La nuova frontiera di Pininfarina: non solo muoversi, ma abitare

Paolo Dellachà (CEO Pininfarina)

Tra mito dell’automobile e lusso contemporaneo: design, ingegneria e visione raccontati dal nuovo Ceo di Pininfarina Paolo Dellachà.

L’eleganza non si impara e non si acquista. Non conosce compromessi né scorciatoie: o c’è, o semplicemente non c’è. Pininfarina ne rappresenta una delle espressioni più pure e riconoscibili. Icona globale dello stile italiano, per 95 anni ha illuminato il mondo dell’automobile, diventando un riferimento assoluto in termini di bellezza, proporzione e visione. Oggi, però, quella stessa eccellenza ingegneristica, produttiva e progettuale ha superato i confini dell’automotive per abbracciare un’idea più ampia e contemporanea di lusso. Aerodinamica, nautica, architettura, product design, mobilità domestica: Pininfarina non è più soltanto una casa automobilistica, ma un interprete trasversale del vivere contemporaneo. Dall’Europa all’America Latina, fino al Medio Oriente, il marchio ha esteso il proprio linguaggio oltre i confini geografici, restando fedele a un principio cardine: creare bellezza senza tempo. Un valore che oggi guida anche Paolo Dellachà, nuovo Ceo del Gruppo.

Il suo percorso nasce dall’ingegneria pura: Ferrari, Maserati, hypercar elettriche. In che modo questo background tecnico influenza il suo nuovo ruolo di Ceo in Pininfarina?

Tutto nasce da una passione profonda, coltivata fin da bambino, quando appendevo in camera i poster delle auto dei miei sogni. Molte avevano quella targhetta sul fianco con la scritta ‘disegno di Pininfarina’. Quell’amore per le automobili – soprattutto quelle belle e veloci – mi ha portato, con un po’ di fortuna, a trasformare una passione in un lavoro.

Oggi affronto questo incarico con grande ammirazione per il marchio, con la piena consapevolezza della storia e delle personalità che mi hanno preceduto, e con il senso di responsabilità che ne deriva. Lo faccio con rispetto e umiltà, sapendo che Pininfarina oggi non è solo automobili, ma molto di più.

Quali sinergie intende rafforzare oggi tra prodotto, design e ingegneria all’interno del gruppo?

Pininfarina porta il proprio ideale di stile nel mondo applicandolo a settori diversi: automotive – la costola da cui tutto è nato nel 1930 – nautica, product design, architettura e altri ambiti che stiamo esplorando progressivamente. Queste aree funzionano come ingranaggi che si alimentano a vicenda. La diversificazione rafforza il livello di awareness del marchio e diffonde la nostra filosofia di design, in particolare nel mondo del lusso.

Di fatto, ciò che realizziamo in un settore può diventare il miglior strumento di comunicazione per gli altri. La chiave è mantenere una coerenza profonda e riconoscibile.

Pininfarina oggi spazia dalle hypercar elettriche alle residenze di lusso. Qual è la vera sfida strategica di questa fase di espansione?

Da un lato, consolidare e far crescere in modo mirato ciò che Pininfarina già fa, facendolo ancora meglio e con maggiore impatto. Il nostro core business resta quello dei servizi per altre aziende: design, architettura, engineering e automotive manufacturing. Lo sviluppo e la produzione di supercar o hypercar a marchio Pininfarina rimarranno volutamente limitati a numeri estremamente ridotti.

Sono progetti pensati per rendere felici pochi, fidati collezionisti e, allo stesso tempo, per funzionare come veri e propri laboratori di innovazione di design e tecnologia, da riversare nel nostro business principale e nell’offerta verso i costruttori nostri clienti.

Dall’altro lato, non dobbiamo avere timore di esportare il Dna del nostro design in ambiti nuovi che riteniamo strategici in termini di trend di crescita. La recente partnership con un leader mondiale del beauty ne è un esempio. Tra questi ambiti c’è anche il product design: abbiamo realizzato numerosi trofei iconici, tra cui quello per la 1000 Miglia Experience di Miami.

Al Ces di Las Vegas avete presentato l’idea di mobilità domestica intelligente guidata dall’AI. In che modo questo progetto ridefinisce il confine tra casa, veicolo e lifestyle?

Abbiamo mostrato come la mobilità domestica intelligente possa diventare un ecosistema unico, in cui casa, veicolo e lifestyle non sono più elementi separati. Il progetto sviluppato con AC Future nasce dall’integrazione delle competenze Pininfarina in mobilità, architettura, product e digital design. Si tratta di camper, trailer e unità abitative modulari che combinano tecnologie avanzate e interfacce semplici e intuitive, capaci di adattarsi alle esigenze dell’utente ottimizzando spazi, comfort, energia e funzioni in modo naturale.

