmi più brutti che abbia mai visto. Mentre li guardavo mi veniva la pelle d’oca dalla rabbia”, sic.

Insomma, non si finge, anche perché quando fingi la gente se ne accorge. E forse uno dei tratti più distintivi della personalità multiforme di Silvio Berlusconi è stato proprio l’autenticità, l’ardire di dire sempre ciò che si pensa, anche quando non conviene, il coraggio di mostrarsi per ciò che si è, senza infingimenti.

Berlusconi non era un santo, come ciascuno di noi, ma a differenza di molti di noi non gli importava apparire tale. Al ricordo del padre Pier Silvio Berlusconi ha dedicato alcune parole: “Lo apprezzo più adesso di prima. Con quello che succede oggi, avrebbe scatenato la qualunque, non si sarebbe fermato davanti a nulla nel tentativo di fermare le due follie: la guerra tra Russia e Ucraina, e quella tra Israele e Palestina”. E poi ha chiosato con un ricordo: “Non mi sono occupato del testamento, l’unica cosa a cui tenevo era il motoscafo Riva Aquarama del 1969, l’anno della mia nascita, con cui papà mi portava in giro. Mi preoccupavo solo di quello e alla fine ai miei fratelli ho dato un euro, simbolicamente, e loro mi hanno dato i documenti. Era un pezzo della mia vita, è legato ai miei ricordi da piccolo. Ci tenevo tanto”.

La conferma che, a dispetto di certe famiglie blasonatissime, i Berlusconi hanno mostrato un contegno e una solidità familiare inscalfibili. Il padre deve aver seminato meglio di altri (che duellano ancora in tribunale). Chissà che quel motoscafo Riva del ’69 non segni l’inizio di un viaggio tutto da inventare.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.