Ucraina, i nodi ancora da sciogliere dopo il vertice Trump-Zelensky

Qualche passo in avanti ma tanti punti ancora irrisolti. L’incontro con Volodymyr Zelensky a Mar-a-Lago finisce senza certezze, con Donald Trump che ha detto che il conflitto tra Ucraina e Russia “potrebbe finire o continuare per molto tempo” causando molti altri morti. “Non è un accordo che si conclude in un giorno. Si tratta di questioni molto complesse”.

Le prossime tappe

Come al solito, il racconto sul percorso verso la pace passa da altre tappe, altri incontri: si attende un nuovo vertice a gennaio anche con i leader europei. Una nuova riunione a Kiev con rappresentanti europei e degli Stati Uniti la propone proprio Volodymyr Zelensky “per i prossimi giorni”, poche ore dopo la fine delle consultazioni con Donald Trump in Florida. “Vogliamo questa riunione e faremo il possibile perché si svolga, finalmente, in Ucraina”, ha affermato il Presidente ucraino, precisando che a prendervi parte saranno consiglieri.

I nodi da sciogliere

Da Mar-a-Lago il leader di Kiev se ne va con un “90% di completamento” dei 20 punti del piano di pace. Rimangono due nodi fondamentali da discutere: il controllo dei territori dell’est del Paese e quello dell’impianto nucleare di Zaporizhzhya.

Ucraina, dagli Usa garanzie per 15 anni

Intanto gli Stati Uniti hanno offerto all’Ucraina garanzie di sicurezza “forti” per un periodo estendibile di 15 anni, ha reso noto Zelensky dicendo che Kiev chiede un impegno più esteso nel tempo. “Ho detto a Trump che abbiamo già una guerra in corso e che sta andando avanti quasi da 15 anni. Voglio davvero garanzie più estese. Considereremo la possibilità di 30, 40, 50 anni”, ha affermato. “Trump ha detto che ci avrebbe pensato”.

Lo stesso Zelensky ha riferito in un’intervista che Donald Trump e Vladimir Putin hanno avuto una lunga conversazione telefonica prima dell’incontro di Mar-a-Lago durante la quale sono stati discussi in dettaglio tutti i punti del piano di pace. Trump (che a sua volta ha riferito di una telefonata con il leader russo) avrebbe parlato di disponibilità da parte di Putin, ma l’Ucraina continua ad essere cauta.

Quattro anni di guerra

A un mese dai quattro anni dall’invasione russa, non ci sono comunque deadline certe, proprio a causa dei nodi ancora da sciogliere. Per Putin Kiev deve lasciare i territori dell’est e cedere la centrale nucleare, punti che Zelensky non è incline ad accettare.

Trump ha definito la domanda di un giornalista sulle garanzie di sicurezza “stupida”, limitandosi a dire che ci sarà “un accordo solido. Le nazioni europee sono molto coinvolte in questo processo”.

A pochi mesi dalla visita alla Casa Bianca del febbraio scorso quando il leader di Kiev era stato umiliato dal presidente americano e dal vicepresidente J.D. Vance, questo nuovo incontro viene definito “positivo” da Trump.

Trump e Zelensky hanno anche sentito i leader europei, con i quali Zelensky si era già incontrato prima della partenza.

Le parole di Tajani

“Come Italia, sosteniamo il tentativo americano per raggiungere il cessate il fuoco e la fine definitiva del conflitto. Ogni passo in avanti verso una pace giusta e duratura è un fatto positivo. Speriamo che Putin voglia veramente la fine del conflitto”, ha detto in un’intervista al Corriere della Sera il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando dell’incontro in Florida tra Trump e Zelensky.

Riferendosi al decreto che prevede aiuti anche militari, nonostante il freno della Lega, il vice premier aggiunge che “è assolutamente equilibrato, come i precedenti. L’Italia continuerà a sostenere militarmente, economicamente, finanziariamente e politicamente l’Ucraina. Parteciperà alla grande fase della ricostruzione. Aiutiamo l’Ucraina perché è una battaglia di libertà, per un Paese invaso che deve godere di una pace giusta e duratura, che significa sicurezza per loro e per tutta l’Europa”.

Poste Italiane Dic 25

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