Crediamo molto in questo progetto perché ridefinisce il modo di abitare e muoversi: supporta uno stile di vita nomade e off-grid, ma risponde anche a scenari di emergenza e a nuove forme di abitare temporaneo. È una visione che va oltre il veicolo e diventa parte integrante della vita quotidiana.

Coachbuilding, one-off, few-off, serie limitate: il design su misura è nel Dna di Pininfarina. Come si concilia questa unicità con un modello di business sostenibile?

È un tema complesso. Realizzare un’automobile in esemplare unico non consente semplificazioni, soprattutto se parliamo di performance, sicurezza passiva e attiva, progettazione hardware e software, functional safety, cyber-security, oltre ai processi di omologazione e certificazione.

La specificità di Pininfarina sta nella capacità di sviluppare internamente soluzioni e processi tailor-made in funzione del progetto, del target di prodotto e dei costi, senza mai prescindere dal risultato finale. L’industrializzazione non deve penalizzare la visione originale del design. Il requisito principale resta il valore per il cliente, oggi e nel tempo, anche in termini di collezionabilità.

Ha creato e guidato team multinazionali altamente specializzati. Che tipo di leadership serve oggi?

Non esiste una risposta unica. Ogni manager ha il proprio stile di leadership, che va adattato al contesto. Il nostro lavoro è estremamente complesso, anche se il risultato finale è puro e semplice nella sua bellezza. Servono talenti diversi, competenze eterogenee e una visione spesso internazionale. Il mio approccio è inclusivo: responsabilizzare le persone e dare loro l’accountability necessaria per sviluppare i progetti. Alla fine, i migliori risultati si ottengono sempre in team.

Dal Medio Oriente al Brasile, da Taipei a Miami: quanto deve adattarsi Pininfarina ai contesti locali?

Più che adattarsi ai contesti locali, il linguaggio Pininfarina deve essere lo strumento per interpretare l’oggetto e ripensarlo in funzione dei desideri del cliente. Allo stesso tempo, deve restare sempre riconoscibilmente Pininfarina. E questo significa, inevitabilmente, italiano.

Alte prestazioni ed efficienza convivono in molti vostri progetti. La sostenibilità è una convinzione culturale o una realtà industriale?

Agire attraverso processi sostenibili è parte integrante della nostra missione ed è già oggi una realtà industriale concreta, in continua evoluzione e miglioramento. Sul fronte tecnologico, in particolare per i powertrain automotive, l’aumento dell’elettrificazione riduce le emissioni, ma la CO₂ complessiva sull’intero ciclo di vita dipende da molti fattori, inclusi percorrenza e riciclo. Con il miglioramento delle batterie, anche in termini di costi, i vantaggi dell’elettrico cresceranno ulteriormente. Resta però un punto centrale: alla fine c’è un cliente finale che deve volerlo.

Guardando al prossimo decennio, come cambierà la mobilità e quale ruolo intende giocare Pininfarina?

Fare previsioni è sempre rischioso. Il cambiamento tecnologico non può essere guidato solo dalla legislazione: servono il supporto della filiera, infrastrutture adeguate e, soprattutto, l’accettazione dell’utente finale. Vedremo la coesistenza di più tecnologie di powertrain, in particolare le diverse forme di ibridazione e l’elettrico, a seconda dei mercati.

Anche i modelli di mobilità saranno molteplici. Nel mondo del lusso e delle serie limitate, l’esperienza del cliente resterà centrale: dalla scelta e configurazione alla guida, che credo rimarrà in larga parte analogica. In questo scenario, Pininfarina vuole giocare un ruolo chiave, offrendo interpretazioni e soluzioni mirate alle esigenze dei clienti, anche grazie alle sinergie con il nostro azionista di maggioranza, il Gruppo Mahindra.

Se dovesse spiegare a un investitore internazionale perché Pininfarina è diversa da qualsiasi altra design house al mondo, quale sarebbe l’argomento decisivo?

Pininfarina è diversa perché crea bellezza da quasi cent’anni. Lo ha fatto in modo dominante nel mondo automobilistico e oggi lo fa anche in altri ambiti, con la stessa intensità e credibilità. Ed è una bellezza che nasce dalle persone: quelle che hanno costruito il passato di Pininfarina, quelle che ne vivono il presente e quelle che ne definiranno il futuro.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di febbraio 2026 (numero 1, anno 9)

Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.