Il patrimonio linguistico dialettale italiano sta attraversando una crisi senza precedenti che minaccia di cancellare secoli di tradizioni orali. I dati statistici ufficiali rivelano un declino drammatico: tra il 2012 e il 2015 la percentuale di italiani di età compresa tra 18 e 74 anni che utilizzava i dialetti è crollata dal 53,1% al 14,1%. Un fenomeno che si protrae da decenni, considerando che già dal 1988 al 2006 l’uso prevalente del dialetto in ambito familiare era sceso dal 32,0% al 16,0%.
L’Unesco ha classificato 29 idiomi regionali italiani come lingue minacciate di estinzione, evidenziando una perdita che va oltre il semplice vocabolario per toccare l’intera eredità culturale nazionale. ‘Anche noi persone comunque abbiamo fatto la storia anche con le nostre parole, le nostre storie, con i nostri modi di parlare’, sottolinea Salvatore Graziano, imprenditore abruzzese che ha ideato una soluzione innovativa per contrastare questa deriva.
Nasce così ‘Visioni d’Italia‘, una competizione fotografica che trasforma i proverbi dialettali in opere d’arte visiva. ‘Il mio obiettivo è appunto creare un oggetto tangibile, quindi un oggetto d’arte e quindi collegare l’arte con la fotografia e con la parola’, spiega Graziano, che ha intrapreso un percorso di ricerca attraverso tutta la penisola per raccogliere espressioni popolari che hanno caratterizzato la storia locale.
Il concorso, avviato il primo ottobre con conclusione prevista ad aprile, prevede selezioni mensili dove i partecipanti devono tradurre in immagini proverbi dialettali provenienti da tutte le regioni italiane. ‘Non è premiata la tecnica in questo caso, è premiata l’ispirazione’, precisa il creatore dell’iniziativa, aprendo la partecipazione non solo ai fotografi professionisti ma a chiunque voglia raccontare la propria storia attraverso le espressioni degli avi.
Le opere selezionate saranno esposte in mostre itineranti distribuite sul territorio nazionale, culminando in un evento finale nella capitale dove 20 finalisti si contenderanno premi fino a 200.000 euro. ‘Questo è un modo appunto per cercare di valorizzare il nostro patrimonio popolare dialettale’, dichiara Graziano, che attraverso il suo brand Lexima vuole rendere ‘fisico e tangibile la parola italiana’.
L’iniziativa rappresenta un tentativo concreto di invertire una tendenza che rischia di eliminare testimonianze millenarie di tradizione orale. I dialetti italiani, eredità delle dominazioni storiche e delle influenze culturali che hanno plasmato il territorio, stanno scomparendo dalle case e dagli spazi pubblici. ‘Utilizzare modi attuali per poter valorizzare in modo creativo tramite le persone, perché comunque sono le persone che hanno fatto la parola’, conclude Graziano, convinto che solo attraverso il coinvolgimento attivo della comunità si possa preservare questo patrimonio inestimabile.
Il progetto si inserisce in un panorama culturale dove l’uniformazione linguistica, pur necessaria per l’unità nazionale, ha progressivamente eroso la ricchezza espressiva territoriale. Ogni proverbio dialettale racchiude sapienza antica, riflessioni sulla vita quotidiana e modelli di pensiero che rischiano di sparire per sempre senza una trasmissione alle nuove generazioni.

