L’anno zero dell’edilizia privata coincide con l’entrata in vigore della legge numero 765 del 1° settembre 1967, la cosiddetta Legge Ponte, che ha introdotto controlli più severi nei settori dell’urbanistica e dell’edilizia. Gli abusi risalenti a prima di questa data potrebbero essere regolarizzati. È uno dei punti contenuti nella bozza di disegno di legge delega di riforma del Testo Unico dell’edilizia che da diversi mesi è allo studio del ministero delle Infrastrutture e che sono stati anticipati dal ‘Sole 24 Ore’.
La proposta, anticipata a giugno dal ministro Matteo Salvini durante un incontro del Tavolo Casa, toccherà anche gli ambiti della rigenerazione urbana e dei procedimenti amministrativi da adottare per le operazioni di demolizione con costruzione.
Il riordino dei titoli edilizi e le modalità di semplificazione
Uno dei punti forti di questa riforma, che dovrebbe essere approfondito anche in un successivo decreto delegato, è legato alla revisione del Dpr numero 380 del 2001, il Testo unico dell’edilizia appunto, la norma fondamentale in materia. Una normativa che, negli anni, è stata soggetta a molteplici interventi correttivi ma sulla quale aziende e professionisti continuano a chiedere una riforma più organica.
L’obiettivo è quindi evitare le ambiguità che hanno generato incertezza nell’applicazione del Testo unico andando a semplificare i diversi regimi amministrativi attraverso autocertificazioni, asseverazioni di professionisti e meccanismi di silenzio-assenso. Saranno individuate anche le categorie di intervento edilizio soggette a Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila) e a Segnalazione certificata di inizio attività (Scia).
Per ciascun titolo verranno definite a monte “le condizioni e i termini per il rilascio, promuovendo la certezza dei tempi di conclusione di ciascun procedimento”. Fuori da questo provvedimento, inoltre, si prevede l’aggiornamento del regime dell’edilizia libera che non necessita di permessi o comunicazioni. Rientreranno nell’elenco tutti gli interventi edilizi privi di significativa rilevanza edilizia.
Altri passaggi importanti sulla semplificazione riguardano il diritto dei cittadini di non essere destinatari di richieste di documenti, informazioni e dati già in possesso della pubblica amministrazione ai fini del rilascio dei titoli edilizi, questo in ottemperanza alla legge 240 del 1991, la principale fonte normativa in materia di procedimento amministrativo.
Saranno migliorate le forme di coordinamento tra le diverse amministrazioni per il rilascio dei titoli e tramite il potenziamento del meccanismo di silenzio-assenso e del silenzio-devolutivo, due delle più diffuse forme di semplificazione amministrativa, saranno ridotti i tempi per il rilascio dei titoli. La seconda, in particolare, trasferisce la competenza a un’altra amministrazione nel caso l’inadempienza di quella originariamente prevista per il suo assolvimento superi i tempi entro i quali il procedimento previsto dovrebbe concludersi, secondo quanto disposto dalla legge.
Digitalizzazione
Su questo ambito, l’obiettivo principale è quello di migliorare l’interoperabilità delle banche dati della pubblica amministrazione. Oggi gli archivi in possesso di diverse amministrazioni faticano a interagire, anche se riguardano la storia di uno stesso immobile.
Si punta, in particolare, alla tanto agognata realizzazione di un’anagrafe e di un fascicolo digitale delle costruzioni che permetterà di risalire in modo più semplice alla storia di un immobile, ripercorrendo i diversi interventi di cui è stato oggetto.
Le sanatorie
In questo senso, si intende proseguire sulla rotta tracciata dal Decreto legge numero 69 del 2024, il cosiddetto ‘Salva casa‘.
Si cercherà, innanzitutto, di definire in maniera esaustiva le varie tipologie di difformità edilizia per prevenire eventuali incertezze interpretative.
Inoltre, la bozza di riforma vorrebbe superare e ridefinire il principio di doppia conformità che permetterebbe di sanare gli abusi compiuti prima della Legge Ponte. La doppia conformità riguarda quelle sanatorie che per essere ottenute richiedono il rispetto delle regole edilizie e urbanistiche sia dal punto di vista del tempo di realizzazione dell’opera che di presentazione della relativa domanda.
