Dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump del raggiungimento dell’accordo in Medio Oriente tra i negoziatori di Israele e di Hamas, il Governo di Benjamin Netanyahu ha approvato l’intesa nella notte, dando formalmente il via al cessate il fuoco.
Secondo la prima fase del piano su cui è stata raggiunta un’intesa, l’Idf si ritirerà dai centri principali dalla Striscia di Gaza, mentre il rilascio degli ostaggi israeliani (in uno scambio con i prigionieri palestinesi) è previsto nei prossimi giorni.
La maggior parte dei leader mondiali ha celebrato l’accordo.
La regia di Donald Trump
La regia dello stesso Trump viene considerata un successo, nell’ambito di un’intesa che è stata mediata anche da Qatar, Turchia ed Egitto.
Il cessate il fuoco a Gaza è formalmente iniziato solo dopo l’approvazione del Governo israeliano, anche se si segnalano ancora raid. Si prevede l’inizio di una prima fase del ritiro delle truppe israeliane (la linea concordata è al di fuori dei principali centri abitati della Striscia) entro le 24 ore successive l’approvazione. I preparativi sarebbero iniziati già prima, in attesa dell’ok del Governo. L’esercito sarà in controllo di più della metà del territorio della Striscia, dopo la fase 1.
Hamas intanto dovrà rilasciare gli ostaggi (20 dovrebbero essere ancora vivi) entro 72 ore. Dopo dovrebbe iniziare la liberazione di quasi 2.000 prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane.
Nei prossimi giorni è possibile che lo stesso Donald Trump si rechi in Israele o in Egitto, mentre il suo inviato speciale, Steve Witkoff, ha partecipato insieme a Jared Kushner, genero di Trump, a una delle riunioni del Governo israeliano.
Gli Stati Uniti si sarebbero impegnati a inviare 200 soldati in Israele – che si uniranno a una task force internazionale – per monitorare il cessate il fuoco.

