La Corte suprema Usa boccia i dazi: qual è il piano B di Trump?

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Dazi annullati: la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato le tariffe imposte dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La posizione della Corte Suprema era attesa da tempo, e ora è arrivata: bocciatura con sei voti a favore e con tre contrari. 

Trump non l’ha presa bene. Il presidente americano ha interrotto la riunione dei governatori alla Casa Bianca in cui si trovava dopo aver ricevuto una nota su un pezzo di carta che lo avvertiva della sentenza della Corte Suprema. “Una vergogna”, avrebbe commentato, secondo la Cnn, dicendo di avere un piano B.

In sostanza, secondo la Corte Trump non poteva imporre i dazi ai sensi della legge per le emergenze nazionali, l’Ieepa (International Emergency Economic Powers Act) del 1977. 

Secondo la Costituzione è il Parlamento che prende decisioni simili. Con la giustificazione dell’emergenza nazionale, Trump ha saltato del tutto il passaggio al Congresso. L’Ieepa consente al presidente di “regolare” importazioni ed esportazioni in caso di emergenza, ma non menziona esplicitamente l’imposizione di dazi. Nessuno, fino a Trump con il suo Liberation Day, aveva mai tentato di utilizzare in questo modo la norma del ‘77. 

Tra le conseguenze più paradossali della sentenza, ci potrebbe essere la restituzione di quanto chiesto finora dagli Stati Uniti al resto del mondo? Secondo una stima recente del Penn-Wharton Budget Model fornita a Reuters parleremmo di circa 175 mld di dollari. 

I tre giudici che hanno ‘tradito’ Trump

Tre giudici conservatori si sono uniti alla maggioranza che ha bocciato i dazi. Il presidente John Roberts ma anche Amy Coney Barrett e Neil Gorsuch, questi ultimi due indicati dal Trump. Contro i dazi, naturalmente, anche i liberal Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson.

A favore delle tariffe hanno invece votato Brett Kavanaugh, Clarence Thomas e Samuel Alito.

La sentenza della Corte Suprema che ha stabilito l’illegittimità dei dazi imposti da Donald Trump riguarda gran parte – ma non tutte – le misure tariffarie annunciate dal presidente.  

Restano esclusi dalla decisione della Corte i dazi settoriali su acciaio, alluminio, legname e automobili, adottati in base alla Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962 per motivi di sicurezza nazionale. Le tariffe su acciaio e alluminio sono applicate a livello globale e fissate al 50%, con una riduzione al 25% per il Regno Unito. Restano inoltre in vigore i dazi imposti ai sensi della Sezione 301 sulle pratiche commerciali sleali: le misure principali riguardano la Cina, con aliquote comprese tra il 7,5% e il 100% su centinaia di miliardi di dollari di beni. 

La giustizia si è già espressa sui dazi, perché il caso è arrivato alla Corte Suprema dopo il ricorso della stessa Casa Bianca relativo alle bocciature della Corte d’appello degli Stati Uniti per il circuito federale e di un giudice distrettuale statunitense. 

Le reazioni: cosa succederà ora? 

Intanto i partner commerciali europei attendono dalla stessa amministrazione Usa un aggiornamento su cosa intendano fare dopo la sentenza, come dicono da Bruxelles, mentre il Parlamento europeo rinvierà probabilmente il voto sulla ratifica sull’intesa commerciale Usa-Ue previsto il 24 febbraio.  

Dazi, Trump ha un piano B? 

Secondo una delle persone presenti, Trump avrebbe detto ai partecipanti di avere in mente un piano di riserva. La possibile bocciatura era un’ipotesi che la Casa Bianca aveva fatto da tempo. La stessa Cnn riferisce che le funzionari dell’Amministrazione si erano preparati a una sconfitta alla Corte Suprema, assicurando al presidente che, se la Corte avesse bocciato i dazi, ci sarebbero stati altri modi per attuarli. 

Il presidente – secondo altre fonti – si è lamentato in privato nelle ultime settimane del fatto che la Corte Suprema stesse impiegando troppo tempo per prendere una decisione.  

Brett Kavanaugh è il giudice della Corte Suprema che ha scritto l’opinione di dissenso con la decisione della Corte in cui si fa riferimento ad almeno una delle leggi a cui Donald Trump potrebbe appellarsi, in particolare la sezione 232 del Trade Expansion Act, per attuare il suo piano B.

“Per quanto riguarda i dazi in particolare, la decisione della Corte potrebbe non impedire ai presidenti di imporre la maggioranza di questi, se non gli stessi, appellandosi ai poteri di altri statuti”, dice. 

Secondo quanto riporta Nbc news, ci sono altri regolamenti che permetterebbero a Trump di continuare ad imporre dazi. Tra questi viene citata la sezione 338 del Tariff Act del 1930 e le sezioni 201 e 122 del Trade Act del 1974. 

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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