Tennis e padel in Italia: un’industria da 8 miliardi tra sport e business

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Il tennis in Italia registra una crescita senza precedenti: aumentano gli appassionati con un impatto economico di miliardi di euro.

Tutti pazzi per il tennis, ma non è solo la Sinner-mania. Stiamo assistendo ad una rivoluzione nei consumi sportivi che va al di là delle straordinarie performance del numero uno del mondo. Sociologicamente un cambiamento copernicano in pochi anni trainato dalla leva (anche emotiva) dei nostri grandi campioni, diventati idoli per i più piccoli e riferimento per tutti. Il calcio d’altronde sta perdendo sempre più la centralità che aveva, mentre il tennis prende sempre più spazio anche nella fruizione televisiva, nelle scelte dei ragazzi, nello sviluppo dell’intero movimento che calamita appassionati come non era mai avvenuto. Merito della Fitp, la federazione che ha inglobato anche il padel, testimonial di un’analoga crescita di utenti, su un segmento più popolare grazie anche ad una soglia tecnica di accesso alla portata di molti.

Siamo così di fronte ad un’industria (compreso il padel) capace di fatturare 8,1 mld con l’indotto, lo ha appena messo nero su bianco la società di consulenza strategica Boston Consulting. Un’industria capace di coinvolgere 18,1 milioni di appassionati e 6,5 milioni di praticanti, che registra una tendenza in crescita costante. Oltre 57.500 i posti creati, con un impatto positivo sul reddito delle famiglie pari a 1,5 mld. Negli ultimi cinque anni in Italia la quota di giocatrici donne è cresciuta dal 28 al 38%, mentre i circoli sono saliti da 3.247 a 5.700 e i campi da 10.150 a 12.500. L’industria del tennis vale ora quanto una Finanziaria. E restituisce allo Stato molto più di quanto riceva. Nel 2023 ha versato tributi e oneri per 1,2 mld di euro avvicinandosi a sua maestà il calcio che ha più appassionati (21,9 milioni) e praticanti (7,9).

Si è innestato dunque un circolo virtuoso che permette alla Federazione di sfruttare i tornei come veicoli promozionali e come macchine da soldi. Tra il 2021 e il 2023 i bilanci federali hanno infatti generato 33 mln di profitti. Soldi reinvestiti per sviluppare l’intero movimento e portare il tennis nelle scuole (400mila bambini coinvolti nel programma delle Racchette a scuola). Anche gli Internazionali d’Italia sono stati rilanciati e assurgono quasi al rango di un torneo Slam. La Fitp si è assicurata le fasi finali della Coppa Davis fino al 2027 e la conferma delle Atp Finals fino al 2030 anche se il nuovo progetto del Governo di assistere la Federazione nella gestione delle Finals sta creando più di qualche mal di pancia ai vertici del circuito Atp. Si vedrà.

Il torneo ospitato a Torino, comunque, è diventato un caso scuola. L’ultima edizione, quella vinta da Sinner, ha fatto registrare 210mila presenze nonostante i prezzi dei biglietti tutt’altro che favorevoli con un’impennata del 33%. Questo ha portato ad un indotto da oltre mezzo miliardo di euro creato e lasciato sul territorio. Il governo ha garantito i fondi per convincere l’Atp ad arrivare almeno fino al 2030, se solo a Torino o anche a Milano sarà materia di dibattito politico e sportivo successivo alle Olimpiadi invernale del 2026. L’impatto economico è schizzato di cinque volte in cinque anni.

Il 2024 è stato l’anno del boom del tennis in tv. Tra Sky e SuperTennis la copertura è stata sull’intero anno, con finestre pay su Eurosport e free sulla Rai. Sky trasmette più di 100 tornei, in virtù dell’accordo quinquennale con l’Atp e la Wta. L’esplosione dell’interesse per Sinner, Musetti, Cobolli e Berrettini ha contribuito a limitare i danni per la perdita parziale dei diritti della Serie A: nel nostro Paese sono 4,2 milioni gli abbonati di Sky, e una bella fetta segue il tennis, coperto dall’emittente di Comcast. Gli ascolti nelle 24 ore dei due canali dedicati al tennis, appunto quello di Sky e quello della Fitp, cioè Supertennis, sono schizzati del 41% negli ultimi due anni, mentre lo share cumulato è andato su addirittura del 55%.

Gli stessi circoli si sono aperti alle comunità. E col Covid le prenotazioni dei campi avvengono ormai online. Il fenomeno Playtomic, app specializzata negli sport di racchetta, sta lì a testimoniarlo. La sua banca dati è utile: Playtomic ha firmato convenzioni con il 40-50% dei centri sportivi. Le prenotazioni avvenute tramite l’app sono passate dalle 290mila del 2022 alle 373mila del 2024. La parabola positiva abbraccia l’ultimo decennio, prima con la migrazione dal calcio a 5 al padel, e poi con il passaggio di diversi appassionati dal padel al tennis. Il balzo si è verificato durante il Covid, quando queste discipline erano esentate dai divieti perché non rientranti tra gli sport di contatto. In Italia, poi, ci sono 2mila scuole tennis. Ci lavorano 13mila tecnici (erano meno di 2mila all’inizio degli anni Duemila). L’incremento medio degli iscritti, a livello nazionale, è di un solido 20%. La voglia di imparare a giocare a tennis è confermata dal web: sul portale Letuelezioni le richieste di lezioni private hanno registrato quest’anno un’impennata del 149% rispetto al 2023.

E poi le attrezzature: nel 2024 sono state ordinate 200mila racchette da tennis per un controvalore di 22 mln di euro, 8,6 milioni di palline per 11,5 mln e 900mila incordature per 4,5 mln. I produttori di articoli sportivi individuano nel Covid un momento simbolico di svolta. La vitalità è testimoniata anche dall’allargamento del principale appuntamento fieristico del padel a tutti gli sport di racchetta: Racquet Trend si svolge a marzo negli spazi espositivi di Fiera Milano a Rho, con 200 espositori. Un record.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di settembre 2025 (numero 7, anno 8)

 

Poste Italiane Dic 25

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