Daniele Zanini, Ready2Meet: Lead Generation B2B tra innovazione e approccio “chirurgico” nella targhettizzazione

La lead generation B2B è in rapida evoluzione, spinto dalla crescente concorrenza e dall’aumento dei costi pubblicitari. Le tradizionali campagne su Meta e Google stanno infatti mostrando limiti in termini di costo e qualità dei contatti acquisiti, spingendo le aziende verso strategie più raffinate e mirate. Secondo il Digital 2025 Report di DataReportal, il 63% delle imprese ha incrementato i budget digitali, con una spesa pubblicitaria globale che oltrepassa i 790 miliardi di dollari, corrispondenti al 73% degli investimenti totali nel settore. Tuttavia, i risultati non si rivelano sempre soddisfacenti: i lead raccolti tramite i canali classici risultano più costosi e meno profilati.

Un’indagine di WordStream su oltre 17mila campagne evidenzia differenze rilevanti nel costo per acquisizione in base a settore e piattaforma. Nel B2B, dati Metadata.io mostrano che ogni lead qualificato su Facebook arriva a costare mediamente 102 dollari, mentre in settori ad alta competitività come cybersecurity e finanza il costo supera spesso i 1.000 dollari per singolo contatto. Nonostante questo scenario, la lead generation rimane una strategia chiave, con il 28% delle aziende che destinano più del 60% del budget digitale a questa attività, come riportato da Exploding Topics.

“Quanto stiamo osservando in Italia riflette quanto già avvenuto negli Stati Uniti prima della pandemia”, commenta Daniele Zanini, fondatore di “Ready2Meet”. L’aumento dei costi pubblicitari rende le campagne meno sostenibili, conferma Claudia Bellini, cofondatrice della stessa realtà: “Se prima con 100 euro ottenevo 50 lead qualificati, oggi devo investire il 30-40% in più per lo stesso risultato”. La sfida è capire se proseguire su questa strada o diversificare, costruendo canali di acquisizione indipendenti dai giganti del digital advertising.

La risposta degli esperti è un approccio “chirurgico” alla lead generation, che integra un marketing outbound multicanale basato su analisi dati avanzate e lead iper-personalizzati. Questa strategia si avvale di software specializzati e intelligenza artificiale per intercettare segnali concreti di interesse, come annunci di lavoro, investimenti in CRM o ricerche attive di soluzioni. “Non aspettiamo più che siano i clienti a trovarci, li raggiungiamo con precisione”, spiega Zanini. Le aziende vengono segmentate in base al livello di interesse: chi cerca attivamente (3% del mercato), chi potrebbe valutare il servizio e chi non è ancora coinvolto. Questo consente di costruire messaggi e touchpoint differenziati (email, LinkedIn, attività offline) per instaurare fiducia con i decision maker e ridurre dispersioni.

Gartner prevede che entro il 2025 l’80% delle interazioni B2B avverrà attraverso canali digitali, sottolineando il ruolo cruciale dei dati come leva strategica rispetto alla pubblicità tradizionale. Zanini nota l’ironia della situazione: “Stiamo tornando a un approccio outboundche ricorda il porta a porta, ma con strumenti tecnologici innovativi. Non si inviano più mail generiche, ma comunicazioni calibrate sul singolo contatto e sulla sua fase decisionale”. L’adozione di queste strategie multicanale data-driven potrebbe offrire un’alternativa concreta ai costi elevati degli investimenti pubblicitari attuali. Le previsioni per il 2024-2025 indicano infatti che il 10% in più di aziende sceglierà di diversificare le proprie strategie di lead generation, puntando su soluzioni sostenibili e orientate al ritorno economico a lungo termine.

Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.