AI e lavoro: l’ondata di licenziamenti è solo all’inizio

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Mentre l’ultima ondata di licenziamenti legati all’intelligenza artificiale ha messo in allarme chi cerca lavoro – e persino la Federal Reserve – un nuovo sondaggio di Goldman Sachs suggerisce che il vero tracollo occupazionale dovuto all’AI deve ancora arrivare.

Il rapporto, che ha coinvolto oltre 100 banchieri d’investimento di Goldman Sachs, ha rilevato che solo l’11% dei loro clienti, appartenenti a settori come tecnologia, industria e finanza, sta effettivamente riducendo il personale a causa dell’intelligenza artificiale. Al contrario, il 47% dei banchieri ha riferito che i propri clienti stanno utilizzando l’AI soprattutto per aumentare la produttività e i ricavi, mentre solo un quinto la impiega principalmente per ridurre i costi.

“Finora l’uso dell’intelligenza artificiale è stato più orientato all’aumento della produttività e dei ricavi che alla riduzione dei costi”, hanno scritto gli analisti guidati da Jan Hatzius, capo economista di Goldman Sachs e responsabile della ricerca globale sugli investimenti.

C’è però un’eccezione significativa: una percentuale molto più alta (31%) di aziende dei settori tecnologico, dei media e delle comunicazioni sta licenziando personale a causa dell’AI. Un dato che riflette la serie di licenziamenti di massa condotti da grandi società tecnologiche negli ultimi mesi.

Amazon, all’inizio di questa settimana, è stata l’ultima a muoversi in questa direzione, annunciando il taglio di 14.000 manager intermedi mentre l’azienda si prepara a un nuovo scenario dominato dall’intelligenza artificiale e da una forza lavoro più “snella”. Altre aziende come Salesforce e la società di consulenza tecnologica Accenture hanno contribuito, insieme, a decine di migliaia di licenziamenti legati all’AI negli ultimi mesi. Titoli così preoccupanti che il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha dichiarato che la banca centrale sta monitorando attentamente la situazione.

Sebbene le aziende al momento non stiano riducendo in modo massiccio il personale, i banchieri ritengono che nei prossimi anni i licenziamenti possano aumentare. Nel corso del prossimo anno, i banchieri prevedono una riduzione generale del personale del 4% tra i propri clienti; ma nei prossimi tre anni, tali riduzioni potrebbero arrivare fino all’11%.

Il settore che potrebbe subire i maggiori tagli è quello finanziario, dove i banchieri prevedono una diminuzione complessiva del personale del 14% nei prossimi tre anni. La tecnologia, pur essendo tra le più rapide ad adottare l’AI, potrebbe registrare un calo leggermente inferiore, pari al 10%.

“Il rapido aumento previsto nell’adozione dell’intelligenza artificiale e nelle riduzioni di organico nei prossimi tre anni evidenzia come gli effetti dell’AI sul mercato del lavoro statunitense potrebbero manifestarsi prima del previsto”, hanno concluso gli analisti di Goldman Sachs.

L’articolo originale è su Fortune.com

FOTO: skynesher – Getty Images

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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