Data center e AI spingono le bollette: rincari per le famiglie americane

data center, getty images

Gli accordi per i data center hanno superato i 61 miliardi di dollari nel 2025, mentre gli hyperscaler hanno accelerato gli investimenti per aumentare la potenza di calcolo nella corsa all’AI. Ma a pagare il conto non sono solo le grandi aziende tecnologiche. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, l’aumento dei costi energetici rischia di trasferirsi sui prezzi di beni e servizi essenziali, mettendo sotto pressione le famiglie della classe media.

In una nota ai clienti, Manuel Abecasis e Hongcen Wei stimano che l’inflazione dell’elettricità per i consumatori crescerà del 6% tra il 2026 e il 2027, per poi rallentare al 3% l’anno successivo grazie al calo dei prezzi del gas naturale. Bollette più alte per ospedali, ristoranti e imprese si tradurranno però in prezzi più elevati per i clienti finali. “Prezzi dell’energia più alti spingeranno verso l’alto anche l’inflazione core, aumentando i costi di produzione delle imprese”, scrivono gli analisti.

I prezzi dell’elettricità sono già saliti di quasi il 7% fino a dicembre 2025, ben oltre il tasso d’inflazione generale del 2,9%. Le utility hanno chiesto nel 2025 aumenti tariffari per 31 miliardi di dollari, più del doppio rispetto al 2024, secondo i dati dell’organizzazione non profit PowerLines.

Negli ultimi 25 anni la rete elettrica obsoleta, gli eventi climatici estremi e il rincaro del gas hanno contribuito a far salire le tariffe. Ora i data center assorbono quantità crescenti di energia. Alphabet, Microsoft, Meta e Amazon, i quattro principali hyperscaler, potrebbero spendere fino a 700 miliardi di dollari nel 2026 per potenziare le infrastrutture legate all’AI. In questo contesto, un calo dei prezzi appare improbabile nel breve termine. A sostenere l’impatto maggiore, secondo Goldman Sachs, saranno piccole imprese e famiglie a reddito medio o basso.

“L’impatto su reddito e consumi sarà probabilmente più forte per le famiglie a basso reddito, perché l’elettricità pesa di più sul loro budget, e per chi vive in aree con alta concentrazione di data center, dove i mercati regionali dell’energia subiranno maggiori tensioni”, si legge nella nota.

La banca prevede che il rincaro dell’elettricità aggiungerà 0,1 punti percentuali all’inflazione core nel 2026 e nel 2027, e 0,05 punti nel 2028. I servizi sanitari e la ristorazione subiranno gli effetti maggiori. Anche auto nuove e abbigliamento potrebbero registrare aumenti indiretti legati ai costi energetici.

L’impatto appare contenuto, ma Goldman Sachs stima comunque un effetto a catena su consumi e Pil. L’aumento delle bollette potrebbe ridurre la crescita della spesa delle famiglie dello 0,2%, con un effetto negativo sul Pil dello 0,1% tra il 2026 e il 2027. Secondo la banca, i guadagni di produttività legati all’AI potrebbero compensare nel tempo questo impatto.

Le bollette salgono perché le utility investono in nuove infrastrutture di rete e chiedono aumenti tariffari per coprire i costi. I data center, inoltre, restringono l’offerta disponibile e spingono verso l’alto i prezzi dell’energia.

Dopo l’approvazione dei progetti, i cantieri partono rapidamente. Cresce la domanda di elettricità, materie prime e manodopera. Con l’offerta sotto pressione, i costi aumentano anche per le altre imprese nelle aree interessate, spiega Marc Conte, professore di economia alla Fordham University.

“La rapidità con cui cercano di espandersi genera effetti inflazionistici”, afferma Conte. “Sono disposti a pagare prezzi più alti pur di completare prima i progetti, e questo effetto si diffonde lungo la catena”.

Il tema è entrato anche nel dibattito politico. I senatori Josh Hawley e Richard Blumenthal hanno presentato il GRID Act, una proposta di legge che punta a impedire che i rincari legati ai data center ricadano sulle bollette dei consumatori e a garantire priorità di accesso alla rete per utenti diversi dai data center. Nello stesso giorno, Anthropic ha annunciato l’intenzione di coprire gli aumenti dei costi energetici generati dai propri centri dati, senza fornire dettagli sugli accordi con le utility.

Conte paragona l’espansione dei data center alla costruzione di un grande stadio. L’operazione può portare benefici economici, ma comporta anche rischi e sacrifici per la comunità locale. “Stiamo riponendo molta fiducia in queste aziende”, conclude. “Consentiamo loro interventi altamente invasivi, con effetti che ricadono in modo diseguale sulle famiglie”.

L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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