Elon Musk cambia idea su Marte e punta ora alla Luna per la creazione di una città autosufficiente. Se tutto dovesse andare secondo i piani, la struttura potrebbe essere pronta in meno di dieci anni. Lo ha scritto il fondatore di SpaceX in un post su X: le difficoltà nel raggiungere Marte sono numerose e includono il fatto che “è possibile viaggiare verso il Pianeta Rosso solo quando i pianeti si allineano ogni 26 mesi, con un tempo di viaggio di circa sei mesi, mentre possiamo partire per la Luna ogni 10 giorni e arrivare in due giorni”.
La mossa di Musk si allinea alla decisione di Trump
L’azienda spaziale del miliardario sudafricano, nonostante l’enorme successo come appaltatore della NASA, è stata a lungo criticata per i piani ritenuti eccessivamente ambiziosi di colonizzazione di Marte. Al contrario, le missioni verso la Luna consentono una frequenza di lancio molto più elevata, fino a una ogni 10 giorni.
La mossa allinea Musk alla decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di riportare astronauti sulla Luna entro il 2028, nell’ambito del programma Artemis, lasciando temporaneamente Marte in secondo piano. Ma il miliardario ha sottolineato, sempre su X, che la creazione di una città marziana resta l’obiettivo finale di SpaceX, anche se i lavori potranno partire tra almeno cinque-sette anni, spostando qualunque insediamento umano stabile ben oltre gli anni Trenta.
C’è da considerare che la Luna è tornata al centro degli interessi delle grandi potenze spaziali. SpaceX si prepara a giocare un ruolo chiave nelle prossime missioni di esplorazione e nello sfruttamento commerciale del satellite terrestre. E la pressione della Cina e la volontà della NASA di tornare rapidamente sulla Luna rendono l’obiettivo sempre più strategico.
La competizione, però, è anche industriale. Blue Origin, la società spaziale di Jeff Bezos, ha annunciato di voler ridurre il turismo spaziale per concentrarsi sulla Luna, entrando in diretta concorrenza con SpaceX dopo la riapertura del confronto sui futuri partner della NASA.
Una self-growing city sulla Luna
Musk ha annunciato che la sua società spaziale sta dando priorità alla costruzione di una ‘self-growing city‘ sulla Luna: una città progettata per espandersi nel tempo attraverso moduli abitativi e infrastrutture autosufficienti, senza dipendere da rifornimenti continui dalla Terra.
La dichiarazione arriva a pochi giorni dall’acquisizione di xAI da parte di SpaceX, una mossa che rafforza l’ecosistema tecnologico di Musk e lega sempre più lo sviluppo dell’intelligenza artificiale alle ambizioni di esplorazione spaziale. L’operazione unisce due delle sue aziende più ambiziose all’interno di quella che è già considerata la società privata più preziosa al mondo, con implicazioni che vanno ben oltre il settore aerospaziale.
Un progetto ambizioso, come sempre
Quello della città sulla Luna è, come spesso accade con le iniziative di Musk, un progetto ambizioso che si scontra con un calendario già particolarmente denso. A partire dalla missione Artemis, che continua a subire ritardi e rinvii.
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Inoltre, la Luna non è così facilmente raggiungibile come spesso si tende a immaginare: le difficoltà tecniche, logistiche e operative restano significative e potrebbero rallentare ulteriormente i piani annunciati.

