Il fenomeno del turismo dentale verso destinazioni come Albania e Croazia, che per anni ha rappresentato una sfida per il mercato odontoiatrico italiano, sta vivendo un progressivo rallentamento. Nonostante il costo più elevato delle cure in Italia, il settore mostra segnali di crescita: nel 2023 le vendite di impianti dentali sono aumentate del 5% rispetto all’anno precedente. Una tendenza che riflette la capacità del mercato italiano di rispondere alla concorrenza estera non solo con la qualità clinica, ma anche con nuovi modelli imprenditoriali, capaci di offrire servizi efficienti e competitivi senza comprometterne l’eccellenza.
Un esempio emblematico di questa evoluzione è rappresentato da Piero Lazzari, odontoiatra specializzato in implantologia, che ha applicato alla professione un approccio manageriale innovativo. “Ho rilevato il mio primo studio a Milano, in zona Lambrate, e in pochi anni è cresciuto quasi otto volte. Il secondo, a Monza, è partito con la metà dell’investimento ma oggi fattura più del primo. Il terzo, a Varedo, acquisito circa un anno fa, ha raggiunto lo stesso livello di fatturato”, racconta Lazzari. “Il segreto di questi risultati sta nella sinergia del team. Ho la fortuna di lavorare con persone di grande valore: segreteria, personale ASO, amministrazione, collaboratori e laboratorio odontotecnico contribuiscono con le loro competenze al raggiungimento dei nostri obiettivi.”
La chiave del successo di Lazzari è una visione imprenditoriale applicata alla medicina, una combinazione ancora poco diffusa in Italia. “La difficoltà più grande è crescere mantenendo alta la qualità delle cure. Ma ci sono tantissime opportunità ancora inesplorate nel nostro settore”, spiega. Il contesto internazionale conferma questo trend: il mercato globale dei dispositivi medici ha raggiunto nel 2023 un valore di 107 miliardi di dollari, mentre quello degli impianti dentali passerà dai 5,2 miliardi del 2025 ai 9,6 miliardi nel 2034, con un CAGR del 6,9%. In Italia, la produzione delle industrie del settore dentale è aumentata del 31% rispetto al 2019 e del 2% rispetto al 2022, segno di un comparto resiliente e in evoluzione.
“Nel nostro Paese garantiamo cure mediche di livello altissimo, e questo è il nostro vantaggio competitivo”, sottolinea Lazzari. “Quando un paziente si affida a noi, mette nelle nostre mani la propria fiducia. Spesso arrivano persone che hanno vissuto esperienze negative o che hanno paura, e il nostro compito è restituire loro serenità.”
Un aspetto distintivo del modello sviluppato da Lazzari è la gestione distribuita su più sedi, mantenendo standard qualitativi costanti. “Mi occupo principalmente delle prime visite e degli interventi di implantologia, mentre ho collaboratori esperti che gestiscono le altre prestazioni.” Questo sistema consente di garantire uniformità, efficienza e qualità su tutta la rete di studi.
“Ci occupiamo di casi complessi e di riabilitazioni totali, offrendo percorsi personalizzati per chi ha perso i denti o soffre di gravi forme di parodontite. Lavoriamo sulla gestione della paura, del dolore e sull’estetica del sorriso. Il nostro motto è: Smuovere un’emozione, regalando un sorriso,” spiega Lazzari. “Quando un paziente si guarda allo specchio dopo il trattamento e sorride, è un momento che spesso commuove. C’è chi piange, chi ride, chi rimane senza parole: il nostro obiettivo è proprio questo, restituire emozioni positive attraverso un sorriso ritrovato.”
Il fenomeno dei dentisti imprenditori è in crescita, anche se rappresenta ancora una nicchia del mercato. Nel 2023, le società gestivano circa il 2,4% degli studi odontoiatrici italiani, generando l’8% del fatturato complessivo, pari a 9 miliardi di euro. Dati ancora contenuti, ma in aumento costante.
Nonostante il dinamismo del settore, restano alcune sfide aperte. Gli iscritti all’Albo degli odontoiatri sono aumentati nel 2023 di sole 433 unità, pari a un incremento dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Un dato che evidenzia la lentezza del ricambio generazionale, ma anche la possibilità di crescita per i modelli organizzativi strutturati. “Nel 2025 amplieremo la sede di Monza per rispondere alla crescente domanda. Il nostro percorso futuro è già definito: ambizioso e impegnativo, ma sono pronto a realizzarlo”, afferma Lazzari.
Scalare un’attività odontoiatrica mantenendo alta la qualità è tutt’altro che semplice. “A differenza di altri settori, qui non basta imparare un metodo. Un odontoiatra deve possedere competenza tecnica, esperienza, precisione manuale ed empatia. Il rapporto medico-paziente è fondamentale per il successo delle cure. Ecco perché ampliare la struttura senza compromettere la qualità è la sfida più grande”, spiega Lazzari.
Il mercato odontoiatrico italiano dimostra dunque di poter competere con le cliniche estere low cost, puntando su innovazione, organizzazione e fiducia. La crescita di studi gestiti con una mentalità imprenditoriale segna una nuova fase per il settore: un modello che coniuga efficienza e umanità, capace di offrire ai pazienti italiani soluzioni di qualità senza dover oltrepassare i confini.

