Mariani: “Più investimenti nella difesa o l’Italia perderà competitività in Europa”

Lorenzo Mariani

L’aumento della spesa per la difesa non deve essere considerato soltanto una questione di sicurezza, ma una scelta di politica industriale. È questo il messaggio lanciato dall’amministratore delegato e direttore generale di Leonardo, Lorenzo Mariani, intervenuto a Roma all’evento Connext Filiere – Aerospazio, Difesa e Sicurezza, promosso da Confindustria.

“Se il percorso verrà interrotto, tra dieci anni usciremo sudditi delle industrie francesi e tedesche”, ha affermato Mariani, commentando il dibattito sull’aumento graduale della spesa militare italiana fino al 3,5% del Pil previsto dagli impegni assunti in sede Nato. Secondo il manager, fermarsi all’attuale livello dell’1,5% significherebbe rinunciare a rafforzare una filiera industriale strategica e lasciare spazio ai principali concorrenti europei.

La difesa come leva per la crescita industriale

Le parole del numero uno di Leonardo arrivano mentre il governo discute tempi e modalità dell’aumento della spesa per la difesa previsto dagli impegni assunti in sede Nato. Per Mariani, tuttavia, la questione non riguarda soltanto il rispetto degli obiettivi internazionali, ma la capacità dell’Italia di sviluppare una propria base industriale nei settori dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza.

Lo stesso concetto è stato ribadito dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, secondo cui il raggiungimento dell’obiettivo del 3,5% del Pil destinato alla difesa deve diventare “uno dei pilastri della politica industriale italiana ed europea”. L’associazione stima che, se gli investimenti verranno indirizzati verso le filiere produttive nazionali, entro il 2035 potrebbero generare un incremento cumulato del Pil pari al 3%, equivalente a circa 51 miliardi di euro. Se invece le risorse fossero impiegate prevalentemente per acquistare tecnologie e sistemi dall’estero, l’impatto economico si fermerebbe allo 0,9% del Pil.

Connext Filiere e il progetto Bromo

Proprio con l’obiettivo di rafforzare la capacità produttiva italiana, Confindustria ha presentato Connext Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza, una piattaforma digitale pensata per favorire l’incontro tra grandi imprese e piccole e medie aziende della filiera, valorizzando competenze, tecnologie e fornitori nazionali. All’iniziativa hanno partecipato, oltre a Mariani, anche l’amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero e quello di Avio Aero Riccardo Procacci.

A margine dell’evento, Mariani ha anche confermato la prosecuzione di alcuni dei principali programmi strategici di Leonardo. Sul fronte dello spazio ha ribadito l’obiettivo di creare, attraverso il progetto Bromo, un grande campione europeo insieme ad Airbus e Thales, capace di competere con i principali operatori internazionali. “Vogliamo espandere una collaborazione che dura da oltre vent’anni e renderla ancora più europea”, ha spiegato.

Michelangelo Dome confermato

L’amministratore delegato ha inoltre confermato la piena prosecuzione del progetto Michelangelo Dome, il sistema multidominio basato sull’intelligenza artificiale avviato durante la gestione di Roberto Cingolani e finito negli ultimi mesi al centro di indiscrezioni sul suo futuro. “Tutto il piano del Michelangelo Dome è confermato”, ha assicurato Mariani, confermando la continuità della strategia industriale di Leonardo.

Per il numero uno del gruppo, la sfida dei prossimi anni sarà quindi trasformare l’aumento degli investimenti nella difesa in un’opportunità di crescita per il sistema industriale italiano. Un obiettivo che, secondo Confindustria e Leonardo, richiede non solo maggiori risorse, ma anche una strategia capace di rafforzare la filiera nazionale e di trattenere nel Paese competenze, innovazione e valore aggiunto.

Poste Italiane Dic 25

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