“Le re-release per l’industria rappresentano un’opportunità strategica: generano ricavi aggiuntivi anche in periodi di minore offerta e rafforzano la relazione tra sala e pubblico, intercettando sia la nostalgia di chi conosce già quei film sul grande schermo sia la curiosità delle nuove generazioni”. Non si poteva spiegare meglio la tendenza che, ormai da qualche tempo, caratterizza parte della programmazione al cinema. Come sostiene Andrea Roselli (Direttore Distribuzione di Warner Bros. Entertainment Italia) il ritorno dei classici sul grande schermo celebra film mitici, con proiezioni evento che, in molti casi, rappresentano vere adunate di fan come fossero riti collettivi.
Succede ad esempio sistematicamente per “Harry Potter” che, di tanto in tanto, torna sul grande schermo per date simboliche da festeggiare, ad esempio quella del prossimo 25 agosto con il ritorno di “Harry Potter e il calice di fuoco” a distanza di 20 anni dall’uscita. Un franchise da miliardi di dollari che, quando riproposto al cinema, nonostante i numerosi passaggi in Tv e su piattaforme, continua a generare in Italia una media di 135 mila biglietti venduti.
Ecco allora che per i 50 anni dall’uscita, dall’1 al 3 settembre, torna su grande schermo “Lo squalo”, il capolavoro di Steven Spielberg, il primo blockbuster capostipite degli shark-movie e autentico manifesto della tensione cinematografica. Aldo Lemme (Direttore Distribuzione di Adler Entertainment) dichiara a proposito di “Jaws” che riporterà in sala: “Spero che ci siano dei giovani che andranno a vedere ‘Lo squalo’ al cinema esattamente come ci sono giovani che ascoltano i Led Zeppelin o i Beatles. Affinché ciò accada ci devono essere stati genitori o nonni che li abbiano introdotti a quei film e, nella fattispecie, gli abbiano raccontato che “Lo squalo” terrorizzò una generazione. E che vederlo sulla piattaforma non è la stessa cosa rispetto alla sala”.
Ed ora segnatevi bene le date perché sono tutti film che, eccetto sporadici casi, non saranno programmati più di qualche giorno per non togliere spazio alla programmazione tradizionale (le date sono spesso soggette a variazioni, si consiglia di controllare sui siti ufficiali delle case di distribuzione o dei circuiti cinematografici). Dall’11 settembre torna il capolavoro diretto da Stanley Kubrick, con Malcolm McDowell a capo di una banda di ultraviolenza, “Arancia meccanica”, film manifesto del 1971 di genere drammatico che rifletteva i grandi conflitti del mondo, da quelli in Sud America, al Vietnam fino all’Europa. Una pellicola di Kubrick per antonomasia, ricca di riferimenti ad un cinema d’autore personalissimo e pure universale.
Pochi giorni dopo, il 15 settembre, sarà la volta di “Velluto blu” (1986) thriller di grande atmosfera diretto da un maestro come David Lynch, con Isabella Rossellini, Kyle MacLachlan e Dennis Hopper, tra i titoli più importanti della filmografia del geniale regista scomparso nel gennaio di quest’anno.
Il 25 settembre si celebreranno invece Freddie Mercury e i Queen con “Queen Rock Montreal”, titolo del 2015 diretto da Saul Swimmer, su uno dei live storici della band britannica, quello del 1981 a Montreal appunto, un documentario musicale che farà cantare gli spettatori, con brani come “Bohemian Rhapsody”, “Somebody To Love”, “Under Pressure”, “Another One Bites The Dust” e molti altri.
Ad ottobre ecco una serie di titoli davvero cult: innanzitutto due che hanno segnato gli anni 80 e l’immaginario di intere generazioni successive: il 6-7-8 ottobre “Top Gun” di Tony Scott con Tom Cruise nei panni del leggendario Maverick e, il 21, “Ritorno al Futuro” di Robert Zemeckis con Michael J. Fox. Quest’ultimo un vero e proprio evento globale che richiama, ogni anno, fan da tutto il mondo con incontri con gli attori del film.
E gli italiani? Siamo un po’ timidi a riguardo, non si hanno notizie di re-release di pellicole memorabili dirette da Scola, Fellini, Monicelli, Pasolini, De Sica, Rosi e Germi, al di là di rassegne e retrospettive locali che – per fortuna – non mancano mai. Ma, a livello di distribuzione nazionale, gli aventi diritto di pellicole nostrane che hanno fatto dell’Italia una potenza cinematografica mondiale, poca o nessuna traccia. Per fortuna, invece, torna su grande schermo “Non essere cattivo” per il 10° anniversario, terzo e ultimo film di Claudio Caligari (finito in post produzione da Valerio Mastandrea) che ebbe il merito, tra le altre cose, di consacrare due attori straordinari come Luca Marinelli e Alessandro Borghi (uscirà il 27 ottobre).
Il 30 e 31 ottobre, come ormai da tradizione, ecco per Halloween “Frankenstein Junior” un rito collettivo che si ripete e che coinvolge 50 mila persone ogni volta per quello che è diventato un must intergenerazionale. Dal 17 al 19 novembre si potrà vedere o rivedere “Quei bravi ragazzi” che compie 35 anni, diretto da Martin Scorsese con Joe Pesci, Ray Liotta e Robert De Niro; mentre una vera e propria hit, tanto da andarsi a prendere addirittura una settimana di programmazione (dal 4 al 10 dicembre) al cospetto di piccole uscite evento, riguarda l’eccellente e simpaticissimo comedy-family “Mamma ho perso l’aereo” che darà ufficialmente il via alle “feste di Natale”. Vero e proprio cult, accompagnato dall’inconfondibile colonna sonora di John Williams, narra le simpatiche avventure della famiglia McCallister capitanata da quella faccia di lenza di Kevin (il bimbo prodigio Macaulay Culkin poi caduto in disgrazia e soppiantato dal ben più famoso fratello, Kieran Culkin). È il film più visto del periodo delle feste, in lineare sistematicamente programmato su Italia Uno insieme a “Una poltrona per due”, sulle piattaforme titolo di punta di Disney+ e Netflix.
Prossimamente arriveranno anche “Underground” di Emir Kusturica; “La vie en rose” di Olivier Dahan; “Idioti” e “Antichrist” di Lars Von Trier, “Inception” (per il 15° anniversario) diretto da Christopher Nolan e molti altri.
Conclude Andrea Roselli: “L’importante è sempre presentare qualcosa che sia percepito come speciale e non come ordinario: bisogna proporre grandi classici o i franchise più importanti. Al di là dell’aspetto commerciale, questi film rinnovano il rapporto dei fan con i franchise ma anche quello con la sala in generale”. Insomma contribuiscono a ribadire la differenza dell’esperienza di visione sul grande schermo rispetto a quella domestica da salotto.

