Euro digitale, la Bce passa alla fase 2 e pubblica i costi: 1,3 mld di euro

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Lo ha detto la stessa Christine Lagarde a Palazzo Vecchio al termine della prima giornata di Consiglio direttivo Bce, tenuta eccezionalmente a Firenze, parlando delle sfide che affronta oggi l’Europa: “Abbiamo raggiunto un punto dove i vecchi metodi non possono più portarci lontano”. Alla luce dell’annuncio arrivato oggi da Firenze, questo significa anche cambiare i sistemi di pagamento: per questo la Bce procede con la seconda fase del progetto sull’euro digitale, che servirà a prepararsi per la prima emissione.

La Bce ha anche pubblicato per la prima volta la stima sul costo totale per lo sviluppo e il funzionamento dell’euro digitale, che “dipenderà dal suo design finale e dai servizi associati”. Sulla base del lavoro svolto durante la fase di preparazione, i costi complessivi di sviluppo – comprendenti componenti interne ed esterne – sono stimati intorno a 1,3 miliardi di euro fino alla prima emissione prevista nel 2029. I costi operativi annuali successivi sono stimati a circa 320 milioni di euro all’anno. Questi saranno i costi sostenuti dall’Eurosistema. Avviene già così per la produzione e l’emissione delle banconote in euro, che – come l’euro digitale – rappresentano un bene pubblico.

Al conteggio vanno sommati i costi che sosterranno le banche per i servizi legati all’euro digitale: tra i 4 e i 6 mld di euro, stimati da Bce su dati forniti dagli istituti.

Si definisce inoltre un aspetto importante riguardante la tecnologia che sottende il funzionamento dell’euro digitale: a quanto si apprende viene escluso l’utilizzo di Blockchain, con la nuova moneta che funzionerà su Centralized ledger.

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Le prossime tappe

L’annuncio era abbastanza scontato, ma comunque fondamentale: se la legislazione europea sull’euro digitale sarà approvata nel corso del 2026, un progetto pilota potrà iniziare nel 2027 e l’Eurosistema dovrebbe essere pronto per una possibile prima emissione dell’euro digitale nel 2029.

La fase di preparazione, avviata nel novembre 2023 e con scadenza proprio a fine ottobre, si è conclusa con successo, secondo la Bce. Nella prossima, mentre le aziende selezionate per realizzare i servizi legati all’euro digitale (come app e Open finance, su cui lavoreranno Fabrick e Almaviva) la Bce si occuperà della configurazione iniziale del sistema e delle attività pilota. Verranno coinvolti fornitori di servizi di pagamento, commercianti e consumatori per finalizzare il regolamento operativo, condurre ricerche sugli utenti e testare il sistema, mentre si continuerò a fornire contributi tecnici ai co-legislatori dell’Ue e supportare il processo legislativo.

“La decisione del Consiglio direttivo è in linea con la richiesta dei leader europei di accelerare i progressi sul progetto, come indicato nel Vertice dell’Euro dell’ottobre 2025. Un euro digitale preserverà la libertà di scelta e la privacy dei cittadini europei, proteggendo al contempo la sovranità monetaria e la sicurezza economica del continente. Promuoverà l’innovazione nei pagamenti e contribuirà a rendere i pagamenti europei più competitivi, resilienti e inclusivi.

L’Eurosistema procederà in modo flessibile, rispondendo all’invito dei leader dell’area euro a essere pronto per un’eventuale emissione dell’euro digitale il prima possibile, pur riconoscendo che il processo legislativo non è ancora concluso”, scrive la Bce.

Le parole di Lagarde sull’euro digitale

La decisione finale della Bce sull’emissione dell’euro digitale sarà presa solo dopo l’adozione della legislazione. Se i co-legislatori europei approveranno il regolamento per l’istituzione dell’euro digitale nel corso del 2026, le prime transazioni nell’ambito del ‘pilota’ della Bce potrebbero iniziare a metà 2027. Viene confermato l’intero Eurosistema dovrebbe quindi essere pronto per una possibile prima emissione nel 2029.

“L’euro, la nostra moneta comune, è un simbolo di fiducia e di unità europea” ha dichiarato la presidente della Bce Lagarde. “Stiamo lavorando per rendere la sua forma più tangibile – il contante – adatta al futuro, ridisegnando e modernizzando le banconote e preparando l’emissione del contante digitale”.

Nessuno tocchi i contanti

Nonostante la necessità di svecchiare i sistemi di pagamento e dare all’Europa autonomia anche in un settore dominato dai grandi player Usa come Visa e Mastercard, la Bce ci tiene a rimarcare che il contante non è in pericolo, anche se il suo uso diminuisce rispetto alle transazioni digitali.

“La necessità di un mezzo di pagamento pubblico digitale – complementare al contante – è diventata sempre più urgente”, scrive la Bce. “L’euro digitale affiancherà il contante, portando i suoi vantaggi – semplicità, privacy, affidabilità e disponibilità in tutta l’area euro – anche nei pagamenti digitali. Parallelamente al regolamento sull’euro digitale, la Bce sostiene la proposta della Commissione europea di rafforzare il diritto a pagare in contanti”.

“Non si tratta solo di un progetto tecnico, ma di uno sforzo collettivo per rendere il sistema monetario europeo a prova di futuro” ha affermato Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Bce e presidente della task force di alto livello sull’euro digitale. “Un euro digitale garantirà che le persone possano continuare a beneficiare dei vantaggi del contante anche nell’era digitale. In questo modo, rafforzerà la resilienza del panorama dei pagamenti in Europa, ridurrà i costi per i commercianti e creerà una piattaforma per le imprese private per innovare, crescere e competere”.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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