Il settore del credito al consumo in Italia presenta un ritardo tecnologico preoccupante che si riflette direttamente sui consumatori, costretti ad affrontare procedure obsolete e tempi di attesa sproporzionati. Mentre la media europea per l’erogazione di finanziamenti si attesta sui 7-10 giorni lavorativi, nel nostro Paese i tempi possono dilatarsi fino a 4-6 settimane, posizionando l’Italia tra i fanalini di coda per la digitalizzazione dei servizi finanziari. Il comparto della cessione del quinto risulta particolarmente penalizzato da questa situazione, con milioni di pensionati e lavoratori dipendenti che si trovano a dover navigare in un labirinto burocratico quando necessitano di liquidità immediata.
I costi operativi elevati derivanti da processi manuali e frammentati vengono inevitabilmente scaricati sui consumatori finali. In questo panorama critico emerge l’esperienza del Gruppo Santamaria S.p.A., con sede legale a Milano e operations a Catania, che rappresenta un caso isolato nel mercato nazionale. L’azienda detiene infatti il primato di essere l’unica società specializzata in cessione del quinto ad aver ottenuto l’associazione contemporanea ad Assofintech e Italia Fintech, due organismi che certificano l’eccellenza nell’innovazione finanziaria.
‘I nostri sistemi digitali accompagnano il cliente con trasparenza e continuità, sempre nel pieno rispetto delle normative vigenti e dei protocolli settoriali’, dichiara Agata Fichera, amministratrice delegata del gruppo. L’azienda ha investito nello sviluppo di una piattaforma proprietaria che sfrutta algoritmi sofisticati e automazione per snellire la gestione delle domande di finanziamento, abbattendo significativamente i tempi di attesa. L’innovazione tecnologica implementata non sostituisce il rapporto umano ma lo valorizza attraverso strumenti che automatizzano la raccolta della documentazione, offrono supporto nelle fasi iniziali e mantengono il cliente costantemente informato tramite canali immediati come WhatsApp.
‘La tecnologia deve rendere tutto più semplice, non più complicato. Per questo motivo diamo ai nostri clienti la libertà di scegliere tra un percorso digitale assistito o un incontro di persona’, aggiunge Fichera. Questa versatilità operativa risponde alle necessità di una clientela diversificata, che spazia dai giovani tecnologicamente preparati agli over 65 meno confidenti con i processi online. Il modello ibrido sviluppato dall’azienda siciliana dimostra la possibilità di unire innovazione e inclusività, garantendo al contempo elevati livelli di sicurezza informatica e protezione dei dati personali.
L’associazione ad Assofintech e Italia Fintech rappresenta per noi il riconoscimento del lavoro svolto e l’impegno a proseguire nell’innovazione responsabile’, conclude Fichera. Il caso Santamaria illustra come l’innovazione nel credito possa svilupparsi anche al di fuori dei tradizionali centri finanziari, attraverso investimenti mirati e una visione strategica lungimirante. La trasformazione digitale del settore appare ormai inarrestabile, alimentata dalle crescenti aspettative dei consumatori e dalla necessità di contenere i costi operativi. Le realtà che riusciranno ad anticipare questo cambiamento, mantenendo al centro la qualità del servizio e la sostenibilità economica per i clienti, potrebbero ridisegnare gli equilibri di un mercato storicamente caratterizzato da procedure tradizionali e tempistiche dilatate. ‘Il nostro traguardo è rendere accessibili prodotti articolati come la cessione del quinto, semplificando ogni fase senza mai trascurare le autentiche esigenze dei clienti’, sottolinea l’amministratrice delegata. Un approccio che potrebbe delineare il futuro di un settore che deve necessariamente modernizzarsi per mantenere la competitività nell’epoca digitale.

