Gli studi del Mit e le parole di Altman rallentano l’AI in Borsa

Sam Altman

L’entusiasmo degli investitori per l’intelligenza artificiale ha vacillato martedì, con un forte calo dei titoli tecnologici. Nvidia ha perso il 3,5% e Palantir quasi il 10% dopo che uno studio del MIT ha rilevato che il 95% delle aziende non ottiene ritorni dagli investimenti in AI generativa, mentre Sam Altman di OpenAI ha messo in guardia sul rischio di una bolla. Il Nasdaq è sceso di oltre l’1,2% in mattinata.

Nvidia, fresca del traguardo dei 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, ha registrato un calo del 3,5%, mentre Palantir ha lasciato sul campo quasi il 10%. A innescare le vendite è stato in parte il rapporto del MIT, che attribuisce i fallimenti non alla qualità dei modelli ma a “gap di apprendimento” e a un’integrazione difettosa. Le preoccupazioni sono state accentuate anche dai commenti di Altman, che ha paragonato l’attuale frenesia sull’AI alla bolla delle dotcom degli anni ’90.

Il Nasdaq ha segnato la flessione più forte da agosto e il ribasso si è propagato rapidamente ai mercati asiatici: SK Hynix ha perso il 2,9%, TSMC il 4,2%, SoftBank oltre il 7%. Al contrario, Alibaba e Tencent hanno limitato i danni, mentre il campione cinese dei semiconduttori SMIC è salito del 3%.

“Le tech sono finite sotto pressione, guidate dai titoli simbolo dell’AI come Palantir e Nvidia, mentre gli investitori temono che il rally tecnologico sia vicino a una correzione”, ha scritto Dan Ives di Wedbush. “Siamo ancora agli inizi della rivoluzione AI, con casi d’uso che si stanno espandendo rapidamente grazie a poche aziende guidate dal ‘padrino dell’AI’ Jensen Huang e Nvidia”.

Non mancano i richiami alla prudenza. Joe Tsai, cofondatore di Alibaba, e Ray Dalio, fondatore di Bridgewater, hanno avvertito che la corsa agli investimenti rischia di superare una crescita sostenibile. Dalio ha paragonato il ciclo attuale a quello che precedette lo scoppio della bolla dotcom: “C’è una nuova tecnologia che cambierà il mondo e avrà successo. Ma qualcuno confonde questo con il fatto che anche gli investimenti avranno successo”, ha dichiarato al Financial Times.

Torsten Slok, capo economista di Apollo Global Management, si è spinto oltre, sostenendo che il boom dell’AI potrebbe superare quello di internet negli anni ’90: le 10 maggiori società dell’S&P 500, ha osservato, sono oggi più sopravvalutate rispetto ai fondamentali di quanto non lo fossero nel pieno della bolla dotcom.

L’articolo originale è su Fortune.com

Poste Italiane Dic 25

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