Alessandro Moggi, Executive president del World legends padel tour (Wlpt), illustra la crescita del circuito che fonde il padel con ex campioni di fama mondialecome Totti e Toni. Le chiavi: l’innovazione, la partnership con EA7/Armani e l’anticipo dei trend, contro la stasi del calcio italiano.
Il padel sta vivendo una crescita globale senza precedenti, e nel panorama internazionale spicca il World legends padel tour, il circuito che unisce ex campioni di sport diversi in sfide spettacolari e ad altissimo livello. A guidare questa rivoluzione è Alessandro Moggi, presidente di Gea World ed Executive president di Wlpt, che con la sua esperienza nel calcio ha trasformato un’intuizione in un format internazionale riconosciuto e seguito dai media. In occasione della tappa americana di New York lo abbiamo intervistato, facendoci raccontare le origini del Wlpt, le scelte strategiche e le prospettive future di un torneo che non è solo uno spettacolo, ma un modello di innovazione sportiva.
Alessandro, qual è stata l’ispirazione alla base del World legends padel tour?
Mi sento di dire che le due realtà – da una parte il mondo delle leggende sportive e dall’altra quello del padel, anche come fenomeno sociale – erano destinate a venirsi incontro in maniera naturale. Era solo una questione di tempo.
Noi di Gea World ci siamo trovati al posto giusto nel momento giusto, non per caso ma per bravura, il resto l’hanno fatto la credibilità che abbiamo costruito negli anni e la nostra rete di relazioni con molti fra i più grandi sportivi degli ultimi anni, in particolare calciatori. Siamo molto attenti all’evoluzione di tutti i mercati, non solo di quello del calcio, e ai bisogni, se così si possono chiamare, delle Legends dello sport una volta che la loro carriera è finita.
Il padel a livello internazionale è in crescita costante, tanto che potrebbe entrare a breve nei programmi delle Olimpiadi; gli ex grandi sportivi hanno voglia, spesso bisogno, di riempire il loro tempo libero con attività di altissimo livello che li faccia divertire, li tenga in forma, ne alleni la competitività. Abbiamo messo insieme tutte queste cose, ecco come è nato World legends padel tour.
Quali elementi innovativi avete introdotto per rendere il Wlpt riconoscibile, spettacolare e coinvolgente sia per il pubblico sia per i media?
Intanto, ci siamo basati su una costante direi poco innovativa, però sicura, da ricercare negli elevatissimi standard su cui poggia il nostro circuito, nato nel 2024 e quest’anno giunto alla seconda edizione. Volevamo essere i migliori e, senza falsa modestia, direi che ci stiamo riuscendo.
Ad ogni tappa abbiamo con noi diversi campioni del mondo del calcio, ad esempio. Nella recente due giorni di New York hanno giocato, fra gli altri, Francesco Totti e Luca Toni, vincitori del Mondiale nel 2006 con l’Italia, Vincent Candela, campione del mondo con la Francia nel 1998 e Fernando Llorente, che ha trionfato con la Spagna in Sudafrica nel 2010. Quindi, la qualità – anche dei partecipanti – è l’elemento che mi sento di definire tradizionale. Poi, ci abbiamo aggiunto tutto il resto, a partire dalla bellezza delle città toccate dal circuito, come ad esempio Londra, Istanbul e New York che rappresentano le novità assolute del 2025.
Tutti i protagonisti del World legends padel tour hanno un livello di gioco altissimo, alcuni di loro potrebbero addirittura diventare professionisti del padel, se lo volessero: con noi sanno che non si vengono ad esibire, ma sono chiamati a disputare un torneo vero, intenso. Si vedono sfide all’ultimo punto, e questo non solo piace a loro, ma anche al pubblico e ai media, che ci stanno seguendo con grande entusiasmo, anche a livello internazionale.
Qual è il valore aggiunto di avere un partner come EA7/Armani e in che modo questa collaborazione influenza il posizionamento del torneo a livello internazionale?
Cercavamo solo il meglio, e la partnership con EA7/Armani va esattamente in questa direzione. Sono subito stati entusiasti del progetto che abbiamo proposto loro, come noi orgogliosi del privilegio di poter abbinare il nostro circuito al loro nome. EA7/Armani non è solo uno sponsor fondamentale per la buona riuscita di ogni tappa, ma anche un compagno di viaggio straordinario.
Con loro ci sentiamo in famiglia e, se posso aggiungere un pensiero personale, uno dei momenti più intensi di tutta la stagione è stato il minuto di silenzio in memoria di Giorgio Armani, durante la tappa di Amsterdam.
Come vedi oggi il sistema calcio in Italia – in termini di governance e attrattività per investitori – e cosa può imparare da discipline emergenti come il padel?
Il padel è in continuo movimento, in evoluzione perenne, appena pensi di averne capito ogni dinamica, ne nasce una completamente nuova. Questo ti stimola, tiene alta la tua attenzione, ti spinge a correre alla stessa velocità, ad aggiornarti ed innovare.
Nel calcio, in particolare in Italia, il rischio è di adagiarsi troppo sul passato; ripetere “noi siamo sempre stati i migliori” potrebbe essere controproducente, spingerti nelle retrovie.
Si è i migliori solo quando si riesce ad essere al passo con i tempi o, come accaduto con World legends padel tour, quando i tempi riesci ad anticiparli. Così anticipi i concorrenti e crei le tendenze che poi altri vogliono copiare.
Il nuovo format di padel proposto non è solo un torneo, ma un palcoscenico dove le leggende dello sport si confrontano in sfide autentiche e spettacolari, capaci di emozionare il pubblico consumer, appassionato e internazionale, offrendo al tempo stesso momenti esclusivi per un target composto da ex atleti, manager, Vip e luxury brand.
Ogni tappa diventa un evento esperienziale a 360 gradi: le città iconiche che ospitano il circuito si trasformano in scenari di spettacolo e lifestyle, con contenuti mediatici di alto livello, ospitalità premium e momenti di networking che connettono campioni, influencer, investitori e noti marchi.
In questo contesto, lo sport diventa veicolo di esperienze memorabili: non si tratta solo di guardare grandi atleti in azione, ma di partecipare a un ecosistema di intrattenimento esclusivo che anticipa trend, valorizza la performance e crea nuove forme di engagement per appassionati e stakeholder.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di novembre 2025 (numero 9, anno 8)
