Wall Street sembra iniziare una settimana densa di eventi con una nota molto positiva, con gli investitori che esultano per l’accordo commerciale sui dazi tra Stati Uniti e Unione Europea annunciato ieri.
L’accordo con il principale partner commerciale degli Stati Uniti elimina una fonte chiave di incertezza sul mercato e la minaccia di una guerra commerciale distruttiva. Si aggiunge inoltre a un quadro sempre più rialzista, con l’S&P 500 che ha raggiunto cinque massimi storici la scorsa settimana.
I futures legati al Dow Jones Industrial Average sono saliti di 161 punti, pari allo 0,36%. Quelli sull’S&P 500 sono saliti dello 0,34% e i futures sul Nasdaq dello 0,46%.
Il rendimento del Tesoro decennale è rimasto invariato al 4,386%. Il dollaro statunitense è sceso dello 0,12% rispetto all’euro, ma è rimasto stabile rispetto allo yen.
Gli accordi di Trump con l’UE e il Giappone hanno imposto dazi del 15% su entrambi i partner commerciali, che hanno anche promesso di investire centinaia di miliardi di dollari negli Stati Uniti.
L’oro ha perso lo 0,15%, attestandosi a 3.330,50 dollari l’oncia. I prezzi del petrolio statunitense sono aumentati dello 0,1%, raggiungendo i 65,22 dollari al barile, e il greggio Brent è salito dello 0,1%, raggiungendo i 68,51 dollari.
Gli investitori non potranno distogliere lo sguardo da questa settimana, poiché ogni singolo giorno potrebbe produrre notizie significative che sposteranno il mercato.
Oggi a Stoccolma inizieranno negoziati commerciali tra il Segretario al Tesoro Scott Bessent e il Vice Premier cinese He Lifeng. Questo avviene mentre la tregua tariffaria tra le due parti dovrebbe terminare il 12 agosto, anche se, secondo alcune indiscrezioni, la scadenza potrebbe essere prorogata di 90 giorni.
Il dramma dei dazi continuerà per tutta la settimana, con altri Paesi che cercheranno di raggiungere accordi con gli Stati Uniti prima della scadenza di venerdì, quando scadrà la sospensione delle aggressive tariffe “reciproche”. Nel frattempo, i dazi di Trump affrontano sfide legali, con un’udienza in tribunale prevista per giovedì per stabilire se il presidente abbia l’autorità, ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act, di imporre dazi di ampia portata.
Domani la Federal Reserve inizierà la sua riunione di due giorni sulla politica monetaria. Gli analisti non si aspettano che la banca centrale modifichi i tassi, ma il governatore Christopher Waller ha indicato che dissentirà e ne chiederà un taglio.
La conferenza stampa del presidente Jerome Powell di mercoledì pomeriggio sarà probabilmente dominata da domande relative agli attacchi della Casa Bianca ai lavori di ristrutturazione presso la sede centrale della Fed e alle richieste degli alleati di Trump di estromettere Powell a causa degli sforamenti di costo del progetto.
Nel frattempo, sono attesi diversi set di dati attentamente monitorati che offriranno ulteriori indizi su come i dazi potrebbero – o meno – avere un impatto sull’economia. Domani saranno pubblicati i report sulla fiducia dei consumatori, sui prezzi delle case e sulle offerte di lavoro.
Mercoledì sono previsti l’indagine ADP sulle retribuzioni del settore privato, i dati sul Pil del secondo trimestre e le vendite immobiliari in corso.
Giovedì sono attese le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e il rapporto sulla spesa per consumi personali, che include l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed. E venerdì, il rapporto mensile sull’occupazione del Dipartimento del Lavoro, l’indice di attività manifatturiera dell’Institute for Supply Management e la spesa per l’edilizia completano la settimana con i dati.
In più arriveranno i dati di importanti aziende statunitensi: Boeing annuncerà i risultati trimestrali domani, Microsoft seguirà mercoledì, mentre Apple e Amazon pubblicheranno i risultati giovedì. I giganti del petrolio Exxon Mobil e Chevron hanno pubblicato i loro dati venerdì.
L’articolo originale è su Fortune.com
